di Arianna Bordi

La maggior parte delle persone che conoscono questa storia, si basano sul celebre film dei primi anni Novanta “Pomodori Verdi Fritti alla fermata del treno” (Fried Green Tomatoes); in pochi sono al corrente dell’esistenza di un romanzo.

Malgrado il libro meriti un altrettanto grande successo, è uno di quei pochi casi in cui la trasposizione cinematografica tiene testa alla storia su carta.

Sarà il cast d’eccezione con una meravigliosa Kathy Bates (tra i tanti, menzione d’onore per la formidabile interpretazione in “Misery non deve morire”) e Jessica Tandy, vincitrice dell’Oscar per “A spasso con Daisy” e partecipe a diverse produzioni di Alfred Hitchcock; sarà la caratterizzazione puntuale dei personaggi e dell’ambientazione di questa caratteristica cittadina dell’Alabama; sarà l’originalità della trama e quell’aura di magia e soggiogamento che si viene a creare durante la pellicola, ma questo film ha qualcosa di veramente speciale.

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Evelyn, interpretata da Kathy Bates

Il libro “Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop” (Fried Green Tomatoes at the Whistle Stop Cafe) — il quale, come accennavo prima, se viene letto, è sempre conseguentemente al film — colpisce nella sua semplicità.

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Senza entrare troppo nel dettaglio per non rovinare la lettura, è interessante innanzitutto la narrazione su due livelli: da una parte il bollettino settimanale della signora Weems, una specie di aggiornamento sulla situazione generale di Whistle Stop, risalente agli anni della Grande Depressione nel sud dell’America; dall’altra la narrazione dell’incontro tra la signora Threadgoode ed Evelyn (nel presente e non negli anni ‘30), in cui la prima narra anch’ella le vicende della cittadina, raccontandosi totalmente a questa donna appena incontrata.

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La locandina del film 

In entrambe le forme d’arte che ci coinvolgono con questa meravigliosa storia di vita, trattando il razzismo feroce nei confronti dei neri e, velatamente e con delicatezza, il rapporto tra due donne che è stato più che amicizia, è presente un elemento magico, con un finale aperto che ci fa vedere tutto il racconto sotto mille altre sfaccettature.

Quest’incontro nel presente del romanzo, che porta a galla lontani avvenimenti del passato, riporta in vita l’atmosfera e le personalità di quel microcosmo nel mezzo dell’Alabama e permette alla insicura Evelyn di scoprire di se stessa molto più di quanto non avesse fatto fino a quel momento.

È uno spaccato di un periodo storico che discriminava e schiavizzava i neri, ancora di più lì al Sud, e testimonia che qualcuno, che non fosse nero, a voler combattere quella situazione c’era e che era la libertà la cosa più importante, quella che mancava a tutti e che, inevitabilmente, li accomunava.

La lettura è consigliata sia per riflettere su tematiche che tutt’oggi sono ancora attuali e continuamente dibattute, sia per perdersi tra i ricordi, le disgrazie, l’amore di questi personaggi e, perché no, dare una personale interpretazione a tutta la vicenda.

Ineguagliabile l’ultima pagina del libro: la ricetta originale dei celeberrimi pomodori verdi fritti.

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(Le foto sono state scattate da Arianna Bordi)

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