Era il 1940 quando, su consiglio di Elio Vittorini, il romanzo Grapes of Wrath dello scrittore americano John Steinbeck vedeva la luce in Italia presso l’editore Bompiani, in una versione non originale perché ridotta dalla censura fascista. Furore: così veniva traslato il titolo di quell’opera, ad oggi considerata una pietra miliare della letteratura americana.

Nel 2013, la traduzione integrale di Sergio Perroni ha dato voce al romanzo di Steinbeck in tutta la sua autenticità, restituendo in toto la magistrale ricchezza espressiva di Furore, capolavoro indiscusso grazie al quale l’autore si è aggiudicato il Premio Nobel per la Letteratura nel 1962.

Dell’America, Furore ci racconta uno dei momenti storici più difficili e più famosi, quello della grande Depressione degli anni Trenta: la famiglia Joad è la grande protagonista con cui il Lettore si ritrova a fare un viaggio della speranza sulla celeberrima Route 66, dalla povera e deperita Oklahoma alla invitante California. Le gravi condizioni di carenza nelle quali versa il territorio degli “Okies”, infatti, non permettono più la sopravvivenza: mossi da una potente speranza, i componenti della famiglia Joad – personaggi affrescati con cura dall’autore, e nei quali risulta naturale immedesimarsi –  si muovono verso i fantomatici confini californiani, per inseguire con tutte le loro forze una promettente possibilità di riscatto.

«Nell’anima degli affamati i semi del furore sono diventati acini, e gli acini grappoli ormai pronti per la vendemmia.»

La realtà con cui i Joad si trovano a fare i conti nel loro esodo, però, è ben diversa da quella rosea promossa dall’accattivante sogno americano: i piani della famiglia sono sconvolti, in un crescendo di calamità.

Su quella strada della speranza si ritrovano tantissime altre genti sfollate, e così quel viaggio si trasforma nella migrazione di massa di un popolo disperato: grazie alla scrittura di Steinbeck le immagini emergono nitide, scolpite da uno stile eccelso capace di rievocare con semplicità e suggestione una delle pagine della storia americana più drammatiche del ventesimo secolo.

 

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