Daniele è un ragazzo di 24 anni originario di Roma con la passione, fra le altre cose, per la scrittura. Dopo diverse esperienze lavorative e di vita, viaggi e percorsi di studio, ha deciso di trasferirsi nella vivace e ridente Bologna, dove studia Arti visive, di sera lavora come cameriere e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa.

Unendo la creatività alla tradizione, è riuscito a dar vita ad un originale progetto letterario denominato Ritratti in parole. L’idea alla base del suo progetto è molto semplice, mettere per iscritto i pensieri e le sensazioni scaturite dall’incontro o dalla semplice osservazione dei passanti per le piazze, i parchi o le vie delle nostre città caotiche e alienanti. Consiste, quindi, nel tratteggiare dei veri e propri ritratti, non per mezzo di tela e acquerello, ma con l’aiuto di un strumento ormai scomparso dall’immaginario collettivo, che però è ancora in grado di suscitare fascino e nostalgia in molti di noi: la macchina da scrivere.

Incuriositi dal suo progetto, ci siamo così messi in contatto con Daniele per farci spiegare di persona come è nato questo progetto e in cosa consiste esattamente. Questo è ciò che ne è venuto fuori:

Daniele all'opera in una piazza di Bologna (Ph. Stella Marie Lim)

Daniele all’opera in una piazza di Bologna (Ph. Stella Marie Lim)

 

1. Come nasce l’idea di “Ritratti in parole?” Spiegaci brevemente il percorso che ti ha portato a dar vita a questo progetto.

L’idea di “Ritratti in parole” è sempre stata dentro la mia testa e dentro al mio taccuino: sono solito sedermi tra gli sconosciuti su metro, autobus, parchi, scalinate – in una condizione di vicinanza ed estraneità allo stesso tempo, e ritrarli nel tentativo di comprenderli. Ho un enorme immaginario che purtroppo non sono mai stato in grado di tradurre in immagini visive, così ho pensato di aiutarmi con le parole. Il progetto in sé è nato dunque come estroflessione di ciò che già esisteva da tempo. Ad aiutarmi nel definirlo nei suoi dettagli sono stati poeti di strada che ho incontrato a Parigi e Melbourne.

 

2. In cosa consiste precisamente questo progetto?

Il residuo materiale di ciò che faccio sono descrizioni ed impressioni di curiosi che si avvicinano per chiedermi cosa stia facendo. Chiedo il loro nome e due parole scelte a caso – ma attenzione, le parole che scegliamo non sono mai scelte a caso. La vera opera d’arte è il contatto umano, il confronto: ho passato gli ultimi 22 anni della mia vita a Roma, ho provato tutta l’alienazione e la solitudine esistenziale che la metropoli sa cucirti addosso. I miei ritratti sono piccoli atti d’amore, piccole comprensioni, confessioni sussurrate in mezzo al frastuono dell’indifferenza.

Daniele all'opera in una piazza di Roma (dalla pagina Facebook di "Ritratti in parole)

Daniele all’opera in una piazza di Roma (dalla pagina Facebook di “Ritratti in parole)

 

3. I tuoi “ritratti” vengono creati spontaneamente o anche su commissione? In base a che scegli i tuoi soggetti?

I miei soggetti si scelgono da soli, è la loro curiosità a premiarli e far sì che possano avere una piccola parentesi poetica nella loro vita affaccendata. Molte sono le persone che non mi notano mentre me ne sto seduto a scivere e poche sono quelle che riescono a bloccare la catena di montaggio della loro giornata.

 

4. La macchina da scrivere è un oggetto che appartiene ad un’epoca passata ormai. Perché hai scelto proprio questo mezzo per dar forma i tuoi “ritratti”?

Ho scelto la macchina da scrivere per vari motivi, uno di questi è che apparteneva a mio nonno. Mi piace far rivivere un oggetto ormai obsoleto sul quale parte della mia famiglia ha scritto lettere appassionate, temi o semplici scritture burocratiche. È interessante vedere come mentre la uso i più giovani mi guardino affascinati ed i più vecchi con un misto di nostalgia e ammirazione.

Un "ritratto" in parole dell'11 aprile 2016

Un “ritratto” in parole dell’11 aprile 2016

5. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?Hai intenzione di proseguire su questa strada o vuoi ampliare il tuo progetto? Altri sogni nel cassetto?

“Ritratti in parole” è solo uno dei canali del delta della mia creatività, a volte il fiume è in piena, altre volte no. Da quest’esperienza comunque è nato un altro progetto, ” Parole non recapitate”, nel quale indago i confini dell’incomunicabilità e della lontananza attraverso lettere che non posso essere recapitate al destinatario per motivi ogni volta differenti.

 

Foto in copertina: Ph. ©Stella Marie Lim

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