Il genio di Italo Calvino aveva descritto inconsapevolmente, nel capolavoro Le città invisibili, le atmosfere surreali e quasi magiche che investono ormai da due settimane le piazze, le strade e le chiese, da nord a sud:

“Viaggiando ci s’accorge che le differenze si perdono: ogni città va somigliando a tutte le città, i luoghi si scambiano forma ordine distanze, un pulviscolo informe invade i continenti.” 

Affascinano le immagini delle meravigliose città italiane totalmente vuote e solitarie, lasciate al dialogo tra i propri palazzi e a quella natura che sembra riaffacciarsi timidamente su acque e parchi. L’Umanità si è sottratta e resta chiusa tra mura e finestre, mentre fuori c’è il silenzio e una primavera che sboccia libera da folle e inquinamento sonoro. Colpisce soprattutto vedere una Venezia sgombra dalle orde di turisti affamati di cartoline e bellezza, solitario e meraviglioso riflesso nei suoi limpidi canali verde-acqua, immersa in una calma artificiale, quasi fosse un set di Cinecittà. Nei giorni precedenti al lockdown totale della Penisola a causa del coronavirus, la poetessa Anna Toscano, insegnante presso l’Università Ca’ Foscari, e contibutor su testate come Il Sole 24 Ore, Minima&Moralia, Doppiozero e La Rivista Intelligente, tra le altre cose, ha documentato tramite l’obiettivo fotografico la magica quiete tra calli, campi e campielli, da Punta della Dogana al Ponte di Rialto, da Piazza San Marco alla stazione. L’abbiamo intervistata per camminare idealmente con lei, seguendone i passi e la raffinata sensibilità.

Anna Toscano. Fonte: Anna Toscano

– “A Venezia stanno a casa”: si potrebbe definire così la serie di scatti quasi surreali che documentano una Venezia immobile e silenziosa. Come ti è venuta l’idea di prendere la macchina fotografica e puntarla sugli angoli della città?

È più che altro una consuetudine, circolo quasi sempre con una macchina fotografica al collo o in borsa, anche e soprattutto quando sono nella mia città, o sono ferma a lungo in un luogo. Lo faccio da quando avevo 16 anni e sottraevo di nascosto le preziose macchine fotografiche di mio padre per andare a fare foto nei dintorni di casa: vivevo una condizione complessa e fare foto mi dava respiro; e mi dà respiro ancora oggi. Al di là del fatto che vivo in una città particolare (in positivo e in negativo, non è mica facile dire qualcosa di nuovo di Venezia con uno scatto), non penso che sia necessario andare chissà dove per scattare foto che dicano qualcosa, basta girare intorno a casa. Questo l’ho imparato dall’amatissimo Luigi Ghirri. Dunque in queste settimane di restrizioni posso, con una certa facilità, trovare qualcosa da fotografare nella calle dietro casa percorsa milioni di volte.

 

-Venezia più di altre città “soffre” l’invasione da turisti, sia da un punto di vista ambientale sia in relazione alla qualità della vita dei residenti. Che effetto fa fotografare vaporetti e Piazza San Marco vuoti?

È un ritorno al passato per me e, come spesso accade, attutisce l’immagine di anni di invasioni. Sono venuta a vivere qui trenta anni fa, e per molti mesi la città era quasi come oggi. Che era anche la Venezia di Tomaso Filippi nelle sue stereoscopie a cavallo tra ottocento e novecento. Certo non penso che dovremmo ritornare ad allora, penso che dovremmo trovare un modo per potenziare la residenza senza svenderci al turismo.

Venezia, 2020. Fonte: Anna Toscano

– Se si vuole parlare di resistenza, Venezia è sicuramente il posto più adatto. Una resistenza culturale che vuole preservare una città tanto unica quanto fragile. Dopo la marea straordinaria di novembre, come reagisce la Laguna a quest’emergenza sanitaria?

La città è in ginocchio dalla marea eccezionale di novembre, musei che non hanno ancora aperto dopo la devastazione dell’acqua alta; attività commerciali che non apriranno mai più; attività che stavano cercando di rialzarsi spazzate via da questa seconda tragedia. I residenti stanno appesi al filo dei giorni. Ecco le due università, Ca’ Foscari e IUAV, stanno erogando lezioni virtuali a pieno ritmo in modo che gli studenti non abbiano intoppi nella loro percorso universitario, questa è un aspetto rincuorante, il futuro dei giovani prosegue. È una situazione pesantissima in generale, qui aggravata dai postumi del 2019; la cosa che consola è aver visto e vedere tanta solidarietà, tanta umana partecipazione alle sorti di questo luogo fragile. Ma non credo basterà, ci vuole un deciso progetto delle istituzioni.

 

– La quarantena costringe tutti noi a raccoglierci nel nostro spazio domestico, tra malinconia e solitudine: quali consigli può dare la poesia per vivere questo momento di pausa, con più serenità e ottimismo possibili?

La poesia è un buon tempo, un luogo dove stare bene, uno spazio, quello tra i versi, dove sostare e da cui guardare a sé e al mondo. In questa ottica, che è come la vivo io, rincuora.

Venezia, 2020. Fonte: Anna Toscano

-Cosa può insegnarci questo particolare momento storico e come si deve guardare al futuro?

Non lo so, spero solo che ci insegni qualcosa. Io, il poco tempo che ho a disposizione tra lezioni e scrittura, lo dedico a ricordare: nella fretta e nei giorni che scorrono normali non pensavo al volto di mia madre e alla sua voce da tanto, così trascorro il tempo a ficcare il mio sguardo nel ricordo del suo volto che, inevitabilmente, si dilata e sfoca ma per farmi vedere nel ricordo anche cosa c’era attorno a lei, le piastrelle della cucina, gli oggetti sul tavolo, i cassetti del suo comodino e via via fino agli altri miei volti cari che non sono più qui. Questo stare nei ricordi in questo modo mi dà molta serenità, che spero di portare con me nel dopo, nel futuro.

ANNA TOSCANO vive a Venezia, insegna presso l’Università Ca’ Foscari e collabora con altre facoltà. Scrive per testate, tra le altre Il Sole24 Ore, Minima&moralia e Doppiozero. Sesta e ultima raccolta di poesie è Al buffet con la morte, La Vita Felice 2018, preceduta da Una telefonata di mattina, 2016, Doso la polvere, 2012; liriche, racconti e saggi sono rintracciabili in riviste e antologie; sua la curatela di cataloghi e libri. Ha ideato e condotto la trasmissione radiofonica Virgole di poesia per Radio Ca’ Foscari e i suoi racconti sui luoghi del cuore per Le Meraviglie di Rai Radio 3. Per la testata on-line La Rivista Intelligente cura Venerdì in versi, da cui è nata l’antologia poetica di donne Chiamami col mio nome, La Vita Felice 2019. È stata editor per case editrici, lavorato come ufficio stampa; ha collaborato con varie scuole di scrittura e ha fondato “Lo Squero della parola”, laboratorio di scrittura. Come fotografa suoi scatti sono apparsi in riviste, manifesti, copertine di libri, mostre personali e collettive. Varie le esperienze teatrali, tra le quali “Voce di donna Voce di Goliarda Sapienza”. www.annatoscano.eu
Foto copertina: “Mordi e fuggi”, grafica di Small Caps. Fonte: smallcaps.it

 

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