Se conoscete la PoopSquad, avrete sicuramente riso alla vista di Don Matteo che, con il suo tono pacato, dialoga con la disgustata (dal mondo) Cersei Lannister, la “cattiva” di Game of Thrones; o di Alberto Angela che seduce Daenerys Targaryen, la Regina dei draghi.

Dietro questi video c’è Raffaele Tamarindo, giovane napoletano appassionato di cinema da tempi remoti che ha accettato di rispondere alle nostre domande.

Nel giro di qualche anno, i tuoi video sulla PoopSquad hanno riscosso un discreto successo e in molti hanno cominciato ad associare il tuo volto e il tuo nome, ai tuoi video. Come spiegheresti chi sei e come sei “rinato”, a chi non ti conoscesse? Chi era Raffaele prima del successo con la PoopSquad?

Semplicemente un creativo che ha sempre amato raccontare storie. Per anni mi sono cimentato nel realizzare lungometraggi e soprattutto cortometraggi di vario genere, nelle vesti di sceneggiatore, regista e attore. I ruoli possono variare ma ciò che conta è avere sempre qualcosa da dire, che sia appunto attraverso una performance attoriale o un lavoro di montaggio video. Questa dinamica essenziale si è quindi riversata anche nella mia avventura su YouTube.

“Poop”, in inglese, corrisponde a quella che, in italiano, definiremmo come una “parola tabù”. Come spiegheresti, dunque, cos’è la PoopSquad?

Beh sì, la traduzione italiana letterale sarebbe “cacca”. Il concetto di base è semplice: i video nascono senza alcuna pretesa, non vogliono essere presi sul serio e hanno un linguaggio comunicativo spesso demenziale e senza senso. Ma fin dal principio, attraverso il mio approccio al mondo delle poop, ho voluto dare qualcosa di più. La comicità nei miei video cercava di costruire un senso e, ben presto, ha iniziato a raccontare vere e proprie storie, finché non c’è stata un’evoluzione completa. Storie dai toni anche drammatici, con una narrazione lineare. La PoopSquad quindi altro non è che un insieme di personaggi con una storia da raccontare, il più delle volte ironica e scanzonata. 

La tua idea è stata quella di riprendere alcune icone dell’intrattenimento, della cultura popolare italiana e di accostarle a personaggi ben più famosi del cinema e delle serie Tv. Penso ad Alberto Angela, Enrico Mentana, Don Matteo (Terence Hill), Nonno Libero (Lino Banfi) e tanti altri, accanto a personaggi come Cersei Lannister (Lena Headey), Jon Snow (Kit Harington) della serie cult “Game of Thrones”, Harry Potter (Daniel Radcliffe), Luke Skywalker (Mark Hamill). Come è nata questa idea ma, soprattutto, come hai scelto i “tuoi” personaggi?

L’ispirazione è chiara: viene dall’universo cinematografico Marvel, dove diversi eroi (Iron Man, Thor, Capitan America) appartenenti a mondi narrativi a sé stanti si incontrano per condividere avventure. La scelta dei personaggi è dovuta, da una parte, alla questione affettiva: Alberto Angela, Don Matteo, Nonno Libero sono presenti nella mia vita da anni, sin da quando ero bambino, in parte ci sono cresciuto e quindi mi è quasi sembrato di invitare degli amici a casa mia; L’altro aspetto è il peso mediatico: Jon Snow, Harry Potter, Luke Skywalker e gli altri, oltre ad essere personaggi appartenenti a storie che ho amato, sono molto conosciuti e riconoscibili. E’ quindi un fattore importante per poter puntare alla viralità del video finale. 

L’ilarità nei tuoi video nasce dalla scelta e dall’accostamento improbabile dei personaggi ma, soprattutto, dal montaggio. Quanto tempo impieghi per realizzarne uno?

Il tempo è spesso un’incognita dovuta alla difficoltà del video in questione. Per i video sui singoli personaggi il tempo medio è di una settimana. Per Poop Squad 3, dove lo sforzo creativo è stato più complesso, la lavorazione è durata più di 4 mesi. A volte è molto dura, ci sono diversi aspetti nella realizzazione di questi video che possono essere complicati. Ma va bene così: se un’opera non è il frutto di uno sforzo autentico non puoi pretendere interessi alle persone.

Dove nasce, secondo te, la comicità?

Dal bisogno di allontanare la morte. Ti ringrazio per questa domanda, perché va a fare luce su un aspetto fondamentale per me, che però giace in profondità, forse non visto. Ed è il valore che io attribuisco a questi video. Certo, possono essere definiti “YouTube poop” (anche se, come detto sopra, tecnicamente si sono evoluti oltre i limiti del genere), possono essere definiti video un po’ stupidi, semplici, senza pretese, ma io credo che nel tentare di far ridere le persone di gusto, puntando su una comicità genuina, che faccia nascere un sorriso spensierato, ci sia uno scopo maggiore: quello di combattere tutto il grigio che ci portiamo dentro, tutto il peso insostenibile che la vita può avere. Una risata forte, vera, può farti dimenticare per un po’ che la vita non ha alcun senso. E questa è una cosa meravigliosa.

