Walter Lazzarin era un insegnante precario, con due lauree sulle spalle – in Economia aziendale e in Filosofia – e un giorno del 2015 ha deciso di lasciare tutto e girare l’Italia per promuovere i suoi libri. Come? Sedendosi prima sui sampietrini di Roma, poi sui marciapiedi di molte città italiane rigorosamente con la sua macchina da scrivere Olivetti.

Lo scopo di Walter non è solo quello di farsi conoscere, ma di ripristinare nella gente la curiosità per le storie. Ai passanti, a chi si ferma a scambiare con lui due chiacchiere, Walter regala un tatutogramma e vende i suoi libri.

Sembrava un’utopia, invece si è rivelato un successo.

L’abbiamo intervistato per conoscerlo meglio, per scoprire cosa succede quando è per strada, e per sapere come fare e trovarlo.

Walter Lazzarin, scrittore per strada

Walter Lazzarin, scrittore per strada

Come nasce l’idea di diventare scrittore per strada?

Il 2014 è stato un anno brutto brutto, avevo bisogno di cambiare. Ho stilato una lista di cose che sapevo e volevo fare e un po’ per caso mi è uscita questa idea. Nel 2015 avevo ormai tutto quello che mi serviva (compreso il libro giusto da spacciare) per affrontare il progetto e sono partito da Roma. Era il 12 ottobre. Un anno dopo, avevo girato ciascuna regione del paese e firmato un contratto per lavorare in Rai!

Che libri hai pubblicato?

Il primo libro era un romanzo, A volte un bacio, uscito nel 2011. L’anno dopo: 21 Lettere d’amore, una raccolta di tautogrammi. Del 2015 è Il drago non si droga, il romanzo che mi ha accompagnato per le strade d’Italia. L’anno scorso: Ventuno vicende vagamente vergognose; edita da CasaSirio, è la mia seconda raccolta di tautogrammi.

Cosa succede quando sei per strada? Come interagisce il pubblico con te?

Dipende dal quartiere e dalla città. Più è basso il reddito di chi mi abita intorno, più è difficile che qualcuno si fermi. Tendenzialmente, le persone ragionano in base alla propria situazione; se sono in difficoltà economica, pensano che pure io lo sia: mi scambiano per un mendicante. Se invece se la passano abbastanza bene, mi giudicano un tipo originale che ha avuto una buona idea di marketing.

Cosa hai imparato e scoperto in questi tre anni di scrittore per strada?

Ho imparato a essere gentile con tutti, perché in tantissimi lo sono stati con me. Ho scoperto che comunque c’è ancora molto interesse per le storie, basta risvegliarlo.


Molti dicono che tutto questo sia un’utopia. Cosa rispondi?

Che per strada guadagno più di quando ero insegnante precario!

Chi è Walter Lazzarin?

Me lo chiedo ogni giorno.

Come possiamo trovarti? Come possiamo sapere in qualche città, in quale strada sarai seduto con la tua macchina da scrivere?

Sul mio blog c’è un link: Dove e quando mi trovi. Lì scrivo dove sarò. Quando non metto nulla, significa che sono a Roma, dove vivo da ormai due anni. Il weekend giro sempre per i quartieri della capitale: mi si può mandare un’email (la si trova sempre nel blog) per essere certi di beccarmi. Tautogramma in regalo garantito!

Per chi non lo sapesse, puoi spiegare cosa è un tautogramma?

Composizione costruita con componenti che cominciano, categoricamente, con caratteri coincidenti.

Facci un esempio

Salgari scriveva sebbene si sentisse stanco, spossato. Sarebbe stato sconveniente smettere: scrivere significava stipendio.
Sostanzioso?
Sufficiente, semmai.
Si sostentava sviluppando soprattutto storie su Sandokan; si sbizzarriva sfoderando sciabole, scimitarre, si sfogava spegnendo sigarete sulla scrivania.

 

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