Giugno è il Pride Month e, ora più che mai, è fondamentale celebrarlo a dovere, anche da casaLe tematiche legate all’omosessualità e alla bisessualità, all’identità di genere e agli stereotipi che ruotano attorno ai concetti di maschile e femminile attraversano l’intera storia della letteratura mondiale, dalle liriche in greco antico di Saffo fino ai giorni nostri. Abbiamo selezionato cinque opere, particolarmente significative e attuali, che raccontano l’universo LGBTQI+ da punti di vista differenti e che esemplificano su più livelli la complessità e la ricchezza di questo mondo.

1) Oscar Wilde – De Profundis

Feltrinelli, euro 8

La prima, in ordine di tempo, è il De Profundis di Oscar Wilde: si tratta di una lunga lettera che lo scrittore, drammaturgo e poeta irlandese scrisse durante la sua reclusione nel carcere di Reading nel 1897, a seguito della condanna per sodomia e indirizzata proprio al suo compagno Alfred Douglas; il testo verrà pubblicato postumo nel 1905.

“Noi che viviamo in questo carcere, nella cui vita non esistono fatti ma dolore, dobbiamo misurare il tempo con i palpiti della sofferenza, e il ricordo dei momenti amari. Non abbiamo altro a cui pensare. La sofferenza è il nostro modo di esistere poichè è l’unico modo a nostra disposizione per diventare consapevoli della vita; il ricordo di quanto abbiamo sofferto nel passato ci è necessario come la garanzia, la testimonianza della nostra identità.”

De Profundis, come si evince dal titolo stesso, è un viaggio interiore nella parte più profonda e autentica dell’anima, un viaggio doloroso ma al tempo stesso necessario che svela un’altra esistenza, probabilmente più reale e sincera, ben diversa dall’immagine patinata ed eccentrica dell’esteta dandy che tutti immaginiamo. Una lettura che consigliamo, quindi, in quanto rivelatrice della spessore umano, prima che letterario, del grande autore considerato, a buon diritto, il padre del Decadentismo europeo.

2) Virginia Woolf – Orlando

BUR, euro 11

Un secondo capolavoro, considerato unanimemente un classico della letteratura LGBTQ, è il romanzo Orlando di Virginia Woolf, dedicato alla poetessa Vita Sackville-West, grande amore della scrittrice londinese. La trama, di per sé unica e innovativa, soprattutto se la contestualizziamo storicamente, si dipana in un lungo arco temporale che attraversa tre secoli: Orlando, un giovane nobile inglese amante della poesia, vive per circa duecento anni da uomo e si sveglia, nel bel mezzo del ‘700, in un corpo di donna. Attraverso quest’insolito e originalissimo espediente narrativo, Woolf descrive e analizza i rapporti tra i generi e i relativi stereotipi culturali che si avvicendano nella società inglese dai tempi di Elisabetta I fino alla Belle Époque in un’opera straordinaria ed estremamente piacevole.

“I sessi sono diversi; eppure si confondono. Non c’è essere umano che oscilli così da un sesso all’altro, e spesso non sono che gli abiti a serbare l’apparenza virile o femminile, mentre il sesso profondo è l’opposto di quello superficiale.”

3) David Leavitt – Ballo di famiglia

Mondadori, euro 9

La terza lettura consigliata è Ballo di famiglia di David Leavitt: pubblicato nel 1984, costituisce l’esordio dell’autore che all’epoca aveva solo 23 anni ed è indubbiamente un testo apripista da cui è nato un vero e proprio genere. Non c’è film, serie tv o romanzo inerente al mondo LGBTQ che non abbia avuto, in qualche modo, come riferimento questo piccolo capolavoro della letteratura americana contemporanea. Si tratta di una raccolta di nove racconti che, con uno stile freddo e minimalista, offrono al lettore altrettanti spaccati di vite quotidiane in ambiti familiari diversi: giovani che fanno coming out nel bel mezzo di una colazione qualunque, matrimoni finiti ma non del tutto, omosessualità represse agli altri ma soprattutto a se stessi, relazioni al bivio tra sorelle e fratelli alle prese con la malattia e l’invecchiamento dei genitori.   

