Le vacanze di Natale che si avvicinano, la voglia di viaggiare, partire, esplorare, non tornare, spesso i fondi limitati che non ci permettono di soddisfare le aspirazioni più girovaghe ed avventuriere… una miscellanea di condizioni e sensazioni da gestire in un periodo di festa, tra parenti, regali e montagne di cibo. Se negli ultimi anni regalare un libro per Natale sembra essere passato di moda, speriamo che le letture che vi proponiamo oggi contribuiranno a riaccendere l’entusiasmo del contatto con la carta stampata.

1)Anatomia dell’irrequietezza, Bruce Chatwin

Frasi semplici, dirette, che non si abbandonano ad alcun esercizio stilistico. Un libro carico di informazioni, sensazioni ed immagini che si delineano nell’immaginazione di chi legge. Viaggiatore e girovago, scrittore e giornalista, quasi fotoreporter senza macchinetta fotografica, storico e naturalista. In Anatomia dell’irrequietezza, Bruce Chatwin appare curioso e sorpreso da ciò che lo circonda, ma anche esperto, studioso e irrequieto. Uscito postumo, questo libro, già dal titolo intrigante e sospetto, raccoglie scritti elaborati tra il 1968 e il 1987, anni di un’esistenza girovaga.

Bruce Chatwin, Anatomia dell’irrequietezza, Gli Adelphi
Foto di: Ferdinando Maria De Matteis

2)Ultime notizie dal Sud, Luis Sepúlveda

Fine del ventesimo secolo, tra Cile e Argentina, in Patagonia, fino alle Terra del Fuoco. Il lettore, accanto ad uno scrittore e a un fotografo, immerso nella comodità della sua poltrona, attraversa la pampa del Sud America, la steppa, “fra gente che affronta il lavoro non come una maledizione biblica, ma come il modo più dignitoso di stare al mondo”. L’incubo della globalizzazione e dello sviluppo incombe e si avvicina come un’ombra, quasi trasformando quello che nel 1996 doveva essere il racconto di un viaggio, in un delicato ma deciso e diretto ammonimento per chi ne è spettatore. Riscopriamo così Luis Sepúlveda, autore cileno saggio e accorto, della cui penna non si smette mai di stupirsi.

Luis Sepulveda, Ultime notizie dal Sud, Guanda
Foto di: Ferdinando Maria De Matteis

3)L’infinito viaggiare, Claudio Magris

Siamo lì con lui. Noi, lettori spesso distratti e svogliati, ci ritroviamo improvvisamente costretti a fare attenzione, a non perderci neanche un dettaglio, ad osservare luoghi mai visti eppure noti. Perché “conoscere è spesso, platonicamente, riconoscere, l’emergere di qualcosa magari ignorato sino a quell’attimo ma accolto come proprio”. Una prosa scorrevole, quasi filosofica, ci immerge in una raccolta di quelli che a chiamarli semplicemente “appunti di viaggio” si commetterebbe un errore imperdonabile. L’infinito viaggiare di Claudio Magris ci insegna a viaggiare e a guardare con occhi umili ma sapienti ogni angolo del mondo.

Claudio Magris, L’infinito viaggiare, Mondadori
Foto di: Ferdinando Maria De Matteis

4)In Asia, Tiziano Terzani

Definire Tiziano Terzani un giornalista sarebbe riduttivo. Chiamarlo viaggiatore non renderebbe giustizia alla sua carriera. Non è stato neanche un filosofo, nonostante i suoi scritti siano indelebilmente intrisi di un pensiero e di un approccio che vanno oltre la semplice osservazione del Mondo. In Asia è un libro ricco di informazioni, impressioni ed insegnamenti. È un libro autobiografico, che racconta di un’esistenza vissuta tanto dall’autore quanto comune a un Continente, destinato nel corso del ventunesimo secolo ad uscire dal ruolo di antagonista da sempre assegnatogli dagli Occidentali e a dominare a scena geopolitica futura.

Tiziano Terzani, In Asia, edizioni Tea
Foto di: Ferdinando Maria De Matteis

5)Trans Europa Express, Paolo Rumiz

Uno dei più celebri ed affascinanti scrittori di viaggio del nostro tempo, si abbandona ad un elogio indiretto di uno dei mezzi di trasporto che più hanno rivoluzionato non solo il modo di commerciare e spostare persone, ma anche il modo di osservare il mondo, scoprirlo e cerare di comprenderlo. Descrivendo il fascino e la bellezza del vecchio continente e dei popoli che lo abitano, il lettore inizia inconsciamente a sentire la nostalgia e il desiderio di tornare ad un modo di viaggiare ben lontano da quanto il progresso tecnico del mondo moderno ci offre. Paolo Rumiz parte alla scoperta dell’Europa più ancestrale, lontana dalle telecamere dell’informazione e dei media: “nessuno mi toglierà la certezza che l’Europa era più Europa un secolo fa, quando mia nonna andava in treno in giornata da Trieste alla Transilvania.”

Foto di: Ferdinando Maria De Matteis

I dati sulle abitudini di lettura degli Italiani pubblicati di recente sono sconcertanti ed ormai non è un mistero che nel nostro Paese si legga poco. Ricominciamo dalle basi, quindi. Come quando a scuola si rimane indietro con una materia, è sempre consigliabile partire dai primi argomenti trattati, per poi costruirvi sopra un’analisi e uno studio più attento e consapevole. Le proposte che vi offriamo oggi, senza alcuna pretesta di esaustività, costituiscono innegabilmente le fondamenta della letteratura di viaggio contemporanea. A chi, però, ha cominciato solo da poco ad avvicinarsi a letture avventurose, non possiamo non suggerire di rispolverare capolavori come l’Odissea di Omero, Il Milione di Marco Polo e Giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne. Per chi si entusiasma meno all’idea di far resuscitare opere di tale portata, ricordiamo il bestseller di Elizabeth Gilbert, Mangia prega ama, e l’Alchimista di Paolo Coelho.

Buona lettura, quindi, e… buon Natale!

Immagine di copertina di Ferdinando Maria De Matteis
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