Eduard Limonov è morto: la notizia rimbalza già da un po’ su social e quotidiani. Limonov era uno scrittore e un politico russo, un personaggio eccentrico e particolarmente dibattuto. La sua vita è stata raccontata in un fortunato libro dallo scrittore francese Emmanuel Carrère, pubblicato in Italia da Adelphi. Nato nel 1943, Eduard Limonov (che è lo pseudonimo di Eduard Veniaminovič Savenko) ha condotto una vita avventurosa tra Mosca, New York e Parigi. Ritornato in Russia al momento della caduta dell’Unione Sovietica, ha poi fondato il controverso Partito Nazional Bolscevico, ed è stato tra i più feroci critici di Vladimir Putin. Molto discussa è stata la sua attività durante la guerra jugoslava. Anche lui scrittore, il libro che Emmanuel Carrère gli ha dedicato, e che ne racconta la vita quasi sotto forma di romanzo, lo ha reso, qui in Italia, un personaggio molto conosciuto e problematico. Il Limonov descritto da Carrère è un uomo che si ama o si odia, o meglio, che un po’ si ama e un po’ si odia. La traiettoria schizofrenica della sua esistenza, tra l’URSS e gli Stati Uniti, tra la poesia e il radicalismo politico, rimane una parabola significativa della nostra storia più recente.

Edizione Adelphi, traduzione di Francesco Bergamasco. Euro 12.

In copertina: Eduard Limonov nel 2016. Fonte: Wikimedia Commons.
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