Mi sono fermato un secondo. Se ti ricordi tutto, volevo dirgli, e se sei davvero come me, allora domani prima di partire o quando sei pronto per chiudere la portiera del taxi e hai già salutato gli altri e non c’è più nulla da dire in questa vita, allora, una volta soltanto, girati verso di me, anche per scherzo, o perché ci hai ripensato, e, come avevi già fatto allora, guardami negli occhi, trattieni il mio sguardo, e chiamami col tuo nome.

Terminava così il caso letterario di André Aciman, risalente ormai a dodici anni fa, che, grazie all’adattamento cinematografico di Luca Guadagnino, ha avuto un successo e una risonanza internazionali senza precedenti.

Estratto del film “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino

Chiamami col tuo nome, questo il titolo del best-seller, racconta di una storia d’amore, inaspettata e travolgente, tra due ragazzi, in una calda estate italiana della seconda metà degli anni ’80. Quello che ha reso prima il libro e poi il film così famosi e avvincenti non è tanto la trama, che risulta in realtà essere piuttosto semplice e scarna, quanto i sentimenti e la tensione amorosa fra i due amanti che costituiscono il fulcro del racconto. André Aciman, infatti, ha avuto la capacità di raccontare con straordinaria naturalezza una storia d’amore omosessuale che, ancora oggi, è in grado di destare scalpore e sconcerto. Grazie alla forza delle emozioni e della passione amorosa (ed è in questo che risiede il suo talento) lo scrittore riesce a rendere universale una storia particolare. Mentre divoriamo le pagine del libro avvicinandoci alla conclusione, finiamo quasi per dimenticarci di chi siano i due veri protagonisti della storia, tanto siamo rapiti dall’intensità delle emozioni che travolge i due ragazzi. Non ci interessa se si tratta di una coppia “tradizionale” o non, proprio come non interessa ai genitori di Elio, quello che ci affascina e che ci fa tenere gli occhi incollati al libro è la loro incredibile storia d’amore.

E forse il messaggio, profondo ed estremamente potente, del libro è proprio questo: non esiste una amore di serie A o di serie B, non si possono controllare i sentimenti o decidere chi amare, l’amore non conosce barriere, differenze o pregiudizi; è irrazionale e, per questo, dev’essere libero.

La copertina dell’ultimo libro di André Aciman, “Cercami”. 18€, pubblicato da Guanda editore

Sulla stessa linea sembra si snodi anche Cercami, il seguito del primo romanzo, nelle librerie dal 28 ottobre con Guanda editore.

Questa volta i protagonisti del romanzo non sono più solamente due, Elio e Oliver, ormai divisi da anni e da centinaia di migliaia di chilometri, ma si aggiungono altri personaggi ad arricchire la trama e gli intrecci del racconto. Tre storie d’amore di età, genere e natura diverse, ma accomunate tutte da uno stesso fil rouge che si farà evidente solo nelle ultime pagine del libro. A fare da sfondo tre grandi città, una Roma romantica e sognante, una Parigi umida e autunnale e una New York frenetica e malinconica.

Il protagonista della prima, inconsueta e travolgente storia d’amore, è Samuel, il padre di Elio, che si invaghisce di una ragazza molto più giovane di lui sulla carrozza di un treno diretto a Roma. Elio, che si affaccia già alla fine della prima parte del romanzo, è invece il protagonista assoluto del secondo flirt che si consuma fra le strade della capitale francese. Anche lui si innamora, inaspettatamente, di una persona molto più grande di lui (con quasi il doppio dei suoi anni), anche se il fantasma di Oliver continua a perseguitarlo ovunque vada e con chiunque si trovi. Ed è proprio Oliver il personaggio che incontriamo nell’ultima parte del libro; ormai un signore sposato con dei figli, che vive a New York assieme a sua moglie, ma che è perennemente insoddisfatto e in cerca di emozioni forti che possano fargli dimenticare quella passione estiva con un diciassettenne che ha cambiato la sua vita per sempre.

Nonostante la prima parte del romanzo risulti piuttosto prolissa e poco scorrevole, dal secondo capitolo in poi il lettore viene trascinato nelle vite e nelle storie dei personaggi, proprio come avviene in “Chiamami col tuo nome”, in un turbinio di emozioni che stuzzica la curiosità e l’avidità del lettore. Forse infelice e sicuramente deludente per tutti coloro che si sono appassionati alla loro struggente storia d’amore, la decisione di collocare soltanto alla fine l’atteso incontro fra i due amanti. La scelta di approfondire la psicologia dei personaggi secondari del primo romanzo, come il padre di Elio, e di aggiungere il racconto di altre relazioni amorose oltre a quella storica, rappresenta forse il tentativo di superare le difficoltà incontrate dall’autore nell’ideazione e costruzione del contenuto di questo sequel e di non deludere le aspettative dei suoi lettori.

La struggente scena finale del film

La prima domanda che ci salta in testa una volta terminato il romanzo è questa: avevamo davvero bisogno di un sequel di quel capolavoro che è “Chiamami col tuo nome”? Non si è rischiato così di andare a intaccare e a rovinare un diamante che, fino ad oggi, era perfetto e rarissimo proprio perché unico nel suo genere? La risposta è, almeno per noi, quasi sicuramente sì. È innegabile, infatti, che il primo romanzo sia, sotto tutti i punti di vista, superiore a questo, e che la storia d’amore fra Elio e Oliver non potrà più essere eguagliata in nessun altro sequel di quello splendido libro, ma, ad onor del vero, va però riconosciuta la maestria e il grande talento di André Aciman, che al di là delle nostre aspettative e del nostro personale giudizio, è riuscito a regalarci, anche con quest’ultima opera, nuove emozioni e nuovi sobbalzi al cuore e, non da meno, la speranza di continuare a credere, nonostante tutto, nel grande amore.

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