Il Book Pride – Fiera Nazionale dell’Editoria Indipendente 2019 apre il suo secondo giorno con una Fabbrica del Vapore baciata dal sole e da un caldo particolarmente affettuoso per essere nel mese di marzo. Tra gli stand delle case editrici indipendenti, angoli pieni di cactus molto instagrammabili, e una folla di tote bag con diversi messaggi stampati sopra, si aggirano visitatori, amanti di libri e curiosi di tutte le età, alla ricerca di un nuovo titolo, una conoscenza, un incontro interessante.

Le stanze di questo meraviglioso spazio industriale milanese risuonano di idee, spunti letterari, analisi e pensieri che si accavallano e toccano sensazioni e latitudini diverse, in un corridoio di fantasie umane destrutturate e ricomposte in modo soggettivo. Ogni desiderio è il tema, raccontarlo in tutti i suoi angoli più nascosti , indipendenti, plurali e aperti, è l’obiettivo. Si dice l’indicibile, si accetta l’inaccettabile: ogni desiderio è ammesso, nessuno escluso, che abbia il fine di costruire o di distruggere, non importa, perché comunque nel verbo stesso “desiderare” c’è movimento, azione, proiezione verso un tempo nuovo. Letteralmente, dunque, “distogliamo lo sguardo dalle stelle” per colmare un vuoto altrove, con qualcosa di cui siamo mancanti, e così ci mettiamo in attesa. Un libro può tenerci compagnia, consigliarci silenziosamente e darci una lezione su come vivere l’attesa e, perché no, godercela.

Il programma è molto ricco e si attraversano numerose sfumature della letteratura mondiale, per toccare culture opposte come quella mediorientale e quella cinese, fino alle più disparate riflessioni sul mondo editoriale, dalla produzione, alla distribuzione e comunicazione sui social network, e poi politica, attualità, sentimenti contrastanti, sessualità e tutte le infinite possibilità che sono a disposizione dell’essere umano. Dal 14 al 17 marzo la Fabbrica ospita lezioni, presentazioni, interviste di grande interesse a cui poter accedere senza nemmeno pagare un biglietto, ma solo scegliendo aula e orario, tematica e relatore.

La Fabbrica del Vapore, Milano. Fonte: bookpride.net

Alle ore 14 di sabato 16 ci si imbatte in tutta la contraddizione di Jane Eyre di Charlotte Bronte racchiusa nelle parole di Violetta Bellocchio, che non ci vuole davvero parlare di Jane, ma di quella femminilità negata, nascosta, rinchiusa, espulsa, quella di Bertha Mason, uno spettro ridotto al nulla, a cui è stata affibbiata la lettera scarlatta della follia. Si racconta un’altra storia, dal punto di vista della donna chiusa in soffitta, idea su cui si basa Il grande mare dei Sargassi di Jean Rhys che riprende le pagine di Charlotte Bronte ma da un punto di vista differente, togliendo la parola ai protagonisti per darla all’esclusa. Più che di esistenza del desiderio, l’incontro con Violetta Bellocchio ci pone davanti alla terribile mancanza di esso, che porta alla depressione, all’indolenza più accesa, all’incubo di un nuovo giorno da vivere nella più totale apatia dei sensi.

Stand degli editori. Fonte: bookpride.net

Dalla sala Samuel Beckett alla sala Robinson per abbracciare tutti i desideri possibili della poetica del grande Fabrizio De André con Dori Ghezzi e Franco Mussida, che ci portano nell’intimità creativa di uno dei geni assoluti della canzone italiana. Attraverso le chiacchiere dei due amici di lunga data, assaporiamo le storie intorno agli arrangiamenti di capolavori come Marinella, conosciamo la grande generosità dell’uomo, prima dell’artista, il suo rapporto con il pubblico, con i desideri più sensuali e più eterei. Il pubblico ascolta, sorride, si commuove, tra i ricordi di chi ha vissuto Faber e stralci di melodie che verrebbe la voglia di cantare, sciogliendosi in un lungo applauso quando l’appuntamento si chiude, uno dei più belli di un Book Pride colmo e intenso. Dalla poesia in musica a quella contemporanea italiana con l’antologia curata da Giulia Martini, un dovuto tributo allo “stato di salute” della letteratura in versi, dagli anni ’80 ad oggi, che viene presentata e commentata con Maria Borio, Damiana De Gennaro, Damiano Sinfonico e Francesco Vasarri.

La folla di visitatori agli stand degli editori indipendenti. Fonte: Zero.eu

Sono le 18, i puff si svuotano, il pubblico cambia e sul divano rosso si siede un emozionatissimo Francesco Pacifico che afferma: “Sono cresciuto nel delirio di onnipotenza: il mio personaggio era Julien Sorel, che aveva a modello Napoleone. Conquistare, distruggere, riformare. Da grande ho scoperto Clarissa Dalloway, e con lei il desiderio per il presente. L’occhio con cui Virginia Woolf rende Clarissa, cala Clarissa in un’epica giornata di commissioni, mi ha fatto scoprire un presente di desideri, relazioni, ricordi, aneliti: mi ha battezzato a una nuova vita.”. Pacifico restituisce all’uditorio una personale interpretazione del mondo di Clarissa Dalloway, una donna che incarna il desiderio nella sua dimensione presente, così come assolutamente presenti e contemporanei sono i pensieri umani e le frasi della narrativa di Virginia Woolf, fiori a cui vengono tagliati i gambi e lasciati galleggiare liberamente in un ampio vaso d’acqua.

Gli stand degli editori dall’alto. Fonte: bookpride.net

Jane Austen e Bertha Mason, Fabrizio De André, Clarissa ma anche Primo Levi e il desiderio di umanità in mezzo a tanto orrore, Frankestein e il bisogno di accettazione oltre il caos, i personaggi fantastici delle fiabe dei fratelli Grimm con le loro speranze, e molti altri ancora hanno ritrovato il loro spazio nella Fabbrica del Vapore di Milano, tra libri freschi di stampa, casi editoriali, autori e studenti con in tasca pochi euro e molti titoli da voler portare a casa. Impossibile seguire tutte le lezioni proposte, splendido è avere l’imbarazzo della scelta, rinchiudendosi in una parentesi culturale che ci fa onore. C’è una fetta di Italia che apprezza il tempo speso nella lettura, che si incontra per ascoltare, che si ritrova con la curiosità di raccogliere opinioni, che crede ancora nella “voce del verbo desiderare” e vuole ricordarlo a se stesso, tra un cielo azzurro, un caffè preso in fretta e un nuovo volume in tasca.

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