Non c’è popolo al mondo che non si sia soffermato a riflettere e a fantasticare sulla luna, attribuendole significati e valenze di vario tipo: il fascino esercitato da questo satellite della Terra è presente sin dagli albori dell’umanità. La sua poliedrica e sfaccettata simbologia si lega indissolubilmente a quella del sole, in una dialettica tra opposti che si attraggono e si compensano: maschile e femminile, luce e tenebre, yin e yang, giorno e notte, dinamismo e passività, stimolo e meditazione. Un posto d’onore spetta alla luna nella tradizione popolare, sia in quella contadina che in quella marinara, entrambe strettamente legate ai suoi cicli: proprio come un gigantesco orologio, la luna detta i tempi di semina e di raccolta, influenza le maree, determina la fermentazione del mosto e, non a caso, il calendario di riferimento in questi contesti culturali è stato a lungo quello lunare. Nell’anno che celebra il 50° anniversario del primo allunaggio, avvenuto il 20 luglio del 1969, in molti si chiedono quali potrebbero essere gli scenari futuri: i più audaci affermano che la Luna possa essere colonizzata e resa, in qualche modo, abitabile.  Secondo il blog L’insider, benché le difficoltà siano notevoli, ciò sarebbe effettivamente possibile. 

Ma se davvero ciò accadesse, essa continuerebbe ad esercitare su di noi lo stesso fascino?

La Luna come simbolo religioso

Sin dai tempi antichi, tutti i sistemi religiosi politeisti hanno identificato la luna con una divinità: per gli Egizi era la dea Iside, per i Greci Selene, per i Sumeri era il dio Nanna, addirittura padre dello stesso Sole ed essere fondamentale per l’ordine e l’armonia in tutto l’universo. Anche i monoteismi del Mediterraneo hanno attribuito un significato specifico all’astro dalla luce riflessa. Nel caso dell’Islam la mezzaluna è propriamente l’emblema che identifica la fede religiosa, tant’è che moltissimi Stati a prevalenza musulmana ne portano l’effige sulla bandiera (è il caso della Turchia, naturalmente, ma anche del Pakistan, dell’Algeria, della Mauritania, delle Maldive e di tanti altri): l’origine di tale usanza risale a ben prima della nascita del Profeta e affonda le sue radici nella storia dell’antica Bisanzio.

La mezzaluna, simbolo dell’Islam, campeggia sulle cime delle moschee di tutto il mondo. Fonte: www.pixabay.com.

Anche nell’ambito del Cristianesimo la luna gode di una rilevanza notevole: basti pensare al fatto che, in molte immagini votive, la Vergine Maria è rappresentata proprio con una falce di luna, a simboleggiare il principio del femminile che porta la luce nell’oscurità della notte. Nel calendario ebraico, invece, è presente un giorno specifico, il Rosh Chodesh, corrispondente al novilunio, in cui si recita il Birkhat haLevanah (letteralmente Benedizione della Luna), una preghiera che ha per oggetto proprio l’espressione di massima gratitudine a Dio per la creazione e l’esistenza del pianeta pallido.

La Luna nella letteratura e nell’arte

Dante la definì “la prima stella”, Ariosto ci mandò il senno di Orlando impazzito per amore, Leopardi le dedicò il meraviglioso e filosofico Canto notturno di un pastore errante dell’Asia. Per non parlare di D’annunzio, Baudelaire, Dickinson, Garcia Lorca, Merini, solo per citarne alcuni: l’atmosfera struggente e intimista che la luna porta con sé è talmente evocativa e potente da suscitare le emozioni più profonde dell’animo umano. Non a caso, essa è protagonista assoluta anche di molti capolavori dell’arte pittorica: la volta celeste in cui campeggia maestosa tra le stelle è oltremodo prevalente nel dipinto più noto di Vincent Van Gogh, La notte stellata.

Vincent Van Gogh “La notte stellata”, 1889, MOMA-New York City. Fonte: Wikimedia Commons.

Il pittore romantico Caspar Friedrich la ritrae in moltissime opere in quanto simbolo di speranza e di devozione ma anche di caducità dell’esperienza umana che si rimpicciolisce di fronte alle forze della natura.

Caspar Friedrich “Un uomo e una donna davanti alla luna”, 1820, Alte Nationalgalerie, Berlino. Fonte: Wikimedia Commons.

Anche Andy Warhol ha tratto ispirazione dall’occhio della notte o, per essere più precisi, dal momento storico dell’allunaggio: circa vent’anni dopo la passeggiata indimenticabile di Neil Armstrong, l’artista statunitense realizzò il ciclo di stampe intitolato proprio Moonwalk (1987), un’opera particolarmente iconica perché non si limita, per così dire, a celebrare l’evento epocale ma ne preannuncia la straordinaria influenza sull’immaginario collettivo americano. La composizione, infatti, è data dalla sovrapposizione di due fotografie, entrambe scattate da Armstrong: una ritraeva il collega Buzz Aldrin e l’altra la bandiera americana piantata sulla superficie lunare.

Andy Warhol “Moonwalk”, 1987. Fonte: www.christies.com.

Benché le scienze aerospaziali facciano ormai passi giganteschi nell’esplorazione del sistema solare e dei suoi pianeti, è ragionevole pensare che molto tempo ancora occorra per colonizzare la Luna; e mentre gli umani scoprono poco a poco i suoi misteri, Lei sembra invece conoscerci e influenzarci ora come sempre.

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