Ammettiamolo: quanto è antipatica l’espressione “libri da spiaggia”? Quasi che in estate fossimo tutti sciaguratamente condannati a letture banali, veloci e superficiali. Eh sì, perché in vacanza bisogna rilassarsi e spegnere del tutto il cervello. D’altronde, quello che leggere sia un’attività pesante, imposta dall’alto, faticosa – e che quindi d’estate, se proprio si ha voglia di farlo, bisogna almeno “limitare i danni” – è uno dei grandi malintesi che circolano da sempre intorno all’immagine percepita della lettura. I libri “seri”, in questa ottica, vanno relegati allora all’autunno e all’inverno, inframmezzati alle incombenze pratiche, ai compiti, alle responsabilità. Peccato che poi, subissati dagli impegni, i libri “difficili” non li si riesca a leggere comunque. O almeno questa è la scusa che si sente ripetere più spesso.

Chiedersi da dove nasca questa falsa credenza della “pesantezza della lettura” richiederebbe riflessioni lunghe e articolate. Quello che qui vogliamo ribadire è il nostro dissenso verso tale banalizzazione, rivendicando il carattere avvincente, entusiasmante e anche rilassante della lettura. Durante l’estate si possono leggere libri di tutti i tipi, anche complessi, anche destabilizzanti, senza alcuna paura di uscire dalla logica del “libro da spiaggia”.

Dedicarsi a una lettura impegnativa di certo non vi rovinerà la vacanza, anzi. D’estate avrete finalmente il tempo per leggere quel grande classico che non avete mai cominciato, oppure il romanzo di cui avete sentito parlar bene da un amico di cui vi fidate – sì, proprio quello che avete persino comprato, ma che poi è rimasto per mesi a poltrire sul comodino. O magari capiterà che vi imbatterete in un libro inatteso, scovato casualmente in qualche bancarella dell’usato o abbandonato nella biblioteca della casa che avete affittato.

Ragazza che legge

Fonte immagine: Pixabay.

L’importante, se avete voglia di leggere – perché poi mica leggere è obbligatorio, eh, il discorso non è certo questo – è non negarsi niente, uscendo dalla trappola del “libro da ombrellone” per forza. Un buon libro, lo ripetiamo, non vi rovinerà la vacanza, e magari le darà perfino una svolta, tanto che nei vostri ricordi non riuscirete più a staccare una cosa dall’altra.

Per passare un’estate alternativa dal punto di vista letterario, eccovi dunque qualche consiglio di lettura. Troverete libri semplici o difficili, classici oppure uscite recenti, storie avvincenti e più riflessive. Insomma, un po’ di tutto.

Caldo infernale, atmosfere inquietanti

Bene, cominciamo allora dal grande protagonista – ahimè – delle ultime estati: il caldo. L’estate che sciolse ogni cosa, di Tiffany McDaniel (Edizioni Atlantide), è ambientato infatti nel 1984, durante un’estate a dir poco torrida, ed è una storia onirica, inquietante, in cui è proprio il caldo infernale a rendere l’atmosfera straniante e particolarmente irreale. La vicenda è quella del diavolo che si presenta in una piccola città degli Stati Uniti sotto forma di un ragazzino di colore, che di cattivo non sembra avere proprio niente. Non vi anticipo altro, se non che farete fatica a staccarvi dalle pagine, e che leggendo sentirete spesso un familiare brivido di inquietudine formicolarvi sulla schiena.

Ma d’altronde, abbandonarsi a un romanzo pauroso è una soddisfazione impagabile d’estate, magari al tramonto, magari mentre si alza un venticello freddo e stranamente minaccioso. Un grande classico del terrore che non posso che consigliarvi – anch’esso oltretutto ambientato in estate –, è It di Stephen King (Sperling & Kupfer). Di sicuro avrete visto i film, ma fidatevi, il libro è un’esperienza unica nel suo genere, una sorta di carrellata attraverso le tante rappresentazioni umane della paura, oltre che un ritratto efficace dell’America profonda di cui da un po’ di tempo ci si ritrova spesso a discutere.

Se invece siete dei tipi cervellotici, è stato da qualche mese ripubblicato in Italia Casa di foglie, il cult di Mark Z. Danielewski (66thand2nd), un libro a dir poco sperimentale, pirotecnico come non ne avete mai visti e soprattutto terribilmente pauroso, mentre, sempre tra le uscite più recenti, vi consiglio L’incanto del pesce luna, di Ade Zeno (Bollati Boringhieri), tra i finalisti del Premio Campiello 2020, che non è un horror ma piuttosto un romanzo fantastico dai toni cupi, una storia macabra e suggestiva e una potente riflessione sulla morte, con alla base una domanda: a cosa si è disposti a rinunciare per aiutare qualcuno che si ama?

