Ad un mese esatto dal grave malore che lo aveva colpito a seguito di un arresto cardiocircolatorio, Andrea Camilleri si è spento questa mattina a Roma.

Nato a Porto Empedocle nel 1925, il grande scrittore avrebbe compiuto 94 anni il prossimo 6 settembre: la sua lunga esistenza ha attraversato buona parte del Novecento e la sua prosa è già da tempo annoverata tra le più significative della letteratura italiana contemporanea.

Camilleri è stato anzitutto uomo di teatro: fu il primo a mettere in scena Samuel Beckett in Italia, con Finale di partita nel 1958; negli stessi anni insegnò regia al Centro Sperimentale di Cinematografia e successivamente, dal 1977 al 1997,  all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”.

E al teatro Camilleri è tornato proprio negli anni più recenti: dopo aver scritto e interpretato un eccezionale e attualizzato Tiresia al Teatro Greco di Siracusa nel giugno 2018 (lo spettacolo andrà in onda questa sera alle 21.15 su Rai1 in prima visione assoluta) , si apprestava a mettere in scena la sua Autodifesa di Caino che avrebbe dovuto debuttare alle Terme di Caracalla di Roma qualche giorno fa.

Andrea Camilleri in “Conversazione su Tiresia” al Teatro Greco di Siracusa, giugno 2018. Fonte:www.vigata.com

La produzione narrativa è arrivata relativamente tardi, più precisamente nel 1978 con la pubblicazione del suo romanzo d’esordio, Il corso delle cose, scritto molti anni prima. Da quel momento in poi, la vena scrittoria dell’autore siciliano è esplosa con un successo editoriale dietro l’altro: Un filo di fumo, La stagione della caccia, La bolla di componenda fino al fatidico La forma dell’acqua, il primo romanzo in cui appare il commissario Salvo Montalbano.

Edizioni Sellerio, euro 8.

Il plauso è stato ed è totale: tradotto in 120 lingue, il filone del commissario di Vigàta ha conquistato i lettori di tutto il mondo ed è diventato una altrettanto celebre serie tv che incolla ancora oggi milioni di spettatori. E adesso che il suo geniale autore non c’è più, l’epilogo della lunga avventura di Montalbano potrà essere dato alle stampe.

Lo scrittore ha dato precise istruzioni all’editore Sellerio affinché l’episodio conclusivo del suo straordinario personaggio venga pubblicato post mortem; al pubblico ha lasciato solo un’intrigante anticipazione e cioè che l’ultimo episodio della saga del commissario sarà un metaromanzo in cui Montalbano dialogherà proprio con il suo creatore e con l’altro sé stesso, quello del piccolo schermo.

Luca Zingaretti e alcuni membri del cast de “Il commissario Montalbano”, serie tv prodotta e trasmessa dalla RAI. Fonte: www.rai.it

L’abilità superlativa di Camilleri sta nei plot, certo ma soprattutto nelle parole, nella forma: la sua è una lingua che restituisce una realtà molteplice e sfaccettata eppure vicina, familiare, la sua penna delinea personaggi vividi e concreti grazie al sapiente mescolamento tra forma scritta e oralità; i suoi luoghi, infine, si costruiscono tridimensionali nella mente del lettore in virtù di quella dote speciale che lo scrittore ha nutrito e consolidato grazie alle esperienze del teatro e del cinema.  

Oltre cento le opere firmate dal grande maestro: tra tutte, ce n’è una in particolare, meno conosciuta forse, ma che reca un messaggio importante e costituisce, in qualche modo, un’originale sintesi della lunga carriera letteraria di Camilleri. 

Si tratta di un libro per bambini che reca già nel titolo il senso profondo dell’arte di scrivere storie: Magarìa, ovvero “magia”, pubblicato per la prima volta nel 2013 da Mondadori.

Edizione illustrata, euro 6,90.

Lullina è una picciriddra di quasi 6 anni che adora passeggiare con il nonno e ascoltare le sue storie; una notte la bambina fa uno strano sogno, un nano misterioso le sussurra una formula magica che ha il potere di far sparire le persone. Il giorno seguente, la bambina è pensierosa e il nonno se ne accorge; davanti alla bizzarra confessione, il vecchio è incredulo, quasi la prende in giro e allora Lullina pronuncia l’incantesimo: Fi ri ri ri, borerò, parupazio, stonibò, qua non sto e, in effetti, scompare. Il vecchio, disperato, la cerca dappertutto, combinando un mare di pasticci: in conclusione, Camilleri offre tre diversi finali ai piccoli lettori, invitando ognuno a scegliersi quello che più gli aggrada.

Lo scrittore celebra così la curiosità, il potere creativo e la sapienza dei bambini, lanciando un monito agli adulti: guai a non credere a ciò che affermano i più giovani. Per quanto visionari e fantasiosi possano apparire i loro sogni, conviene sempre dar loro retta e lasciarsi andare con illimitata fiducia alla magarìa di cui sono capaci.

In copertina: un ritratto fotografico di Andrea Camilleri, ph. Ernesto Ruscio, Getty Images. Fonte: www.blogsicilia.it
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