La storia delle misteriose sculture di carta, che si racconta a Edimburgo, è dedicata a quelle persone che abitano in due mondi; e uno è quello dei libri. Coloro che hanno esplorato un’intera isola per ventotto lunghi anni con Robinson Crusoe, viaggiato in treno con Anna Karenina, sognato un amore con Pablo Neruda o una mattina si sono risvegliati trasformati in un gigantesco insetto con Kafka. Tutto questo accompagnato dall’odore unico delle pagine di un libro tutto da scoprire. Immergendosi nella biblioteca, la casa dei libri, dove la cognizione dello spazio e del tempo non esistono e le parole stampate ti travolgono all’istante.

La vicenda di questi curiosi fatti risale al marzo del 2011 a Edimburgo, nella Scottish Poetry Library, dove lo staff una mattina trovò su uno scaffale una bizzarra scultura di carta. Il primo degli intricati capolavori pop-up, accompagnati sempre da biglietti di ringraziamento alle biblioteche, è stato un robusto albero di carta poggiato su un libro-piedistallo. Ai suoi piedi giaceva un uovo dorato con parole sparse, che se unite rivelavano una poesia dello scozzese Edwin Morgan. Insieme con esso un biglietto che recitava: Sappiamo che una biblioteca è molto più di un edificio pieno di libri…un libro è molto più di un insieme di pagine piene di parole…Questo è per voi, in sostegno alle biblioteche, ai libri, alle parole, alle idee…”. Da qui, senza sapere chi fosse stato a donare questo magnifico dono, parte la misteriosa storia delle sculture di carta.

Fonte: www.pittorifamosi.it

Alla fine di giugno dello stesso anno, un’altra scultura comparve alla National Library of Scotland. Era una bara sovrastata da un grammofono entrambi incastrati da “Partitura finale” del giallista locale Ian Rankin, con scrittoUn dono in sostegno alle biblioteche, ai libri, alle parole, alle idee… e contro la loro fine ”.

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A seguire saltò fuori un’altra opera che raffigurava un piccolo ma meraviglioso cinema di carta con una carica di cavalieri, che usciva fuori dallo schermo cinematografico verso il pubblico.

Fonte: media.booksblog.it

Nel mese di luglio apparve sul davanzale della finestra dello Scottish Storytelling Centre un drago che emergeva da un uovo azzurro, appoggiato su un nido di parole, tratte dal romanzo di Rankin intitolato “Cerchi e croci”. Sul biglietto si leggeva:“ C’era una volta un libro e il libro era un nido e nel nido c’era un uovo e nell’uovo c’era un drago e nel drago c’era una storia”.

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A questo punto la gente iniziò veramente a interrogarsi sull’identità dello Scultore Misterioso, che in agosto, durante l’Edinburgh International Book Festival, donò due sculture: una raffigurante un dolcetto e una tazza da tè e l’altra un bambino accovacciato in una foresta ritagliata dalle pagine di “Confessioni di un peccatore impeccabile” di James Hogg. Entrambe accompagnate da biglietti . La prima recitava: “Non c’è niente di meglio di una tazza di tè e un buon libro – eccetto forse l’aggiunta di una torta”. L’altra: “Nessun fanciullo ha facoltà di decidere da quali circostanze sarà circondato” (Robert Owen).

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Una nuova opera recitava: “Quando entro, voglio che sia luminoso, voglio trovare tutto quel che c’è in piena vista.” Era la frase di Edwin Morgan intagliata nella copertina di un vecchio volume su cui puntava una lente d’ingrandimento. Questo fu il dono per la Central Lending Library, alla fine di agosto. Il biglietto recitava: “Libraries are EXPENSIVE EXPANSIVE”, un chiaro riferimento ai tagli imposti alla cultura dal premier Cameron.

Durante il mese di settembre il quotidiano locale Evening News annunciò di aver scoperto l’identità dell’artista dopo che un bibliotecario riconobbe nello stile delle misteriose sculture quello di un’opera da lui stesso acquistata mesi fa in una galleria cittadina. Dopo il tanto vociferare sull’identità dell’artigiano e sulla pubblicità che questa persona andava cercando, l’artista si fece avanti. Alla Scottish Poetry Library donò delle sculture che raffiguravano una cuffietta di piume e un paio di guanti striati, come il dorso di un’ape, riportando la mente ad una poesia di Norman MacCaig. Insieme alla scultura c’era un messaggio in cui l’artista si rivelava essere in realtà una Scultrice Misteriosa, e definì i suoi omaggi dei deliziosi e poetici doni, come un “minuscolo gesto” a sostegno dei posti speciali e delle cose impossibili. Nei giorni successivi, fu trovata un’opera raffigurante un dinosauro al National Museum of Scotland, e in seguito una scultura di una strada sinistra nella stanza dedicata a Stevenson, nel Writer’s Museum.

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Dopo le dieci sculture, narrate in precedenza, alla fine di novembre arrivò un pacco misterioso all’Edinburgh Bookshop per Ian Rankin, lo scrittore che ispirò la scultrice. Il libro-scultura che fu recapitato era dedicato a “The Impossible Dead”, l’ultimo romanzo di Rankin, contenente un’etichetta con sopra scritto: “Qualcosa dentro di noi non muore mai…” (R. Burns, 1790) A sostegno di coloro che trasformano le idee in parole, le parole in libri e, naturalmente, i libri in biblioteche.

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A un anno e mezzo di distanza, più precisamente nell’agosto del 2012, l’anonima creatrice riapparve. Furono trovare in giro cinquanta rose di carta con scritto :“Libertà, libri, fiori – e la luna” (Oscar Wilde).

Nel corso della settimana del libro, per tutta la Scozia partì una vera e propria caccia al tesoro contenente per ogni giorno una scultura, con tanto d’indovinelli. Per i vincitori e risolutori d’indovinelli la Scultrice aveva preparato cinque piccole sculture, raffiguranti tazze da tè di carta.

Lanark, di Alisdair Gray / Fonte: i.guim.co.uk

Tam O’Shanter, di Robert Burns / Fonte: senzaerroridistumpa.myblog.it

Whisky Galore, di Compton Mackenzie / Fonte: i.guim.co.uk

Peter Pan, di J.M. Barrie / Fonte: i.guim.co.uk

Treasure Island, di R.L. Stevenson / Fonte: senzaerroridistumpa.myblog.it

In seguito fece recapitare per posta un pacco alla Scottish Poetry Library, dove tutto era cominciato quasi due anni prima. La scultura era ispirata alla raccolta “A Child’s Garden of Verses” di R.L. Stevenson, scritta per ragazzi. L’etichetta recitava :”Per amore dei libri. Ogni fine segna un nuovo inizio.”.

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Tra maggio e luglio riapparve con una nuova serie di tre sculture intitolata “Preparing To Fly”. Rappresentava lo sviluppo, per appunto, il “prepararsi a volare”: dalle uova, al nido, all’uccello ormai grande spicca il volo da solo. In totale furono trovati trenta uccelli in gabbia con un biglietto che diceva: “Liberami. Scegli tu dove”. La morale di questa splendida storia che la Scultrice Misteriosa ha voluto raccontare è che le biblioteche, i libri, la conoscenza e la lettura sono e saranno per sempre sinonimi di libertà assoluta. L’artista non cercava la fama, voleva solo rendere omaggio a poeti e scrittori che la fecero sognare, provando ancora di più l’amore per i libri, per le parole, per le idee, per i posti speciali e per le cose impossibili. Dando un insegnamento di quanto sia meravigliosa l’arte del racconto, coinvolgendo gli individui in prima persona.

 

di Ilaria Urbinelli

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