Storie d’amore: classici contemporanei

È anche vero che non tutti apprezzano le letture inquietanti. E se volessimo leggere una bella storia d’amore? – vi starete chiedendo. Persone normali di Sally Rooney (Einaudi), uno dei casi editoriali dell’ultimo anno – oltretutto è appena arrivata in Italia la serie tv tratta dal romanzo – racconta, tra le cose, la difficoltà delle relazioni sentimentali tra millennials. Se siete giovani finirete di sicuro per identificarvi. Oppure potreste virare su Norwegian Wood, di Murakami Haruki (Einaudi), ormai praticamente un classico, una vicenda sull’amore e la perdita tra le più incisive, e malinconiche, tra quelle raccontate da un autore contemporaneo. Un grande capolavoro italiano che affronta il tema amoroso in maniera strepitosa – e che non invecchia mai – è invece Il giardino dei Finzi-Contini, di Giorgio Bassani (Feltrinelli), che non ha certo bisogno di presentazioni.

Raccolte di racconti

Se però il concetto di amore – e di famiglia – lo volete decostruire, affidandovi a una lettura più cinica e distruttiva, vi consiglio Microfictions, di Régis Jauffret (Edizioni Clichy), una racconta di ben 500 racconti di due pagine, che sono spesso dei geniali lampi sugli aspetti più ombrosi e disturbanti della vita borghese dei nostri giorni. Anche la brevità, d’altronde, è una buona idea, d’estate, perfetta se assaporata negli spizzichi di tempo tra un bagno in mare e l’altro. Per esempio, è uscito da poco Tutti i nostri corpi. Storie superbrevi, di Georgi Gospodinov (Voland), anch’esso una raccolta di racconti, riflessioni e aforismi di poche righe, dotati di un’ironia che apre squarci che solo l’immediatezza è capace di far intravedere.

Ma forse, rimanendo sempre sui racconti, ne desiderate di più tradizionali, di già canonizzati. Ecco allora qualche nome di grandi maestri del racconto breve: Raymond Carver, Alice Munro, Julio Cortázar. Qualunque loro raccolta va benissimo, andate sempre sul sicuro. Oltretutto, è da poco in librerie L’uovo di Barbablù (Racconti Edizioni), raccolta di racconti di una delle grandissime della letteratura contemporanea, Margaret Atwood, l’autrice, per capirci, de Il racconto dell’ancella.

Che dite? Sono tutti scrittori stranieri? Beh, se siete dell’ambiente avrete spesso sentito citare l’antipatico pregiudizio secondo il quale in Italia i racconti non si leggono. Eppure, gli scrittori italiani hanno sempre avuto un enorme talento nello scriverli. Eccovi tre consigli di classici italiani del racconto novecentesco, in cui potete immergervi durante le vacanze: Racconti romani di Alberto Moravia (Bompiani), Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese (Adelphi), A caso di Tommaso Landolfi (Adelphi).

Non è estate senza gialli

Parliamo però un po’ di gialli – eh sì, l’estate resterà sempre e comunque la stagione dei gialli –, e cominciamo da una banalità: Agatha Christie. Se non avete ancora letto i suoi capolavori, per esempio Dieci piccoli indiani, Assassinio sull’Orient Express, L’assassinio di Roger Ackroyd (Mondadori), be’ fatelo! Difficilmente troverete di meglio. Se invece siete già esperti e volete buttarvi su qualcosa di più particolare, quest’estate potrebbe essere il momento giusto per dedicarsi alla lettura di qualche giallo anomalo, di quelli che giocano a sovvertire le regole del genere. Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, l’anti-giallo di Carlo Emilio Gadda (Adelphi), è per esempio un libro sì molto difficile, ma è anche una lettura unica e impagabile.

La settima funzione del linguaggio, di Laurent Binet (La nave di Teseo), tratta invece di una fittizia indagine sulla morte del grande critico letterario Roland Barthes, e tra i personaggi del romanzo ci sono molti dei protagonisti di quella memorabile stagione culturale. Consigliatissimo per studenti di Lettere o Filosofia, come anche l’esordio di Gennaro Serio, Notturno di Gibilterra (L’orma Editore), vincitore del Premio Calvino 2019, un meta-giallo che scombussola le leggi della detective story e che al contempo dichiara il suo amore nei confronti della tradizione giallistica. Al suo interno si trova anche il racconto di uno spassoso e surreale campionato mondiale per decretare chi è il migliore tra i più grandi investigatori della storia della letteratura.

