È scomparso misteriosamente, come il protagonista del suo amato racconto, il 31 luglio del 1944, durante un volo di ricognizione, quasi a voler far coincidere la fantasia letteraria con la realtà.

Se ne è andato così Antoine de Saint-Exupéry, scrittore e aviatore, letto e conosciuto in tutto il mondo come l’autore de Il piccolo principe, celebre romanzo che nel 2017 ha superato il numero di 300 traduzioni in lingue e dialetti diversi e che detiene l’incredibile record di libro più tradotto al mondo, secondo soltanto alla Bibbia.

Un’illustrazione del romanzo “Il piccolo principe”. Fonte: i-libri.com

Il suo romanzo ha fatto sognare intere generazioni di bambini e adulti, è stato trasposto in numerosi adattamenti teatrali e cinematografici e, ancora oggi, è fonte di ispirazione per scrittori, romanzieri, artisti, e di diletto per lettori, grandi e piccini.

Oltre ad essere uno scrittore e novelliere di grande talento, Antoine è stato però anche un grande e coraggioso aviatore, tanto che fu proprio da quest’esperienza professionale che trasse spunto per la stesura di gran parte dei suoi romanzi e racconti, primo fra tutti Il piccolo principe.

Ripercorriamo quindi le tappe più importanti della sua vita e della sua carriera, sia artistica che militare.

 

Una vita fra nuvole e inchiostro

Nato da una famiglia cattolica di nobili origini e terzo di cinque figli, rimase orfano di padre a soli quattro anni.  Allevato dalla madre, ottima pittrice, si trasferisce con la famiglia a Le Mans nel 1909. Trascorre un’infanzia felice e spensierata nella grande dimora di Saint Maurice de Rémens. Tra i suoi amici e compagni di giochi, si distingue da subito come il più fantasioso, avventuroso e anche come il più prepotente.

L’adolescenza, con l’avvento della guerra e con la perdita del fratello François per un reumatismo articolare, è più travagliata, con spostamenti frequenti fra la Svizzera e Parigi.

Dopo una breve e sfortunata esperienza alla Scuola navale (fu respinto all’esame di ingresso), nel 1921 si arruola nel II reggimento di aviazione di Strasburgo e ottiene il brevetto di pilota prima civile, poi militare. Nel frattempo scrive, pubblicandolo nel 1926, il suo primo racconto, L’aviatore, sulla rivista Le Navire d’Argent.

Antoine de Saint-Exupéry in una foto d’epoca.
Fonte: auto1900.it

Nel 1928 diventa direttore del remoto campo di Cap Juby vicino a Rio de Oro, nel Sahara. Nel 1929 Saint-Exupéry si trasferisce in Sud America come direttore della linea aeropostale Argentina-Francia..  I suoi incidenti in volo diventano proverbiali: quello più clamoroso avviene nel 1938 durante un tentativo di stabilire il record di volo da New York alla Terra del Fuoco.

a Buenos Aires incontra l’amore della sua vita, Consuelo Suncín-Sandoval Zeceña de Gómez, scrittrice, pittrice e artista salvadoregna, che sposa nel 1931. Consuelo diverrà la musa ispiratrice di Saint-Exupéry, ma il matrimonio sarà abbastanza turbolento: i lunghi periodi di assenza e le relazioni extraconiugali di lui, il sodalizio artistico di lei con il gruppo dei surrealisti (André Breton, Marcel Duchamp, Balthus ai quali sarà ispirata la sua pittura) saranno narrati nell’autobiografia dell’artista che verrà ritrovata dopo la sua morte (avvenuta nel 1979) e pubblicata vent’anni più tardi, divenendo in Francia un best seller.

Nel 1932 la compagnia Aéropostale è minata dalla politica e destinata a essere assorbita da Air France. Antoine decide così di tornare in Francia, cercando di dedicarsi alla scrittura e al giornalismo.

