di Dario Guarino

 Beatrice Masini è la direttrice editoriale di Bompiani, nonché scrittrice e traduttrice. Il ricoprire questi tre ruoli le dona la capacità di comprendere e conoscere il mondo dei libri e dell’editoria a 360°.

Diviene direttrice editoriale di Bompiani nel 2016 dopo che la casa editrice che era nel gruppo RCS Libri venne acquistata dal gruppo Giunti.

Come scrittrice la Masini ha scritto per adulti ma soprattutto per ragazzi, tra i riconoscimenti ottenuti è da menzionare la finale del premio Strega nel 2010 con “Bambini nel bosco” e il premio Campiello con “Tentativi di botanica degli effetti”. Infine la Masini ha tradotto molti autori e autrici, fra tutti è stata la traduttrice della Rowling e della saga di “Harry Potter”.

Grazie ai ragazzi di Bocconi d’inchiostro e Atramento abbiamo avuto la possibilità di intervistare l’autrice e partecipare all’evento organizzato dall’associazione universitaria con ospite la Masini.

 

Beatrice Masini come scrittrice

“Le storie, tendenzialmente sono già là fuori, si tratta solamente di coglierle come delle mele sugli alberi al memento giusto”, Beatrice Masini con questa metafora parla del suo processo creativo. Quando si cimenta nella scrittura non parte dall’idea di scrivere qualcosa di programmato ma il suo è un processo asistematico con anche più storie scritte nello stesso momento e con la possibilità che non vengano tutte finite, o finite subito. L’autrice sottolinea come il processo creativo di scrittura sia un processo lento e che per l’appunto abbia bisogno di maturazione. Un esempio del suo modo di creare è “Bambini nel bosco” nato senza schemi e senza calcolo, l’autrice sottolinea come ciò non significhi tralasciare una questione fondamentale, (soprattutto nei libri per bambini e per ragazzi) come inserire all’interno della storia la propria visone del mondo con le cose che vanno bene e quelle che vanno male.

Come scrittrice ha dovuto affrontare il tema di far sorgere curiosità nell’animo dei bambini, nonostante i diversi competitors (che ormai esulano da libri per bambini e ragazzi di altri autori ma sono divenuti film, videogames e serie TV). Creare curiosità rivolgendosi a bambini e ragazzi per la Masini non è una sfida troppo ardua, questo pubblico di lettori vive ancora nell’età dove tutto può stupire se raccontato bene e se si conoscono i meccanismi della favola. Per l’autrice non deve esserci per forza un senso didascalico, ma l’obiettivo è far star bene i giovani lettori, consolarli e portarli in un mondo che non conoscono. Per combattere i nuovi competitors, bisogna creare libri con immagini per i lettori piccolissimi, ma il vero asset che può far preferire i libri è l’adulto che gioca un ruolo fondamentale in questo pubblico, con il legame che si instaura fra i tre attori: adulto, bambino e libro.

 

Beatrice Masini come editrice

 Beatrice Masini reindirizza la scoperta di nuovi autori a due strade. La prima è data dalle proposte che arrivano da sole nella casa editrice con manoscritti di persone sconosciute (uno dei sogni degli editori e scoprire il grande autore fra le infinità di testi che arrivano con questa modalità). L’altra fonte è data dai libri che arrivano tramite gli agenti letterari che in questo settore stanno diventando sempre più importanti. Il rapporto editore – autore è inscindibile per questo mestiere e La Masini dà rilievo al lavoro che entrambe le parti devono essere disposte a fare sul testo per avere un buon libro.

Nel corso dell’intervista emerge l’importanza del fattore umano fra editore e autore ma anche la necessità che non si crei un rapporto d’amicizia perché un editore serio dev’essere bravo anche a dire di no.

Beatrice Masini evidenzia che la casa editrice è un’azienda (in più la maggior delle volte il direttore editoriale non è il proprietario dell’azienda): questa sua particolare natura dà al direttore un duplice ruolo, quello concreto fatto di gestione di numeri, del personale e delle risorse e quello creativo, che è l’insieme delle scelte che fanno capo a nuove collane e nuovi formati ma anche più semplicemente a nuove impaginazione o nuove carte da utilizzare.

L’importanza del ruolo concreto e il ruolo creativo cambia da casa editrice a casa editrice sempre con l’obiettivo di avere un bilancio positivo. Il gruppo Giunti ha sin dall’inizio una grande stima del catalogo di Bompiani e dunque delle potenzialità del marchio, ciò ha aumentato le possibilità e gli autori pubblicati. I numeri vengono messi a servizio della qualità degli autori di valore.

 

Beatrice Masini come traduttrice

Beatrice Masini dà importanza al lavoro del traduttore che è molto impegnativo. Durante l’intervista la Masini ha affermato che il lavoro del traduttore consiste nel “portare al mondo il lavoro degli altri nella maniera più limpida e corretta possibile”. Talvolta bisogna cercare di rendere più veloce il testo senza manometterlo (come lei ha provato a fare con “Cime tempestose”edito da BUR nel 2017).

Il ruolo del traduttore in Italia ha assunto una certa rilevanza grazie alla traduzione di “Harry Potter” (soprattutto nel mondo dei bambini e ragazzi) ed anche grazie all’associazione “Traduttori in movimento” che ha collegato tutte le entità che si occupano di traduzione in Italia. Per la Masini “il traduttore è un lavoro gioco forza, umile, nell’ombra e silenzioso”.Un esempio di messa in valore dell’autore è quando questo decide di non cambiare il traduttore per tutti i suoi libri, ma si tratta di casi molti rari e di difficile realizzazione poiché spesso non si crea un legame con gli autori dati i numerosi mediatori che si pongono fra uno e l’altro, come gli editor e gli agenti letterari.

 

I tre consigli letterari di Beatrice Masini:

 

1) Marilynne Robinson – trilogia di Gilead

2) Margaret Drabble – la bambina d’oro puro

3) Annie Dillard – ogni giorno è un Dio

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