Fu grazie al semplice e inconsapevole gesto di una donna delle pulizie che nacque, in pittura, la corrente dell’astrattismo. Dopo aver lavorato per tutta la mattina su una tela, Vasilij Kandinskij uscì a fare una passeggiata per sgranchirsi le gambe e schiarirsi le idee. Quando tornò a casa ed entrò nel suo studio, notò subito qualcosa di diverso. Dopo qualche secondo capì che il quadro, per il quale aveva speso tempo ed energie, era stato capovolto. All’immediato impulso di riportarlo alla pristina posizione seguì il sussurro della voce dell’anima che gli suggeriva di lasciare il dipinto come lo aveva ritrovato, perché carico di un quid del tutto speciale. Mano sul mento e con gli occhi socchiusi, il pittore russo finì per decidere che quel quadro “diceva più cose se lasciato a testa in giù”.

Da quel momento non solo Kandinskij cambiò il suo stile di pittura, ma la stessa storia dell’arte cominciò a percorrere vie nuove. Capovolto, quel quadro era meno didascalico e lineare nel comunicare il messaggio dell’artista, ma sicuramente più intrigante e incisivo. Capovolto, quel quadro, nel voler spiegare l’ordine e il disordine del mondo, era molto più adatto allo scopo, dichiara lo stesso Kandinskij nei suoi scritti. E viene da sorridere ripensando ai fiumi d’inchiostro versati dai critici d’arte dell’epoca che, dopo qualche attimo d’esitazione e perplessità, celebrarono le lodi di quel nuovo modo di dipingere, industriandosi ciascuno a rinvenirne le radici e le ragioni recondite. Se qualcuno avesse detto loro il vero motivo di quella rivoluzione in pittura, non ci avrebbero creduto.

Illustrazione di ©Elisa2B

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