Atmosfere oniriche, maschere intriganti e personaggi senza tempo: le opere di Alejandro Pasquale catturano l’attenzione dello spettatore in pochi istanti, quest’ultimo ha la possibilità di entrare all’interno di un mondo magico e surreale. L’artista, classe 1984, lavora e vive a Buenos Aires ed è proprio ne La Regina del Plata che il suo stile si forma e sviluppa, creando meravigliosi lavori. La redazione di Artwave ha avuto il piacere di intervistarlo dopo averlo incontrato all’interno della galleria romana di Papel:

Alejandro, quando è iniziata la tua carriera artistica? Hai sempre avuto questa passione o è cresciuta con il tempo?

Penso che sia iniziato tutto all’età di 27 anni, nel 2010. Prima di allora, ho provato due volte ad intraprendere una carriera formale presso l’Università Nazionale di Belle Arti, ma mi sono stancato molto velocemente e ho smesso alcuni mesi dopo l’inizio. Sull’interesse per l’arte, naturalmente è iniziata quando ero ancora un bambino, lo consideravo un divertimento o un gioco. Dall’età di 22 anni fino ai 27 non ho dipinto o disegnato nulla. Nel 2010 ho iniziato a disegnare e contemporaneamente ho realizzato la mia prima mostra personale in una galleria. Da quel momento non ho più smesso.

Il tuo stile è surreale, è come ritrovarsi all’interno di un sogno. I tuoi personaggi indossano spesso maschere. Perché?

Non mi sento a mio agio nel mettere un aggettivo al mio lavoro, ma c’è un definizione del 1925 del tedesco Franz Roh che è davvero interessante. Egli ha usato il termine “Realismo magico” per descrivere un certo tipo di pittura, generalmente caratterizzata dall’incontro di elementi onirici e reali. Questa descrizione è in linea con il mio lavoro. Riguardo i volti coperti, non sto realizzando ritratti identificabili nel mio lavoro, voglio andare oltre il volto o solo un semplice gesto. Dal mio punto di vista, la maschera o le piante che coprono il viso funzionano come metafora dello stato di una coscienza non ordinaria. Provo a collegare il rituale ancestrale con i  tempi contemporanei. Quindi utilizzo la rappresentazione di due grandi strumenti usati nelle cerimonie: la maschera e le piante sacre.

Cosa o chi hai ispirato a fare i tuoi lavori?

La natura, l’antropologia, le piante botaniche e medicinali (o sacre) sono le mie principali fonti di ispirazione.

Qual è il tuo modus operandi?

Comincio con uno schizzo, dopo di che inserisco alcuni dettagli e colori con Photoshop … ma l’intenzione principale più forte va direttamente sulla tela. Gli schizzi sono solo un’idea, non ci sono molte informazioni, solo una guida. Quando fai una foto o un’illustrazione su cosa ti concentri in a un modo particolare? Alcune parti sono molto narrative, mentre in altre provo a generare una sorta di finestra per un universo parallelo (in particolare le figure che contengono il paesaggio all’interno della loro sagoma).

Cosa stai cercando di trasmettere attraverso il tuo lavoro?

In poche parole, sto cercando di condividere il mio punto di vista sulla relazione tra Esseri umani e Natura. Considero e sento la Natura come una religione, non solo un luogo fisico, è più come un concetto e stile di vita.

Quali sono i tuoi piani per il futuro?

Per quanto riguarda le mie opere, non so davvero cosa farò dopo. Ho solo organizzato delle mostre e artfair. Quest’anno parteciperò ad ArtFairs in Portogallo, a Barcellona e Toronto. E le prossime mostre personali saranno il 13 Luglio al MACA di Junin City, e ad Aprile 2020 alla Stonesparrow Gallery di New York.

Ringraziamo di cuore la disponibilità di Alejandro Pasquale per questa intervista e gli auguriamo il meglio per la sua carriera artistica, la quale è già ricca di successi.
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English version
Alejandro, when did your artistic career begin? Have you ever had this passion or have you grown over time?
I think it really started when I was 27 (2010), previous that time, I had two tries to study in a formal career in the National University of Fine Arts, but I got bored very quickly and quit a few months after I started. About of the interest in arts, of course that when I was a child the point on it was only for fun or as a game. Since I was 22 until 27 I did not paint or draw anything. In 2010 I started drawing and almost at the same time it was my first exhibition in a gallery. Since that moment I did not stop drawing and painting.
Your style is surreal, like finding yourself in a dream. Your characters often wear masks. Why?
I do not feel comfortable putting an adjective to my work, but there is a description made in 1925 by the German Franz Roh that interested me. He used the term “Magic Realism” to describe certain type of painting, generally works characterized by mixing naturally some oneiric elements and reality. In this kind of definition, I feel comfortable talking about my work. About the covered faces, I`m not doing identifiable portraits in my work, I try to go beyond the face or just a simple gesture. From my perspective, the mask or the plants that are covering the face function as metaphor for the non-ordinary state of consciousness. I try to connect the ancestral ritual with contemporary times. Hence the representation of two large tools that are used in the ceremonies, the mask and the sacred plants.
What or who did you inspire to do your works?
Nature, anthropology, botanical and medicinal (or sacred) plants are the main surce of inspiration in my work.

What is your modus operandi?

I start with a sketch, after that, I put some more details and colours in Photoshop … but the main intention goes strongest directly in the canvas. Sketches are just an idea, there is not much information, just a guide. When do you make a picture or an illustration of what do you focus on in a particular way? In some pieces the focus is very narrative, and in others I try to generate a
kind of window to a parallel universe (particularly the figures which contain the landscape inside the form it self).

What are you trying to transmit through your work?
In a few words, I’m trying to share my point of view about the relation between Humans and Nature. I think and feel in the Nature as a religion, not just a physical place, is more like a concept and way of life.
What are your plans for the future?
Regarding my artwork pieces, I really don`t know what I`ll do next. I only have already arranged the exhibitions and art fair who comes. In the rest of the year, I will be participating in ArtFairs in Portugal, Barcelona and Toronto. And next individual exhibitions will be on 13rd July in MACA of Junin City, and April 2020 in Stonesparrow Gallery in NYC.

We sincerely thank Alejandro Pasquale for this interview and wish him the best for his artistic career, which is already very successful.

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