Riccardo (Lunga vita al Re) – Genesi, ascesa e declino di un uomo deforme è una rappresentazione che mette in luce la brutalità dell’uomo, effigiata tramite la figura di Riccardo di Gloucester: come è nata l’idea dello spettacolo da voi interpretato?

L’idea nasce dall’esigenza della COMPAGNIA GIOVANI di sperimentarsi interpretativamente nel trovare modalità ‘non classicheggianti’ per portare in scena uno tra i ‘classici’ più celebri di Shakespeare. Nella convinzione che la ‘modernità’ di un autore come Shakespeare, seppur conclamata, troppo spesso viene ‘offuscata’ da stili interpretativi manieristici, troppo ricchi di vezzi interpretativi che allontanano lo spettatore dalla ‘verità’ del contenuto…

Nell’essenzialità della vostra scena la parola ricopre un ruolo fondamentale, come hai affermato tu stesso. Quanto è importante, nel teatro contemporaneo, puntare sulla parola? Perché?

La parola è molto importante, ma non è fondamentale. Il Teatro, da sempre, interpreta e rappresenta la vita del Genere Umano. E la Vita non può essere soltanto l’insieme di ciò che ‘abbiamo detto’ vivendo. La Vita che cerchiamo di rappresentare sul palco non è soltanto un insieme di parole… Vivere è una Azione, durante la quale, a volte, parliamo. Si può vivere senza parlare, ma non si può vivere senza agire. Quindi si può fare uno spettacolo senza parola, ma non si può fare uno spettacolo privo di azioni. Perciò se si usa la Parola, essa, per trasmettere il proprio contenuto, deve essere ‘provocata’ da una adeguata azione scenica. L’Azione Scenica è la causa, e la parola può essere uno degli Effetti. In Shakespeare la parola è Regina, perciò le azioni che la provocano dovrebbero essere sempre ‘potenti’, ‘necessarie’. Nel teatro contemporaneo c’è molta libertà. Ma questa libertà, a volte, porta a risultati spesso ‘casuali’, approssimativi. Se usi la parola, deve essere necessaria. Se non è necessaria, meglio non usarla.

Riccardo, noto personaggio shakespeariano, è un uomo medievale afflitto da laceranti dissidi interiori, che nella vostra rappresentazione è stato ridisegnato in chiave moderna. A cosa è stata dovuta la scelta di trattare un tema tanto delicato come quello della follia?

Siamo partiti da alcuni semplici elementi di analisi psicologica del personaggio. Contestualizzandolo all’interno della sua epoca, e all’interno della sua famiglia. All’epoca la deformità era un ‘marchio’ del Demonio. Quale carattere potrà sviluppare, crescendo, un ‘diverso’ che viene marchiato in questo modo fin dalla sua più tenera infanzia? Potrà mai provare amore, un bambino che vede la sua stessa madre vergognarsi del semplice fatto di averlo messo al mondo? La nostra risposta è nella messa in scena. Riccardo è un uomo solo che non ha mai ricevuto amore, e che ‘sceglie’ volontariamente di trasformarsi nel mostro che tutti credono egli sia. Un mostro privo di pietà. Per il resto basta affidarsi all’Autore: il filo conduttore di molti monologhi dei personaggi di ‘Riccardo III’ è il ‘senso di colpa’: il rimorso per aver compiuto azioni riprovevoli. E’ così per i ‘Sicari’, Per ‘Clarence’, per ‘Buckingham’… e, alla fine, anche per il ‘mostruoso’ Riccardo. Ma se Shakespeare ha fatto dono a Riccardo del ‘senso di colpa’, vuol dire che, in profondità, quel ‘mostro’ non era così malvagio come egli stesso si autoraffigurava… E questo genera estrema Contraddizione, Conflitto, Disperazione, Delirio.

Lo spettacolo ha riscosso, in soli cinque giorni, un grandissimo successo. Come avete accolto l’entusiasmo del pubblico?

E’ stato un ‘feedback’ importantissimo per noi. L’esperienza della COMPAGNIA GIOVANI è nata per creare un vero e proprio avviamento professionale per i giovani diplomati dell’Accademia Teatrale Di Roma Sofia Amendolea, e vedere che lo spettacolo – interpretato da tutti giovanissimi neodiplomati – ha ricevuto quest’ottimo ‘passaparola’, ci ha emozionati. Incluso me, che giovanissimo non lo sono più. Ci è dispiaciuto dover addirittura dire di no, poichè le ultime tre repliche hanno registrato il ‘sold out’… Ma ci faremo perdonare il prima possibile…

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Al momento la COMPAGNIA GIOVANI ATR Sofia Amendolea continua la sua tournée. Siamo appena stati ospiti in Stagione del Teatro Comunale Dei Marsi (Avezzano), all’interno di un Cartellone che vede grandi Interpreti come Massimo Popolizio e Ottavia Piccolo, ed è stato un onore per il nostro cast. Poi saremo a Orvieto e Guidonia: si continuerà per tutto febbraio nel Centro Italia e, in primavera, speriamo di aver gettato le basi necessarie per permettere a ‘Riccardo’ di conquistare anche Nord, e Sud! Il Futuro è aperto, perché dietro il ‘marchio’ della Compagnia Giovani non c’è un solo cast od un solo regista : alle nostre spalle abbiamo infatti lo spettacolo ‘La Caduta di Gea’ andato in scena al Teatro Quirino con la Regia di Fabio Omodei, con un diverso cast, ma sempre composto da ex-allievi della nostra Accademia. Dietro la Compagnia Giovani c’è una volontà: quella di cercare, per quanto lo consentono le nostre forze, di coniugare ricerca, qualità, ed avviamento al mestiere dell’Attore. Per ora, siamo contenti dei risultati ottenuti!

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