La pandemia ci sta annientando. Da un punto di vista personale, perché ci ha costretto a rivedere i nostri stili di vita e le nostre abitudini e da un punto di vista economico, visto che l’Italia ha subito un arresto dal quale è difficile risollevarsi.

Se però noi persone “comuni” stiamo affrontando la reclusione e la quarantena, con tutte le difficoltà che comporta anche a livello psicologico, c’è chi si trova a far fronte all’epidemia Covid-19 in modo più diretto. Stiamo ovviamente parlando dei medici e di tutti gli operatori del settore sanitario che da subito sono stati in prima linea nell’emergenza. Sono tantissime le iniziative portate avanti per aiutare a sostenere gli ospedali, la protezione civile e tutti i satelliti che orbitano intorno alla sanità.

Oggi vogliamo parlarvi di quella lanciata da una ragazza come noi, illustratrice e aspirante attrice: Nunzia Ambrosio. Ora che il mondo dello spettacolo è completamente fermo, ha riscoperto la passione per il disegno e ha saputo coniugarla con uno scopo benefico, una raccolta fondi sul sito gofundme.com a favore dell’Ospedale dei Pellegrini di Napoli per l’acquisto delle mascherine protettive. Un’iniziativa importante e soprattutto accessibile a tutti: la donazione minima è infatti di soli 10 euro. Un piccolo contributo che può farci sentire davvero importanti e utili.

 

Nunzia, tu sei un’aspirante attrice: come stai vivendo questo periodo e come hai riscoperto il disegno?

Sono laureata in fashion design quindi il disegno è una cosa che ho sempre fatto. Però la mia passione, il mio lavoro, è quello dell’attrice. Ho già fatto un’accademia a Napoli e poi mi sono spostata a Roma dopo essermi laureata e ovviamente ho un po’ abbandonato il disegno per dedicarmi alla recitazione a 360°, che continua a essere il mio punto fisso. Ma volevo riprendere a disegnare perché mi piace moltissimo.

Ora sto facendo il Laboratorio di Arti Sceniche di Massimiliano Bruno a Roma ma è difficile fare lezione in videochiamata. Non si può fare un dialogo, mentre un monologo impiegherebbe troppo tempo rispetto all’insegnante, quindi per quanto si può lavorare su qualcosa non si ha un feedback immediato. Inoltre, non si migliora come in classe, davanti a un pubblico o un insegnante. Il nostro studio è diverso rispetto all’università: lì si assiste alla lezione e si prendono appunti. Basta. Noi invece dobbiamo fare tutto un lavoro su noi stessi. Mi sono trovata ad affrontare questa difficoltà e da qui è nato tutto.

Come sta reagendo il mondo dello spettacolo?

Credo che in Accademia non torneremo fino al prossimo anno, quindi io da allieva ho difficoltà perché mi devo fermare e l’attore è come l’atleta: se si ferma perde tutto. Nel decreto al momento c’è scritto che entro dicembre dovrebbero aprire i cinema e i teatri. È paradossale. Una persona che vive solo di questo come fa fino a dicembre? Quindi attori affermati stanno aprendo molte campagne, associazioni e petizioni per smuovere le acque, perché il problema è che il nostro non viene proprio considerato come lavoro quindi viene esclusa a prescindere. È ovvio che questo ci porti a voler fare una sorta di rivoluzione, che è quello che stanno facendo le persone del settore più conosciute che possono fare rumore.

Napoli

 

Parliamo della raccolta fondi. Com’è nata in te l’esigenza di fare questo progetto a sostegno dell’Ospedale dei Pellegrini di Napoli?

In questa quarantena non potendo fare altro ho ripreso a disegnare, all’inizio facendo ritratti ad alcuni miei amici. Da lì ho pensato, date le tante le richieste: perché non fare disegni per molte persone così che qualcuno potesse donare qualcosa per qualche ospedale? Però era tutto campato in aria. Ma le richieste continuavano ad aumentare allora ho unito l’utile al dilettevole. Ho deciso di aprire la raccolta fondi e una mia parente, chirurga dell’Ospedale dei Pellegrini mi ha detto che servivano le mascherine, perché era uno degli ospedali che non veniva tanto preso in considerazione rispetto ad altri.

