Luciano Sozio, artista isernino e docente presso la Scuola Internazionale di Comics di Pescara, da anni nel panorama artistico contemporaneo italiano, si racconta alla redazione di Artwave. Le sue opere, dal segno forte e deciso, svelano un mondo legato all’istintività, in cui tutto si realizza senza un percorso lineare; l’artista si immedesima in colui che crea dal nulla qualcosa di totalmente nuovo, senza regole. Luciano Sozio ricerca nel reale quella qualità indistinta che conduce alla coscienza di un oltre nascosto che nessuno è in grado di visualizzare.

Luciano Sozio, Disegnare il cerchio con una parola, cm 100×120, tecnica mista su tela, 2019
Credits: Luciano Sozio

È davvero un piacere fare la tua conoscenza Luciano e ti ringrazio per la tua disponibilità e gentilezza. Qual è stato il tuo percorso professionale ed artistico? Ti sei sempre voluto addentrare nel mondo dell’arte o è una passione nata con il tempo?

Nella casa in cui ho trascorso la mia infanzia c’è un piccolo dipinto a vegliare ancora adesso sul mio letto di allora, in cui è raffigurato una sorta di essere umano che lotta a mani nude con una creatura dai tratti evanescenti che pare viva. Il colore dominante di quel dipinto è il verde. Mi ha raccontato più volte mio padre, che ancora faticavo a pronunciare bene il mio nome quando dipinsi la mia dichiarazione al mondo.

Quali sono gli artisti che ti hanno maggiormente ispirato?

Tutti quegli artisti che mi hanno fatto scoprire qualcosa che non sapevo di aver voluto vedere.

Come si sviluppa il tuo processo creativo?

Molto simile al processo di un surfista che raggiunge il mare aperto e da lontano sceglie l’onda perfetta per tornare. Ecco credo che questa metafora spieghi in pieno quello che tento di fare. Tornare. Se ci pensi anche l’arte per esistere deve “tornare” e  sempre nello stesso punto, ma ogni volta in un modo diverso, da un posto diverso. Lo stesso punto per me è la terra ferma, il mondo degli uomini, il posto in cui vivo. Il vero privilegio dell’ artista forse è proprio quello di spingersi un po più in là per poi tornare con “quel qualcosa” che nessuno riesce a vedere.

All’interno delle tue opere utilizzi un segno molto marcato e deciso, dalla forte carica emotiva, oltre a catturare lo sguardo dello spettatore, cosa vuoi trasmettere?

Il segno ha un suo forte valore intrinseco perchè è vivo e come tutte le cose vive ha un battito e un DNA in cui sono conservate le informazioni segrete dell’ anima di ogni artista. Non penso mai a cosa trasmettere, non ne sarei capace, lascio che accada. Il segno per trascendere deve anticipare il pensiero.

Hai collaborato con diverse aziende,creando suggestive installazioni. Quali sono gli aspetti che ti hanno maggiormente coinvolto durante queste collaborazioni?

Con la Coesum, in particolare, è nata una intensa collaborazione. E’ una società specializzata nello sviluppo di nuovi prodotti per l’ industria manifatturiera in tutti i settori industriali. La loro sfida quotidiana è trasformare idee in progetti concreti seguendo lo sviluppo del prodotto dal design ed engineering fino alla produzione tramite tecnologie di prototipazione rapida. Dal 2016 hanno deciso di supportarmi nella realizzazione di alcune istallazioni come: Sete, It makes my head speed, Dogma, back side of the blind spot. L’ aspetto più interessante di questa liaison continua ad essere sicuramente la possibilità di confrontarsi senza limiti.

La società di oggi sta cambiando e si sta avvicinando sempre di più all’arte contemporanea, tu come artista, come hai vissuto questo cambiamento?

Questo non modifica il mio approccio rispetto a quel che faccio. Ma se questo cambiamento della società implicasse la possibilità di far evolvere la nostra specie, allora lo considererei più che un semplice cambiamento: una rivoluzione.

Progetti futuri?

Il 21 settembre 2019. Il primo appuntamento del progetto YAG/factory allestito nel nuovo spazio. L’iniziativa è a cura di Ivan D’Alberto, direttore artistico della YAG/garage con la collaborazione del critico d’ arte Tommaso Evangelista.

Luciano Sozio, Urlo, cm 70×50, tecnica mista su tela, 2019
Credits: Luciano Sozio

Noi ringraziamo Luciano per tutto e gli auguriamo il meglio per la sua carriera, già ricca di successi.

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