Estate è mare ma anche montagna: libri ad hoc

È importante, nello scegliere un libro, considerare anche l’ambiente circostante. Se siete al mare e volete leggere qualcosa che ne parli vi consiglio certamente Il libro del mare di Morten A. Strøksnes (Iperborea), la storia di due amici che vanno alla ricerca di un leggendario squalo nel nord della Norvegia intrecciata a un’appassionante disamina del mare da un punto di vista biologico, storico, poetico. Se invece siete più dei tipi da montagna eccovi una gustosa chicca: I fuorilegge della montagna (Mondadori), la bellissima antologia di articoli – più qualche racconto –, con argomento appunto la montagna, redatti nel corso della sua vita da Dino Buzzati, che è stato un alpinista e un attento narratore di cime impervie ed epiche scalate.

Non-fiction, politica, società

Rimanendo sulla non-fiction, se vi interessa leggere qualcosa sul cambiamento climatico potreste optare per Possiamo salvare il mondo, prima di cena, di Jonathan Safran Foer (Guanda) – oppure, se sull’argomento preferite un romanzo, vi consiglio Trilogia dell’Area X, di Jeff VanderMeer (Einaudi). Due bellissimi saggi che trattano di futuro e tecnologia sono poi Homo Deus. Breve storia del futuro, di Yuval Noah Harari (Bompiani) e Essere una macchina, di Mark O’Connell (Adelphi). Se invece non lo avete ancora letto, Spillover di David Quammen (Adelphi), il best-seller degli ultimi mesi – parla di pandemie –, è il libro giusto nel caso vogliate restare ancorati al presente anche durante la vacanza.

Per approfondire il mondo intorno a noi, anche da un punto di vista sociale e politico, vi consiglio poi sicuramente Persepolis di Marjane Satrapi (Rizzoli Lizard), che racconta la storia dell’Iran – tracciando un inedito spaccato del Medio Oriente – sotto forma di fumetto. Archivio dei bambini perduti, romanzo di Valeria Luiselli (La Nuova Frontiera), espone invece, come nessuno aveva ancora fatto, il dramma dell’immigrazione nel Sud degli Stati Uniti, mentre Statale 106, del giornalista Antonio Talia (minimum fax), è un viaggio dentro storie e dinamiche della ‘ndrangheta.

Se poi siete – come me – patiti di calcio, sapete già che quest’estate ne avremo molto anche ad agosto, ma se ne desiderate ancora di più allora buttatevi su È finito il nostro carnevale di Fabio Stassi (minimum fax), un romanzo rocambolesco e suggestivo che è un viaggio dentro speranze e tragedie del Novecento, sulla scia di diverse edizioni dei mondiali e della mitica coppa Rimet.

Letture poderose e scoperte interessanti

L’estate potrebbe essere anche il momento adatto per divorare qualche libro di grandi dimensioni, di quelli nei quali immergersi completamente col rischio di non uscirne più. 2666 di Roberto Bolaño (Adelphi) potrebbe essere un’idea, come anche Il cardellino di Donna Tartt (Rizzoli), 4321 di Paul Auster (Einaudi), Una vita come tante di Hanya Yanagihara (Sellerio), 7 di Tristan Garcia (NN Editore). Si tratta di cinque capolavori contemporanei che esprimono al meglio la direzione che la letteratura di oggi si sta trovando a percorrere.

Se invece volete qualcosa di un po’ meno recente, potreste avventurarvi alla scoperta di autori importanti ma non troppo noti al grande pubblico italiano. Un paio di esempi? Sicuramente Georges Perec, fenomenale scrittore francese di cui vi consiglio La vita istruzioni per l’uso (BUR), il suo libro più celebre. Oppure l’argentino Manuel PuigIl tradimento di Rita Hayworth, il suo romanzo d’esordio, è appena stato ripubblicato da SUR. O anche, per concludere, Nell’antro dell’alchimista di Angela Carter (Fazi), all’interno del quale si trovano i racconti – sì, ritorniamo ai racconti – de La camera di sangue, dove l’autrice riscrive in chiave femminista alcune delle fiabe più famose della tradizione.

Come ogni lista di consigli letterari, anche questa è ovviamente limitata, arbitraria e incompleta. Trovare una strada coerente in quel labirinto folle e caotico che è lo scaffale di una qualunque libreria è un’impresa ardua ma entusiasmante. Noi di Artwave speriamo però di avervi dato qualche buon suggerimento, o almeno qualche suggestione, e non possiamo quindi che augurarvi una buona lettura.

PS: mi raccomando, non portate mai un solo libro in vacanza. Se quel libro non vi piace, rimarrete delusi e a mani vuote. Se invece vi piace troppo, lo finirete in fretta, e rimarrete a mani vuote lo stesso. Fidatevi, non abbiate paura di riempire un po’ di più la valigia.

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