L’idea che il cielo sia un qualcosa di immutabile è sempre appartenuta alle culture mondiali; per questo gli eventi astronomici che sconvolgevano questo ordine apparentemente fisso sono stati continuamente associati ad auspici negativi, che simbolizzavano una mancanza, un tradimento, o peggio ancora.

Le eclissi rientrano pienamente all’interno di questa linea di pensiero:  numerose e creative esegesi hanno cercato di spiegarne l’origine prima e dopo la spiegazione scientifica. Nella maggior parte delle culture queste venivano viste come la sottrazione dell’astro dal cielo, che veniva ingollato da mostri o divinità maligne, oppure attirato più vicino alla terra a scopi malefici.

L’eclisse lunare del 27 Luglio è stata la più lunga dell’intero secolo

La letteratura non è stata esente dalle medesime influenze, e all’interno di grandi opere che vanno dalla Bibbia al contemporaneo troviamo rimandi interessanti da considerare alla luce della recente eclisse totale di luna.
La Bibbia è forse uno dei primi libri in cui riscontrare l’importanza dell’eclisse come testimonianza di uno stravolgimento inconsulto dell’equilibrio terrestre.  Tre Vangeli narrano dell’oscurarsi del cielo nel momento della morte di Gesù, e Dante stesso volle ricollegarsi al resoconto biblico all’interno del suo Paradiso.

« Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. »  Marco, 15;33

Anche Omero ha voluto testimoniare della straordinarietà dell’evento collegandovi una simbologia precisa, quella della vendetta: nella sua Odissea un’eclisse oscura il cielo prima che Ulisse entri all’interno degli alloggi dei Proci, di cui farà poi strage.

Nella letteratura romana l’esempio di Tacito mostra come il significato dell’evento potesse essere, comunque, interpretabile: i soldati che assistono alla sparizione della luna leggono il suo ritorno nel cielo come auspicio per il superamento delle proprie difficoltà.

Durante il Medioevo si conservano le scaramanzie legate all’evento, che, in verità, aveva già ricevuto una prima spiegazione scientifica molti secoli prima; spiegazione che però faticava a penetrare la coriacea tradizione istintiva della popolazione: alla sparizione degli astri i popolani si mettono allora a battere pentole e padelle, oppure strepitano per sciogliere il maleficio che suppongono renda la luna prigioniera (in origine il rumore era collegato alla necessità di far fuggire le “belve” che inghiottivano e catturavano le divinità solari o lunari). In questi anni la fascinazione per le eclissi non manca di insinuarsi nella letteratura: Guittone d’Arezzo e Boccaccio sono solo due degli esempi più chiari, ma non gli unici. Dal canto suo, Shakespeare deve avere indubbiamente assistito a plurime eclissi nel corso del XVII secolo, e non ha mancato di inserirne citazione nelle sue opere teatrali.

 

“Is’t night’s predominance, or the day’s shame,

That darkness does the face of earth entomb, 10

When living light should kiss it?”

Macbeth, Atto II Scena 4

 

Ma arriviamo a qualche opera più vicina ai nostri giorni. Isaac Asimov, il re della fantascienza, introduce nel suo Nightfall l’idea che un mondo da sempre illuminato dalla luce dei suoi sei soli possa impazzire per l’inatteso ed unico evento di un eclisse totale, che dunque porta per la prima volta la notte sul pianeta.
Anche Stephen King ha deciso di riprendere la fenomenologia di luce e ombra in senso negativo, anche se in questo caso attraverso un sottile gioco che rende la sparizione del sole pretesto per assassinii e campanello di Pavlov per ricordi traumatici.

Che siano di sole o lunari, le eclissi ci lasciano regolarmente col naso all’insù.

In sostanza, la letteratura tutta sembra condividere un impianto negativo nei confronti delle eclissi come fenomeni astronomici incomprensibili. Verrebbe da domandarsi, tuttavia, perché la stessa opinione non venga riservata alle stelle cadenti, che invece sono silenti custodi dei nostri desideri; la risposta è semplice: se dapprima anche questi eventi e i passaggi delle comete venivano accomunati da un senso di stravolgimento e sventura incidente, la religione cristiana ha introdotto una connotazione positiva associando le comete alla venuta di Gesù, e le stelle cadenti ad un ultimo volere di San Lorenzo che desiderò durante il martirio che ad ogni meteora bruciante potesse essere esaudito un desiderio.

Verrà il momento, dunque, in cui anche l’eclisse sarà sintomo di gioia? Può darsi, soprattutto considerato che il sentimento popolare negativo si è nettamente affievolito. La prossima eclisse lunare è il 21 Gennaio 2019; c’è tempo per trovare un nuovo significato da associare ad un evento tanto affascinante.

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