Raccontare una personalità della cultura internazionale, vissuta e cresciuta a cavallo tra il XIX e il XX secolo, non è mai semplice; il momento storico traghetta l’uomo dalla modernità al contemporaneo, costringendolo ad attraversare tumulti e avanguardie, drammi collettivi e individuali. Michail Bulgàkov, di cui celebriamo in questo mese l’ottantesimo anniversario dalla morte, rientra sicuramente nella categoria: il medico-scrittore assorbito dalla guerra civile russa, il cui talento venne riconosciuto solo decenni dopo la sua morte, in perenne dissenso con i dettami sovietici e desideroso di raggiungere una capitale libera da censure.

Michail Afanas’evič Bulgakov con autografo (1937). Fonte: wikipedia.it,
Михаил Булгаков

Drammaturgo innamorato del maestro francese Molière, giornalista e romanziere, Bulgakov arriva al grande pubblico solo dopo la sua morte, soprattutto con un titolo affascinante, Il Maestro e Margherita. Il capolavoro andò alle stampe, mutilato in gran parte, tra il 1966 e il 1967, ben trent’anni dopo la morte dell’autore, ripreso e completato negli ultimi dieci anni di vita dello scrittore, dopo che il primo manoscritto venne bruciato, in un momento di grande sconforto. La trama del romanzo non poteva non incontrare la furia cieca della censura, esprimendo una sottile critica al sistema sovietico, rimaneggiata sul filo del rasoio di una satira acuta e geniale.

Bulgakov

Prima edizione de Il maestro e Margherita (1967). Fonte: wikipedia.it, Brad Verter – Opera propria

La storia de Il Maestro e Margherita è un intenso intreccio di tre linee narrative differenti: l’arrivo del Diavolo a Mosca, la vicenda narrativa di Pilato e la storia d’amore sublime tra il Maestro e Margherita, appunto. Il protagonista è uno scrittore rinchiuso in un manicomio, un alter ego per molto versi dello stesso Bulgakov, insoddisfatto e denigrato da una sfortunata sorte; la fanciulla ardente d’amore incarna il sacrificio estremo, affidando la sua anima al Diavolo per andare in soccorso al Maestro. Le vicende dei personaggi principali si intrecciano con quelle di ben altre 146 figure secondarie ricamate intessendo una trama che profuma di folklore, tra comico e grottesco.

Il Bene e il Male si alternano in una danza di cosacchi all’apparizione di oranghi musicanti e gatti con bicchieri di vodka; tentazione, morale e giustizia attraversano capitoli e battute, frasi e punteggiatura. Nel turbinio, tra misfatti e incontri, il lettore si confronta anche con il perdono e la pietà del Maestro verso un Pilato umano e colpevole che non trova pace e libertà per la colpa antica. Rimane inoltre indelebile quel significato di amore assoluto, tanto estremo come il delitto di un assassino, fendente come un coltello che si dimena all’improvviso. La storia del Maestro con la sua Margherita è quella di un legame fulmineo e imprescindibile che, come tutte le grandi emozioni del vivere umano, deve fare i conti con il Bene e con il Male, e infine, con la Morte.

Francobollo commemorativo delle Poste Sovietiche (1991). Fonte: wikipedia.it,
Почта СССР, художник Ю.

“Seguimi lettore! Chi ha detto che non c’è al mondo un amore vero, fedele, eterno? Gli taglino la lingua malefica a quel bugiardo! Seguimi lettore e io ti mostrerò un simile amore! No, si ingannava il maestro quando all’ospedale, verso mezzanotte diceva con amarezza a Ivanuska che essa l’aveva dimenticato. Questo non poteva accadere. Lei naturalmente non l’aveva dimenticato.”

– Il Maestro e Margherita –

Bulgakov infarcisce il suo capolavoro di frustrazione personale e genio, consegnando alla letteratura internazionale un unicum sia nella scrittura che nella trama. L’autore ci educa, inoltre, alla difficoltà e alla speranza anche nella disperazione, con parole d’oro in un momento storico difficile e, a volte, incomprensibile:

“Tutto passa. Le sofferenze, i tormenti, il sangue, la fame e la pestilenza. La spada sparirà, e le stelle invece rimarranno, quando anche le ombre dei nostri corpi e delle nostre azioni più non saranno sulla terra. Le stelle rimarranno allo stesso modo immutabili, allo stesso modo scintillanti e meravigliose. Non esiste uomo sulla terra che non lo sappia. Perché allora non vogliamo la pace? Perché non vogliamo rivolgere il nostro sguardo alle stelle? Perché?”. – La guardia bianca –

 

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