di Maria Cristina Locuratolo

“Una lunga canzone che si chiama amicizia”, così Giuliano Sangiorgi definisce il suo sodalizio artistico e umano con i componenti della sua band, i Negramaro, durante la presentazione alla stampa del documentario “L’anima vista da qui diretto da Gianluca Grandinetti, disponibile sulla piattaforma RaiPlay dal 15 novembre.

L’anima vista da qui
Fonte: pagina Facebook Negramaro

“C’è un istante esatto in cui i pianeti tutti dell’universo si allineano perfettamente tra loro. E in questa perfezione puntuale e precisa, nel caos interstellare che ci appartiene, noi ritroviamo il nostro ordine nel mondo” : con queste parole, in cui si riconosce il talento e l’anima di Giuliano Sangiorgi, interpretate dalla voce di Alessandro Borghi, si apre un racconto fatto di musica ma anche di vita, di sentimenti reali ed emozioni condivise. Da quella cantina, nel cuore del Salento, scavata con entusiasmo e fatica, adibita a sala prove, ai primi successi, ai concerti, alle immagini rubate da una videocamera, durante momenti di pura convivialità tra i membri del gruppo. I Negramaro celebrano vent’anni di dischi venduti, premi e sold out ai concerti ma anche e soprattutto un legame indissolubile, un matrimonio artistico che va oltre la musica stessa, come sottolinea Sangiorgi.
“Non ce lo siamo mai detti ma ci amiamo. Non ci siamo mai promessi nulla…”; da quella promessa mancata di cui parla il cantante, è nata una vera e propria “famiglia”, una band di amici veri che non ha cavalcato l’onda di una moda musicale del momento ma che ha costruito un genere tutto suo, con un’impronta stilista riconoscibile che combina della buona musica a dei testi mai banali e intensamente interpretati. La peculiarità dei Negramaro risiede nell’onestà di raccontarsi e donarsi, nella loro autenticità, nella loro energia contagiosa. La voce di Sangiorgi porta dentro il calore del Salento, con le sue strade assolate, la luce accecante, le spiagge sconfinate. Ed i suoi testi gravitano sempre attorno al cuore ma non scadono mai in facili sentimentalismi. E’ rock ma è un rock tutto italiano.
Già nel 2007 i Negramaro avevano presentato alla 64esima Mostra del Cinema di Venezia un primo documentario, “Dall’altra parte della luna”, girato da Davide Marengo e Dario Baldi, i quali avevano seguito “on the road” i sei musicisti: di strada ne avevano già allora percorsa parecchia, da Lecce ai mitici Plant Studios di San Francisco. “L’anima vista da qui” di Grandinetti esplora il lato più vero e umano della band: la forza della narrazione sta nella semplicità, nell’essenzialità di uno sguardo, di un abbraccio, di un paesaggio.

Fonte: pagina Facebook Negramaro

In vent’anni la musica è cambiata: i sei ragazzi salentini sono cresciuti, hanno incontrato l’amore, hanno visto nascere i propri figli, hanno temuto e sofferto per la vita di Lele Spedicato, colpito da un’emorragia cerebrale.
Il film (scritto da Giuliano Sangiorgi, Lavinia Biancalani, Gianluca Grandinetti, Tommaso Ricci, prodotto da Sugar e Gadeep, in collaborazione con Vanity Fair e Thestylepusher) è stato concepito per “suggerire” una storia, prediligendo le sensazioni sul racconto, quasi fosse un mosaico di immagini, musica e parole più che un vero e proprio documentario, ispirandosi (con le dovute distanze) ai film di Terrence Malick, regista amato da Sangiorgi.
La storia dei Negramaro è intrisa di passione, sacrificio e coraggio; è la storia del “sogno più grande del mondo”, la storia di ragazzi come tanti con molte idee e voglia di fare. Sebbene siano già passati vent’anni dai loro esordi, le canzoni dei Negramaro sono sempre contemporanee e abbracciano i gusti di tutte le generazioni. Questo perché, in un’epoca di talent e trap, la loro musica è ancora in grado d intercettare emozioni profonde, è testimone di ognuno di noi e delle nostre storie, del nostro tempo e di quei sentimenti che il tempo non muta.
“I Negramaro non sono parte della mia vita, i Negramaro sono la mia vita” – dice con la voce rotta dalle lacrime Giuliano. E quando la vita, tra ascese e cadute, incrocia altre vite con cui condividere un sentiero comune, una stessa visione del mondo, si crea qualcosa di più grande ed unico che diventa musica e poesia.

Fonte immagine di copertina: pagina Facebook Negramaro
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