Risale al 1935 la disavventura dello scrittore-aviatore, che fungerà poi da spunto per il suo romanzo che lo ha consacrato all’immortalità. In quell’anno, infatti, tenta il raid aereo Parigi-Saigon. L’avventura si tramuta però in una sciagura nel deserto, dove precipita. Qui viene prima aiutato da un beduino poi tratto in salvo dagli aerei della Regia Aeronautica basati a Derna.

Nel 1939 pubblica Terra degli uomini. Il libro diventa presto un best seller e riceve un premio anche dall’Académie française.

Continuano in questi anni le sue traversate oceaniche e le sue missioni di guerra, nonostante sia considerato inabile al volo a causa dei troppi malanni.

In piena seconda guerra mondiale (1943) avviene la stesura del suo celeberrimo romanzo, che pubblicheranno per primi e in inglese gli statunitensi. 

Frame del film in CGI e stop motion basato su “Il piccolo principe” e distribuito da Lucky Red nel 2016. Fonte: ilsollazzo.com

Ripresa nello stesso anno l’attività aviatoria e tornato in Europa, gli viene affidata una serie di cinque missioni di ricognizione fra la Sardegna e la Corsica. È proprio mentre tornava da quest’ultima che scomparve per sempre, precipitando in mare, in circostanze ancora poco chiare, dopo essere decollato dalla base militare di Borgo in Corsica in direzione di Lione. Era il 31 luglio 1944.

La sua scomparsa restò a lungo avvolta nel mistero, finché nel 2004 venne localizzato e recuperato il relitto del suo aereo, nel mare antistante la costa marsigliese. In seguito è stato possibile accertare che fu un caccia tedesco della Luftwaffe ad abbattere il velivolo, nonostante siano in molti a mettere in discussione questa ricostruzione.

Tra le varie ipotesi formulate, la più suggestiva sarebbe quella che lo vedrebbe precipitato in mare a causa di un guasto al motore mentre cercava di sfuggire al fuoco della contraerea tedesca, dopo essersi allontanato dalla rotta prestabilita, per dare un ultimo sguardo ai luoghi della sua felice infanzia.

 

Il piccolo principe: un best seller senza tempo

Pubblicato il 6 aprile 1943 a New York da Reynal & Hitchcock nella traduzione inglese e qualche giorno dopo sempre dalla stessa casa editrice nell’originale francese, fu solo nel 1945, dopo la scomparsa dell’autore, che venne pubblicato a Parigi da Gallimard.

Si tratta di uno dei libri più letti al mondo ed  è è dedicato Léon Werth, il migliore amico dell’autore, uno scrittore ebreo francese, perseguitato dai nazisti, costretto a nascondersi per sopravvivere e pertanto bisognoso di affetto e conforto.

La dedica dell’autore all’amico all’inizio del romanzo:

«A Leone Werth.
Domando perdono ai bambini di aver dedicato questo libro a una persona grande. Ho una scusa seria: questa persona grande è il migliore amico che abbia al mondo. Ho una seconda scusa: questa persona grande può capire tutto, anche i libri per bambini. E ne ho una terza: questa persona grande abita in Francia, ha fame, ha freddo e ha molto bisogno di essere consolata. E se tutte queste scuse non bastano, dedicherò questo libro al bambino che questa grande persona è stata. Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano.)
Perciò correggo la mia dedica:
A Leone Werth
quando era un bambino»

Il piccolo principe è un racconto scritto nella forma di opera letteraria per ragazzi, ma in realtà rivolta a tutti, in particolare agli adulti, per ricordargli di quando anche loro erano bambini.
Il romanzo, come abbiamo detto, prende spunto da un’esperienza realmente accaduta: Saint-Exupéry, infatti, durante una delle sue missioni, per una avaria del motore, fu costretto ad atterrare nel deserto del Sahara, dove trascorse la notte, in attesa dei soccorsi.

Il Piccolo Principe è una favola moderna che cela sicuramente un intento didascalico: attraverso il racconto del protagonista, l’autore affronta temi importanti e delicati come il senso della vita, il significato dell’amore, il valore dell’amicizia.