A quel punto ho iniziato a comprare le mascherine a scaglioni sul sito Tiger Shop.Ho fatto due ordini per le FFP2, che sono quelle per i medici, tra le più introvabili. In un mese sono arrivata a oltre 2000 euro anche se non sono una persona famosa sul web. È stato fondamentale il passaparola. Fortunatamente l’arte sui social riesce ad arrivare facilmente perché l’immagine è immediata ed è facile comunicare con un disegno. Le persone appena vedevano che era una cosa che andava, subito mi contattavano, soprattutto perché è legata a una beneficienza che in questo momento serve tantissimo.

Pensi che i social siano un veicolo adatto per queste iniziative?

Io sono amante dei social, per me sono bellissimi da un lato e devastanti dall’altro. Però in questo caso sono perfetti: intanto sono l’unica cosa che abbiamo per comunicare e poi se non ci fossero stati i social probabilmente tutto questo aiuto da parte delle persone non ci sarebbe potuto essere. Tramite il social chi come me ha avviato una raccolta fondi è riuscita ad arrivare a tante persone. Quindi usato in questo modo e in questo momento è importantissimo, direi indispensabile. Il problema dei social sono le fake news. Ho poi scoperto che alcune di queste iniziative sono state fatte per intascarsi i soldi, quindi c’è sempre il risvolto della medaglia.

A questo proposito, l’Ospedale dei Pellegrini è al corrente della tua raccolta fondi?

Io mi sono messa nelle mani della dottoressa, non ho parlato direttamente con l’ospedale perché lei mi ha detto che non c’è un canale diretto, oltre al fatto che ora c’è un caos impressionante, ovviamente. Quindi io mando le mascherine a lei così sono sicura che arrivano. Quando è arrivato il primo pacco le ho fatto fare il video per far vedere le mascherine. È ovviamente tutto tracciato, io metto tutto su Instagram: la ricevuta del pagamento e gli aggiornamenti che mi inviano dal sito. Però ho paura che viste le tante richieste sia il sito stesso che non diventi più attendibile. Per aggirare il problema, per il terzo ordine, mi sono affidata a una farmacia a cui arriveranno le mascherine FFP3, almeno ho un riferimento diretto e una persona con cui posso parlare. Il problema è che queste mascherine stanno iniziando a finire…

Napoli

Com’è la situazione a Napoli?

Io sono di San Giuseppe Vesuviano, vicino Napoli. Comunque posso dire che le strade sono deserte e si rispettano tutte le norme, posti di blocco ovunque. Poi De Luca si è accanito, diciamo, e ci sta facendo anche un po’ divertire con i suoi video. Inoltre ci sono degli articoli, che non so se arrivano nel resto d’Italia, che dicono che i nostri ospedali sono i più attenti e rigidi nel seguire i protocolli. Ma tante cose positive che vengono fatte a Napoli non trapelano al di fuori, chissà come mai.

Tu hai scelto come motto “aiutiamoci, disegnamoci, amiamoci”. Quindi pensi che ci sia bisogno di amore in questo periodo?

Si perché se non c’è amore – qui inteso come solidarietà e aiuto – non si va da nessuna parte. Se non ci si aiuta tra di noi! Anche pensando a casa: l’aiuto coscienzioso di una persona che sa che deve rispettare le regole e sa che deve amare gli altri e se stesso. Se non c’è questo è inutile, è la prima cosa, è fondamentale. Se iniziamo a non pensare agli altri e uscire perché noi stiamo bene non si sa dove andiamo a finire.

Potete trovare Nunzia Ambrosio su Instagram: nuniasketch.

Immagini: © Nunzia Ambrosio
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