“Neil finalmente si fermò in cucina, dando la schiena ai genitori e disse con inattesa facilità: «Sono omosessuale».Le parole parvero insufficienti, riduttive. Per anni, aveva creduto che la sua sessualità fosse scindibile dal nucleo essenziale del suo io, ma ora si rese conto che era una parte di lui.”

4) Haruki Murakami – La ragazza dello Sputnik

Einaudi, euro 12

Concludiamo la nostra selezione con La ragazza dello Sputnik (1999) del grande scrittore giapponese Haruki Murakami: difficile categorizzare questo breve romanzo secondo i generi standard, possiamo però affermare con una buona dose di certezza che si tratta di un libro sull’amore. La protagonista, Sumire, s’innamora di una donna d’affari sposata, Myu; la voce narrante è quella del migliore amico di Sumire che è, a sua volta, innamorato di lei. Si rivela così un triangolo di affinità elettive a metà strada tra desiderio e amicizia che esplora, attraverso l’onirico e l’improbabile, tutte le sfaccettature dell’attrazione, dell’infatuazione, dell’innamoramento andando ben oltre le classiche etichette dell’etero-omo-bi-sessualità.

“Questa donna ama Sumire. Ma non riusciva a provare desiderio per lei. Sumire la amava e la desiderava. Io amavo Sumire e la desideravo. Sumire mi voleva bene ma non mi amava e non provava desiderio per me. Io riuscivo a provare desiderio per un’altra donna ma non l’amavo. Era molto complicato. Sembrava la trama di un dramma esistenzialista.”

5) Jeffrey Eugenides- Middlesex

Con questo romanzo Eugenides, già noto per “Le vergini suicide”, si è aggiudicato il prestigioso Premio Pulitzer per la narrativa nel 2003: le ragioni non sono difficili da intuire. Già perché Middlesex è una di quelle opere che condensano una moltitudine di generi e di temi in un unico filone narrativo. La storia è quella di Calliope, una bambina pseudoermafrodita che racconta il suo percorso alla ricerca della propria identità sessuale attraverso l’epopea della sua famiglia, originaria della Grecia ed emigrata negli Stati Uniti negli anni ’20 del Novecento. Cal – che ormai ha scelto di seguire la sua natura genetica, e dunque di essere uomo, e che lavora nell’ambasciata statunitense di Berlino- è narratore e protagonista delle oltre 600 pagine che compongono questo romanzo: un viaggio nel tempo e nello spazio alla ricerca di sé, un percorso che è al contempo individuale e collettivo.

Oscar Mondadori, 2017. Trad. di Katia Bagnoli. Euro 15.

Eugenides esplora la condizione di una famiglia europea emigrata negli USA, l’attaccamento alle radici, i chiaroscuri del processo di integrazione nella nuova società, i cambiamenti che investono la società stessa, chiamata a fare i conti con il profondo retaggio razzista e discriminatorio che la caratterizza. Identità, orientamento sessuale e di genere, radici, scelte personali e rivoluzioni di massa: lo scrittore statunitense riesce a rendere conto di tutti questi temi convogliandoli nella cornice del suo personaggio principale che diventa emblema di una nuova visione cosmopolita e inclusiva del mondo.

“Secondo me, le emozioni non possono essere descritte da singole parole. Io non credo in termini come “tristezza”, “gioia” o “rimpianto”. Sono proprio le eccessive semplificazioni che dimostrano le caratteristiche patriarcali della lingua. Mi piacerebbe disporre di complesse emozioni ibride, costruzioni di tipo germanico come: “la felicità che accompagna il disastro”. Oppure: “il disappunto di dormire con la propria fantasia”. Mi piacerebbe dimostrare che “gli annunci di mortalità portati da un membro della famiglia che invecchia” si collegano all’ “odio per gli specchi che comincia nella mezza età”. Mi piacerebbe avere una parola per definire “la tristezza ispirata dai ristoranti destinati al fallimento” come per “l’eccitazione che ti dà una stanza con il minibar”. Non ho mai trovato le parole giuste per descrivere la vita e adesso che mi sono immerso nel racconto della mia storia personale ne ho bisogno più che mai.”

In copertina: bandiera arcobaleno. Fonte immagine: Pixabay.
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