L’opera ha, inoltre un’altra interessante particolarità: sia nella sua lingua originale che nelle varie traduzioni, è illustrata da una decina di acquerelli dello stesso Saint-Exupéry, disegni essenziali e stilizzati divenuti, col tempo, celebri quanto il racconto.

Fonte: 4.bp.blogspot.com

Trama

La trama del romanzo la conosciamo tutti: un pilota, precipitato nel deserto del Sahara, incontra inaspettatamente un bambino che gli spiega di provenire da un lontano asteroide, il B-612, sul quale abita solo lui, tre vulcani di cui uno inattivo e una piccola rosa, molto vanitosa, che lui cura e ama.

Il piccolo principe racconta che, durante il suo viaggio nello spazio, ha conosciuto diversi personaggi, che gli hanno insegnato molte cose: un vecchio re solitario, un ubriacone, un uomo d’affari, un lampionaio, un geografo e così via. Ciascuno di questi incontri può essere interpretato come un’allegoria o uno stereotipo della società moderna e contemporanea.

Il geografo consiglia al piccolo principe di visitare la Terra. Quando giunge qui, il primo essere con cui viene a contatto è un serpente. Proseguendo nel suo viaggio, egli incontra anche un giardino pieno di rose. La rosa del suo pianeta aveva raccontato al piccolo principe di essere l’unica di quella specie in tutto l’universo, e quindi rimane molto deluso da questa scoperta. A quel punto compare però una piccola volpe, che gli chiede di essere addomesticata e di essere sua amica.

Dopo aver ascoltato tutto il racconto del piccolo principe, il pilota non è riuscito a riparare l’aereo e ha terminato la scorta d’acqua. Dopo aver trovato un pozzo ed essersi dissetati, il pilota torna al lavoro al suo apparecchio e la sera seguente ritrova il piccolo principe ad attenderlo su un muretto accanto al pozzo, mentre parla con il serpente. Ad un anno di distanza dal suo arrivo sulla Terra, il piccolo principe aveva chiesto al serpente di riportarlo a casa, sul suo piccolo pianeta. Il piccolo principe sa che la sua dipartita procurerà un dispiacere al pilota e così lo invita a guardare il cielo e a ricordarsi di lui ogni qual volta osserva le stelle, che per lui avrebbero riso, sapendo che una di quelle era la sua casa. Detto questo, il serpente lo morde alla caviglia e il piccolo principe cade esanime sulla sabbia.

L’indomani il pilota scopre che il corpo del bambino è sparito; così immagina che il piccolo principe sia riuscito a raggiungere il suo pianeta e a prendersi cura della sua amata rosa.

C’è tutto Antoine in questo libro: l’uomo, lo scrittore, il pilota. Forti sono gli echi autobiografici nella vicenda raccontata dall’autore, eppure i sentimenti e i valori al centro del racconto sono universali, e per questo appartenenti a tutta l’umanità. Per il lettore non è difficile immedesimarsi nel piccolo principe, comprendere le sue emozioni, capire i riferimenti alle contraddizioni e alla mutevolezza dell’animo umano e, per un attimo, tornare di nuovo bambini. Quei bambini, che tutti siamo stati, capaci di osservare il mondo con ingenuità e meraviglia e apprezzare le piccole cose della vita.

È forse questo il segreto del successo planetario di questo romanzo: la sua forza immaginifica e la sua capacità di trasmettere messaggi e insegnamenti estremamente importanti con grande semplicità e immediatezza. Una favola i cui protagonisti siamo tutti noi che, nonostante le difficoltà e le delusioni della vita, siamo rimasti sempre un po’ bambini e non abbiamo mai perso la voglia di sognare e di amare.

 

Immagine di copertina: frame del film in CGI e stop motion basato su “Il piccolo principe” e distribuito da Lucky Red nel 2016. Fonte: ilsollazzo.com
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