Giuseppina Pasqualino di Marineo, in arte Pippa Bacca, è stata un’artista visionaria e innovativa che ha incontrato la morte dentro la sua opera d’arte. Indossava un vestito da sposa, per promuovere la pace e la fiducia nel prossimo, era in viaggio per la sua performance itinerante “Brides on tour”, con cui si proponeva di attraversare, in autostop, undici paesi al centro di conflitti armati. Il 31 marzo 2008 fu violentata e uccisa a Gebze, in Turchia, da un uomo che le aveva dato un passaggio. Il suo messaggio di pace non si ferma, continua a viaggiare, la storia di Pippa viene raccontata in libri e documentari, fino ad arrivare a colpire il cuore di un’altra grande donna: Tiziana Sensi raccoglie il testimone dell’artista e continua il suo viaggio.

Roma diventa teatro di pace per una sera. Mercoledì 8 maggio alle ore 19:30 oltre 100 spose, di cultura, età, etnia diversa, si incontreranno sul Ponte della Scienza per dare vita ad una performance unica. Performance che precede lo spettacolo “Tu non mi farai del male”, in scena al Teatro Marconi in anteprima nazionale dal 9 al 12 maggio: una storia unica e spiazzante rivivrà con una nuova luce sotto l’attenta guida di Tiziana Sensi che con gentilezza e luminosità ha risposto alle nostre domande:

Com’è nato il progetto? Cos’è che ti ha fatto interessare a questa storia?

Mi ha fatto innamorare quest’artista che ha deciso di diventare una performance vivente, mi ha fatto innamorare questo messaggio di pace: il suo intento era quello di attraversare undici paesi in guerra in autostop, metafora d’accoglienza, di fiducia e di condivisione. In ogni tappa del suo viaggio praticava la lavanda dei piedi alle ostetriche interrogandole su come chi potesse dare la vita fosse in grado di dare anche la morte. Questa filosofia d’umanità così grande mi ha riempito l’anima.

Cosa vedremo in scena al Teatro Marconi?

In scena vedremo le ultime quattro ore di vita di Pippa di quel 31 Marzo 2008 su questa strada in direzione Ankara in attesa di un passaggio. I pensieri che possono affollare la mente in questa attesa, i personaggi che arrivano a piedi in questa strada. È anche un po’ un viaggio onirico: noi esseri umani siamo tante cose, quindi c’è il momento dello scherzo, della risata, della litigata, del sogno… Lo spettacolo è il ricordo di una vita condensato in un unico grande viaggio.

So che hai messo su un esercito di spose di pace…

La cosa che mi balenava da un po’ in mente era che questo viaggio dovesse continuare. In effetti sta continuando: ci sono documentari, c’è un libro e ci sono nel mondo varie performance in suo onore. Mi affascinava l’idea di costruire ponti che mettano in contatto una cultura con un’altra, affinché ci sia uno scambio, una condivisione reale. Pensiamo ad esempio agli immigrati che attraversano un ponte ipotetico lasciandosi alle spalle il passato, cosa che gli italiani hanno sempre fatto. I ponti, soprattutto, rappresentano l’incontro con la diversità: siamo tutti stranieri in terre non nostre e tutti siamo diversi tra di noi se la pensiamo in modo diverso. Questa cosa mi ha fatto venire in mente che si potesse creare un’installazione: Roma per una sera capitale della pace, rappresenteremo idealmente il viaggio di Pippa con un esercito di donne che continuano il suo viaggio di speranza. Sul ponte della scienza l’8 maggio, ho pensato di unire il passato (il messaggio che ci ha lasciato Pippa), il presente (questo esercito di spose che continua questo grande viaggio) e il futuro (rappresentato con una piccola sorpresa nel finale). Abbiamo anche coinvolto altre spose da tanti paesi del mondo molto lontani, ma anche questa sarà una sorpresa.

Ci sono progetti futuri?

Ci sono un paio di cose in vista ma per ora preferisco non parlarne. In questo momento per me il progetto futuro è portare in giro Pippa. Sono felicissima di collaborare con i talenti che hanno sposato questo progetto: Caterina Gramaglia che interpreterà Pippa Bacca, un’attrice straordinaria; c’è Giorgia Guerra, un’altra attrice molto brava; un giovane attore bello e bravo Thomas Santu e in un piccolo cammeo anche una giovane attrice Francesca Cannizzo. In questo percorso poi ho incontrato una persona che mi ha fatto conoscere la storia di Pippa: Barbara Lalli, che sta curando tutta la grande parte organizzativa del progetto quindi ci tengo a ringraziarla, per me è importantissima, senza di lei non avrei creato tutto ciò. Un pensiero speciale per Amedeo Ciaccheri, Presidente del Municipio VIII, e per tutto il suo staff fatto da persone e non impiegati. E vorrei ringraziare anche tantissimo la famiglia di Pippa, in particolare Rosalia, la sorella che mi ha aiutato molto a capire la personalità di Pippa Bacca.

Cos’è che ci fa insistere nel credere nel bene? Un’artista come Pippa che viene uccisa nella sua opera d’arte pacifista è un chiaro segnale di qualcosa che nel genere umano non sta funzionando, come facciamo a continuare a sperare?

Penso che il male a volte vince sul bene perché tutto ciò che è male crea molta curiosità nell’uomo. Però possiamo iniziare a sperare in un mondo migliore forse partendo dalle piccole cose quotidiane. Nessuno di noi è perfetto, siamo tutti cattivi, buoni, egoisti, generosi… Le piccole cose potrebbero essere la chiave, per esempio essere grati, chiedere scusa, accettare con umiltà le cose che ci arrivano. È complicato il bene perché del bene non si parla, è la tragedia che ti porta a parlare del bene, del male invece è più semplice parlarne. La formula del bene non ce l’ho, però penso ai telegiornali, all’indifferenza che ci circonda: il male è diventato un’abitudine. Invece il bene sorprende, se fai del bene ti guardano male, sono diffidenti. Credo che sia arrivato il momento di alzare la testa e iniziare a fare cose buone. Con questo progetto cerchiamo di dare voce a chi non ce l’ha più ed è una cosa che sta coinvolgendo tantissime persone. È un progetto di tutti, questo, di tutti quelli che vogliono esserci, partecipare, farne parte.