Che la musica sia fondamentale lo abbiamo detto, lo abbiamo sostenuto e ci crediamo fortemente. Crediamo anche nel fatto che rappresenti un qualcosa che abbia bisogno di evadere dai soliti schemi e che debba invadere anche altri campi artistici per poter sopravvivere. Questa volta abbiamo voluto analizzare la questione dal punto di vista grafico, intervistando uno degli illustratori più performanti e talentuosi che si trova proprio a metà tra il mondo del disegno e quello della musica: Fr3nk Zappa.

Fr3nk Zappa, all’anagrafe Francesco Liori, è colui che ha disegnato diversi dischi del rapper Salmo, vari mixtape della Machete Crew e diversi progetti esterni a questa grande famiglia.
Inoltre, è socio fondatore insieme allo stesso Salmo e André Suergiu di “Doomsday“, brand di streetwear che sta spopolando tra i giovani.
Le sue illustrazioni riescono a raccontare tutto quel mondo che si cela dietro una canzone, evocando scenari fumettistici in grado di trasmettere sensazioni ed emozioni. Un tratto crudo, ironico, deciso e pieno di quella carica musicale che pochi altri riescono ad esprimere.

Siamo riusciti ad intervistarlo per farci raccontare un po’ del suo mondo e di come musica e illustrazione riescano a fondersi creando una miscela esplosiva.

Fr3nk Zappa © Matteo Bosonetto

Domanda di rito, ma non per questo banale: come ti sei avvicinato al mondo del disegno?

Molto probabilmente ci sono nato dentro. Sono stato sempre tempestato da milioni di input: dai poster del cinema ai fumetti per poi passare alle copertine dei dischi. La mia fortuna è stata quella di avere una casa sempre “carica” di arte, in un certo senso, e oltre ad essere sempre stato stimolato ho avuto una curiosità sempre forte. Una curiosità che mi spingeva a cercare sempre un certo tipo di reference.

Avvicinandoci di più ad un discorso musicale (il mio campo base), invece, posso dirti che il mondo dei poster, delle locandine e delle copertine degli album rock mi ha folgorato.  La passione per l’hip hop mi ha permesso di condividere molto con la Machete Crew, creando così un nostro immaginario influenzato dal rock, dal punk e dal metal, oltre che dall’hip hop stesso.

© Fr3nk Zappa

Musica e illustrazione sono due mondi apparentemente separati ma estremamente vicini.
Come sei riuscito a trovare il tuo ponte tra loro?

Bella domanda ma tosta! (ride, ndr)
Non saprei dirti bene. Molto probabilmente la ricerca costante nel farlo mi ha tenuto vivo e carico. In questi momenti di frenesia e consumo pazzesco di tutto quello che esce dal cinema, dalla musica, dall’arte e dalla moda, mi fa molto piacere che chi sta fuori sia attento a tutto. Quando mi dicono “sei riuscito a dare un immaginario a quel mondo” oppure “hai dato una visione dello spirito della crew”, mi riempiono di gioia. Ora non ti nascondo che c’è una certa difficoltà ad andare avanti, data dal fatto che c’è sempre un confronto con i lavori precedenti.
Anche a livello personale, si cerca sempre di cambiare per non ripetersi ma per evolversi.

Tornando al discorso, non saprei dirti come sono riuscito a trovare questa connessione. È avvenuto tutto in maniera molto spontanea, anche perché noi della crew abbiamo praticamente lo stesso background.
Anche con Salmo, nelle interviste, abbiamo sempre detto di aver portato il nostro mondo, sia a livello grafico che musicale, in un momento storico in cui girava roba già vista e sentita. Questa è stata la nostra fortuna e la nostra forza: la cosa giusta al momento giusto.

La collaborazione con Salmo e la Machete Crew è stata sicuramente importante per te. Com’è nato tutto?

È nato tutto molti anni fa e con Salmo ci conosciamo da tempo ormai. Ho illustrato le copertine dei suoi vecchi progetti e ricordo che The Island Chainsaw Massacre, il suo primo album, era senza copertina e lo teneva come progetto “nascosto” che faceva sentire agli amici. Quando lo ascoltai decisi che doveva assolutamente uscire fuori. Fin da subito voleva che io seguissi il tutto, per cui mi sono portato avanti con il lavoro facendo diverse illustrazioni. All’inizio decise di voler cantare con una maschera che comprò in Inghilterra e che modificò lui stesso, prima che cominciassi a fargliele io.
Nel frattempo, Salmo era in contatto con Manuelito (Hell Raton), che io già conoscevo perché frequentava il liceo artistico a Cagliari e mi chiese di disegnare il logo della Machete Crew.

Doomsday, invece? È stato difficile far partire il brand da zero?

