In diretta streaming dalla Camera di Commercio- Sala del Tempio di Adriano di Roma, Loredana Lipperini ha condotto l’evento promosso dalla Fondazione Bellonci dedicato alla cinquina finalista al Premio Strega 2020. Sestina, in realtà, perché gli autori che si sono qualificati alla finale del prestigioso premio letterario sono sei e non cinque come accade solitamente. Alla manifestazione, trasmessa in diretta da RAI Cultura, hanno partecipato tutti i dodici finalisti, tranne Remo Rapino, rappresentato dal suo editore.

 

Durante la trasmissione è stato anzitutto assegnato il Premio Strega Giovani: la cerimonia, che negli anni precedenti si è sempre svolta a Montecitorio, ha assunto una nuova forma a regola di distanziamento fisico ma ad annunciare il vincitore è stato comunque il Presidente della Camera, collegato via Skype proprio dalla sede istituzionale. Dopo qualche difficoltà tecnica, che ha certamente aumentato l’emozione e la curiosità, abbiamo conosciuto l’esito della votazione dei 500 giovanissimi lettori, studenti fra i 16 e i 18 anni frequentanti 58 scuole di tutta Italia e tre istituti all’estero: ad aggiudicarsi il riconoscimento è stato  “Tutto chiede salvezza” di Daniele Mencarelli.

Si sono quindi succedute brevi interviste agli autori e autrici della dozzina, intervallate dalle comunicazioni riportanti i risultati parziali delle votazioni. Come è noto, infatti, la giuria del Premio Strega è composta dai 400 Amici della domenica ai cui voti si sommano i 200 espressi da studiosi, traduttori e intellettuali italiani e stranieri selezionati da 20 Istituti italiani di cultura all’estero, quelli di 40 lettori forti selezionati da 20 librerie indipendenti distribuite in tutta Italia, e dai 20 voti collettivi espressi da scuole, università e gruppi di lettura (tra cui 15 circoli costituiti presso le Biblioteche di Roma). Il totale è dunque di 660  aventi diritto che hanno iniziato a votare dallo scorso 18 maggio.

Tecnicamente, i cinque titoli più votati sono “Il colibrì” di Sandro Veronesi edito da La nave di Teseo (il più gettonato dalla Giuria con 209 voti), “La misura del tempo” di Gianrico Carofiglio e “Almarina” di Valeria Parrella entrambi pubblicati da Einaudi (ex equo con 199 preferenze), “Ragazzo italiano” di Gian Arturo Ferrari (con 181 voti) edito da Feltrinelli e Daniele Mencarelli (168 preferenze) pubblicato da Mondadori.

Si tratta, tuttavia, di cinque romanzi editi da case editrici di grandi dimensioni: per questo motivo, al fine di valorizzare e dare spazio alla piccola e media editoria italiana, la cinquina è diventata sestina. Non accadeva dal 1999: Melania Mazzucco, Presidente del Comitato Direttivo, ha spiegato che, in questi casi, il regolamento prevede l’applicazione dell’articolo 7 che determina l’ammissione all’ultimo rush di un sesto titolo. Entra così in finale “Febbre” di Jonathan Bazzi, settimo nella classifica generale. Il sesto titolo ad aver guadagnato maggior punteggio è infatti “Città sommersa” di Marta Barone che è però pubblicato da Bompiani.

Non ci resta che attendere il gran finale: la serata conclusiva avrà luogo, come sempre, al Museo Etrusco di Villa Giulia giovedì 2 luglio 2020. Sarà certamente un po’ meno affollata del solito ma manterrà la location storica che ormai è identificativa del premio letterario più importante d’Italia. 

Chi tra i sei finalisti raggiungerà l’agognata bottiglia?

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