di Redazione

 

Fonte: pxhere.com

La letteratura è piena di personaggi che hanno ispirato pagine e pagine dei più grandi scrittori della storia.

Se tutti o quasi abbiamo sentito parlare di Jack Kerouac e del suo celeberrimo On the Road, non tutti invece conoscono l’uomo che fu probabilmente il vero protagonista del romanzo e che ha poi influenzato, con la sua prorompente personalità, la scrittura e l’identità della cosiddetta Beat Generation: Neal Cassady.

Copyright: @Ibudiedpaul su Flickr

Jack ripeteva che Neal non era per lui solo un grande amico bensì una sorta di fratello maggiore e ancor più rappresentava una figura complementare alla sua esistenza.
Ed infatti On the Road (Sulla Strada), è incentrato sulla figura di Cassady che qui diventa allo stesso tempo mitica ed epica, immersa in tutto ciò che i due vissero in quei viaggi folli e affascinanti per le strade dell’America degli anni ’40, tra donne perdute e trovate, droghe d’ogni tipo, auto rubate e ovviamente alcool.

Neal era tutto questo e molto altro. La sua stessa vita è interpretabile alla stregua dei grandi belli e dannati del cinema e della musica. Una vita vissuta al massimo e senza freni.Come una sorta di segno premonitore, Neal nacque nel corso di uno dei viaggi dei suoi genitori e quando la madre morì visse con il padre a Denver, meta di diversi viaggi con Kerouac e compagni. Con loro profetizzò un nuovo modo di viaggiare, dedito al puro piacere dell’andare e alla costante scoperta del mondo e di se stessi.

Cassady era un uomo di passioni e tra queste c’erano anche la letteratura e la musica.Insieme a Kerouac e ai suoi amici leggeva i classici e andava ad ascoltare il bebop Jazz nei locali di New York, San Francisco, New Orleans. L’infarinatura letteraria di Kerouac, fino a quel momento, era stata data dai grandi classici come Proust, Jack London e Dostoevskij, con il quale poi avrebbe condiviso il fatto di aver prodotto un romanzo in pochissimo tempo, circa tre settimane, quasi le stesse che il romanziere russo aveva impiegato per il suo romanzo più veloce, Il Giocatore.

Neal Cassady e Jack Kerouac (Fonte: Wikimedia)

Più volte Neal chiedeva a Jack di insegnargli a scrivere, perché voleva diventare uno scrittore. Ma la storia è spesso bizzarra. E alla fine, infatti, fu forse più Kerouac ad apprendere da Cassady che non il contrario.

Cassady infatti scriveva lunghe lettere sia a Kerouac che ad Allen Ginsberg (l’altro grande personaggio della Beat Generation con il quale intrecciò una più o meno velata relazione omosessuale) in cui raccontava la sua vita e le sue vicissitudini e dove la caratteristica principale, da un punto di vista letterario, era la spontaneità.
Questa sua prosa al contempo rapida ed incisiva, folle ed intensa, colpì fortemente Kerouac, il quale da allora iniziò ad abbandonare qualsiasi costrizione teorica e ogni tipo di scrittura “accademica” per lasciarsi andare totalmente alla nuova scrittura spontanea, alla nuova idea di letteratura, caratterizzata dalla libera e fluida associazione dei pensieri durante l’atto dello scrivere.

Libertà, spontaneità, emancipazione, anticonformismo. Erano queste le parole chiave del nuovo stile kerouachiano che stava nascendo sulla base di quelle corrispondenze epistolari con Cassady e che di lì a poco avrebbe portato alla composizione di On the Road.

Jack Kerouac. Ph. Devin Smith

Lo stesso Kerouac testimoniava l’importanza dell’influenza di Cassady su questa sua rinascita letteraria in un’intervista del ’68 in cui sosteneva di aver avuto l’idea di uno stile spontaneo per On the road proprio dalle lettere che Neal gli scriveva, tutte in prima persona, veloci, pazze, piene di confessioni… In pratica riferì di avere avuto una specie di flash dal suo stile.

Oltre a queste famose lettere, di Cassady ci rimane il romanzo The First Third (tradotto in Italia prima col titolo Il Vagabondo e dopo con I Vagabondi), dove scriveva la sua autobiografia in quello che era stato il primo terzo della sua vorticosa ed errabonda vita. Tuttavia Cassady morì poco dopo, a quarantadue anni, lungo le rotaie di una ferrovia, alimentando ancor più il suo mito nelle generazioni successive e ispirando film, libri e canzoni fino ai giorni nostri.

L’arte è buona quando muove dalla necessità; questo tipo di origine ne garantisce il valore, e nient’altro.

(Neal Cassady)

© riproduzione riservata