Sicuramente l’immagine di Salmo ha aiutato molto. Con Doomsday abbiamo cercato di giocare molto “in casa”.
Avevo già lavorato ad una marca molto simile, qualche anno prima: una sorta di fase embrionale di Doomsday, per cui le grafiche erano molto simili a quelle che stiamo facendo adesso, non quelle di prima.
Abbiamo avuto quest’idea all’unisono: io, André Suergiu e Salmo. Ricordo ancora il momento esatto di quando eravamo in macchina e ci siamo detti “sarebbe bello fare un marchio tutto nostro”.
Visto il nostro background fatto di film horror, anni ’90, copertine di dischi metal e roba così, abbiamo puntato tutto su questo mood.
C’è sembrato un momento buono per farlo, anche perché i riflettori erano tutti puntati su Mauri (Salmo), sulla Machete Crew e su tutta la scena.

© Fr3nk Zappa

Abbiamo iniziato con delle prove di merchandising di Salmo, qualche anno prima e abbiamo visto che stava funzionando, ma volevamo andare decisamente oltre. Volevamo mettere in piedi un vero e proprio brand, cercando di sfruttare tutte le nostre conoscenze in ambito musicale. Qui, vorrei sottolineare una cosa molto importante: André veniva, e viene, dalla scena hardcore come anche Mauri, e questa cosa è stata fondamentale per i rapporti umani e per i nostri spostamenti. Questo tipo di attitudine ci ha aiutato a trovare ottimi stampatori tramite diversi agganci. Quando le cose hanno cominciato a farsi più serie, siamo andati in fiera a Berlino dove abbiamo conosciuto persone che ci hanno messo in contatto con fabbriche con cui lavoriamo tutt’ora. Nel frattempo Mauri spingeva molto dal punto di vista promozionale, e noi lavoravamo tantissimo sulle grafiche e sui contenuti video e fotografici.

C’è stata anche una ricerca vera e propria sul prodotto, in modo da riuscire ad ottenere una qualità migliore rispetto ad altri.
Spesso c’è la regola del “con i soldi sono bravi tutti”. Non ci abbiamo mai creduto, anche perché se fai cose che fanno schifo arrivi al punto in cui nessuno comprerà più la tua roba.
A dicembre stiamo tornando a Londra con il marchio. Lì c’è una mentalità sicuramente diversa: qui, se non c’è qualcuno di famoso che indossa un determinato marchio, quel marchio rischia. A Londra, invece, tutti questi meccanismi non ci sono. Mi è piaciuto molto trovare questa risposta da un pubblico estero che, magari, non conosce Salmo e che quindi mette il marchio in prima linea.

Qual è stata l’illustrazione che ti ha fatto dannare in particolar modo? Qualcuna che ti ha fatto venire gli incubi durante la realizzazione.

Sì, ultimamente ci sono stati diversi incubi. (ride, ndr)
Potrei dirti che il fumetto fatto di Hellvisback  è stato molto divertente ma è stato veramente tosto. Non so come facciano i fumettisti a fare tutte quelle tavole: è stato un delirio.
Adesso sto cercando di arrivare ad un concetto di  disegno semplice in grado di raccontare attraverso pochi tratti. Lavoro molto sulle bozze per arrivare ad un’illustrazione finale che sia chiara per tutti.
Il mondo del fumetto è veramente difficile. Ci ho provato ma devo dire che è andata bene, dai.

Hellvisback © Fr3nk Zappa

Quando Salmo si ruppe il crociato fu una bella scossa. L’idea di realizzare una carrozzina totalmente personalizzata è stata geniale per continuare il tour.

È stata realizzata in 24 ore. Mi hanno fatto il biglietto dell’aereo istantaneamente, e mi hanno mandato la foto della carrozzina chiedendomi di modificarla visto che sul palco sarebbe andato con quella.
Mi hanno fatto trovare i colori e dei pennarelli Grog che sono la fine del mondo. Ho cominciato a disegnare e colorare per 16 ore di fila e siamo partiti per la data di Legnano.
Mi aspettavo di tutto, ma addirittura personalizzare una carrozzina no. È stato assurdo e la gente si è divertita tantissimo.

Stai lavorando a qualche nuovo progetto?

Adesso sto lavorando a delle grafiche per il periodo natalizio che sono a dir poco folli: Babbo Natale seduto sul camino come se fosse in bagno, la mano del Grinch che si ruba tutti i dischi d’oro, etc.
Sto lavorando anche a progetti riguardanti il tour mondiale di Salmo e il merchandising del concerto a San Siro: lì abbiamo messo insieme delle belle idee ma non posso dirti nulla a riguardo.
Per quanto riguarda Doomsday, siccome siamo andati sia a Barcellona che a Londra per ben due volte, stiamo puntando a Parigi e, incrociando le dita, o New York o Tokyo. Questo sarebbe il nostro sogno e sappiamo che non sarà così impossibile. C’è gente del settore a New York che già conosce il marchio e piace molto, per cui speriamo bene. Un 2020 atomico.

Team Doomsday © Miseria Nera

www.doomsdaysociety.com
www.aa-merch.com
www.salmo-officialmerch.com
www.fr3nk.com
Immagine di copertina: Team Doomsday © Roberto Graziano Moro
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