Il romanzo giovanile Le notti bianche, assieme a Delitto e Castigo, è una delle opere più lette dello scrittore russo. Ambientato a San Pietroburgo, il “romanzo delle quattro notti”, narra di un sognatore, un giovane scrittore solo e senza amici, alienato e distaccato dalla società in cui vive, incapace di aprirsi all’altro e di provare emozioni vere. Si tratta quasi di un fantasma che vaga per la città, osservando attentamente la vita degli sconosciuti che lo circondano.

Le Notti Bianche, pubblicato per la prima volta nel 1848, segue un’architettura quasi teatrale: due soli personaggi, una panchina. Luchino Visconti nel 1957 ne ricaverà un film, Leone d’argento al Festival di Venezia. 

Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che possono esistere solo quando siamo giovani, caro lettore. Il cielo era così pieno di stelle, così luminoso, che a guardarlo veniva da chiedersi: è mai possibile che vi sia sotto questo cielo gente collerica e capricciosa? Anche questa domanda è da giovani, caro lettore, proprio da giovani, ma che Dio la faccia sorgere più spesso nell’anima tua! 

Queste le memorie del sognatore che si risveglierà dai suoi onirici pensieri grazie all’incontro con Nasten’ka: a lei rivelerà il suo mondo ricco di fantasticherie e scoprirà che la diciassettenne è in attesa del suo perduto amore. 

Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo e cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. Non ci credi? Io sono sicuro. E presto, anche domani.

La San Pietroburgo protagonista del romanzo giovanile si distingue nettamente rispetto agli altri romanzi dello scrittore russo: città deserta, dai connotati magici, custodisce il fenomeno delle notti bianche, chiamato anche sole di mezzanotte, che permette al sole, grazie all’inclinazione dell’asse terrestre, di tramontare dopo le 22.

Vale la pena visitare la città che non dorme nel periodo da maggio a luglio. Il fenomeno vive la propria apoteosi nel solstizio d’estate. La città in questo periodo si dipinge di colori che spaziano dal blu al giallo: incredibili giochi di luce che incantano turisti e cittadini, i quali ammirano questo spettacolo ogni anno unico che non si verifica in nessun altro luogo della Russia.

Il romanzo di Dostoevskij ha catturato quanto di più magico e romantico vi sia in tale suggestione: le passeggiate lungo i canali in cui natura e architettura si specchiano regalano sensazioni indescrivibili che il grande scrittore capta e riporta magnificamente. Egli resterà sempre legato alla città in cui visse dal 1837, tanto da definirla come la città più astratta di tutto il globo.

Anche il suo più grande successo è legato a San Pietroburgo: in Delitto e Castigo, il protagonista Raskol’nikov, dopo aver commesso un importante omicidio, ci accompagna nel suo viaggio emotivo e psicologico. Lo scrittore, sempre attento alla descrizione minuziosa, ci restituisce una maniacale cartografia della città, come se, anticipatore dei moderni Palahniuk e Tarantino, volesse creare connessioni tra la storia del protagonista e quella della capitale imperiale.

Tra le taverne e gli anfratti, i luoghi bui e loschi, le carrozze che percorrono Prospettiva Nevskij e il brusio della vita notturna, vi è un luogo interamente dedicato allo scrittore e al suo periodo, con ricostruzioni fedeli che restituiscono al turista l’aria che si respirava due secoli fa. La città del romanzo non è solitaria e silenziosa come quella de Le notti bianche bensì è animata da fantasmi e ombre spaventose. 

Tra natura, architettura e misticità, San Pietroburgo è la più poetica delle città russe: andare alla sua scoperta è semplice, grazie alle descrizioni di uno dei maggiori romanzieri del Paese e visitarla arricchisce l’anima: basta afferrare i suoi romanzi sotto il braccio e trovare, lungo i canali, la propria panchina.

Edizione Einaudi Tascabili, euro 12.

In copertina: Prospettiva Nevskij, San Pietroburgo. Fonte: www.rbth.com
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