Tra i tanti “mondi” e “universi” possibili da poter rappresentare nei tuoi video, hai scelto quello da “guerre hollywoodiane”. Penso alla Stark Tower degli Avengers che diventa la base della PoopSquad. Perché hai scelto propria questo “universo”, questa dimensione?

Credo che, oltre per la passione che nutro verso i film degli Avengers, si tratta di una dimensione fortemente mainstream, diffusa e conosciuta ai più. È una componente principale di quel cinema d’intrattenimento che tanto amo, dove il contesto narrativo diventa ampio e il racconto si porta su una scala di epicità e drammaticità notevole: basti pensare alle sorti di tutta la galassia in Star Wars, alle sorti dell’umanità in Game of Thrones e così via. Ecco quindi che anche la Poop Squad si ritrova a fronteggiare una minaccia che ha un impatto su scala mondiale. Non ci facciamo mancare niente, eh!

Come sono nate le collaborazioni con Enrico Mentana, Claudia Catani (doppiatrice di Lena Headey), Maurizio Merluzzo che hanno deciso di doppiare sé stessi, o altri personaggi, e con Mark The Hammer e Cartoni Morti?

Enrico Mentana mi ha contattato per congratularsi con me quando ho raggiunto i 100.000 iscritti sul canale YouTube. Mi seguiva e apprezzava i miei video. Da lì è stato semplice coinvolgerlo nella produzione di Poop Squad 3. Quando gli ho chiesto di doppiare sé stesso, lui mi ha risposto: “Certo, e non mi sottovaluti come doppiatore!”. Sto ancora ridendo. Claudia Catani ha accettato senza problemi dopo aver visto Poop Squad 2, ha apprezzato quella miscela di comicità e dramma. Donna generosa e professionista esemplare, è stato un tale piacere poter lavorare con lei. Maurizio l’avevo conosciuto in una fiera del fumetto a Foggia, ed entrambi volevamo creare qualcosa insieme. Lui è stato meraviglioso nel portare in vita il villain della mia storia, quel “Carlo Conti Elettrico”. Mark The Hammer (Marco Arata) o Cartoni Morti (Andrea Lorenzon) non li ho conosciuti di persona ma il bello di YouTube, e di internet in generale, è che persone creative possono entrare in contatto e sviluppare collaborazioni che altrimenti non sarebbero mai nate. L’aspetto che più mi preme sottolineare di queste collaborazioni è che personalità a volte così diverse tra di loro si sono ritrovate coinvolte nello stesso progetto proprio in nome di quella ricerca di comicità e spensieratezza cui accennavo prima. Considera Mentana, per esempio, che ha di sicuro di meglio da fare eppure non ha esitato a mettersi in gioco per un video su YouTube. È bello scoprire che tutti hanno bisogno di leggerezza e ironia. Alla fine siamo tutti semplicemente umani, alle volte lo si dimentica.

 Ti definiresti uno YouTuber?

Sì, perché il concetto di YouTuber è una definizione talmente grande che può entrarci davvero di tutto. Purtroppo c’è ancora chi sostiene che essere un comunicatore o un creatore di contenuti sul web significhi saper far poco o niente. Come se avere milioni di view o portare avanti canali Youtube per anni fosse qualcosa alla mercé di chiunque, che non richiede specifiche abilità o competenze. YouTube, come internet, è un gigantesco contenitore dove c’è tutto il mondo dentro perciò YouTuber è come dire “conduttore televisivo” o “giornalista”. È una descrizione di cosa fai e di dove lo fai, ma non di come lo fai. Qualcuno ancora non l’ha capito.

Quali sono i progetti futuri? Cosa farai ora che la PoopSquad sembra giunta al termine?

Beh, anzitutto dormire! Ho necessità di staccare per un po’, dopo essere stato per quattro mesi immerso nel viaggio creativo per dare alla luce Poop Squad 3. Poi, quando avrò ripreso fiato, potrò capire in che direzione proseguire!

Un’ ultima domanda: Roberto Giacobbo o Alberto Angela?

Beh, non posso che scegliere Alberto! Non a caso, è lui il protagonista dei primi video sul mio canale. Ho iniziato a fare parodie proprio perché avevo voglia di “giocare” con lui, ironizzando e scherzando sulla sua figura da divulgatore scientifico, spinto dall’enorme stima e rispetto che nutro nei suoi confronti. Se non fosse stato per lui, neanche avrei iniziato quel tipo di video e oggi non saremmo qui a parlarne. Gli devo offrire da bere.

Immagini di copertina e in galleria: courtesy of RTPoop.
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