«Non devi mai dire che hai paura, piccola Samia. Mai. Altrimenti le cose di cui hai paura si credono grandi e pensano di poterti vincere.»

La protagonista è Samia. Una ragazza cerbiatto dagli occhi grandi e sinceri.
Occhi sì fanciulleschi ma che hanno visto le atrocità della guerra. Lei vive a Mogadiscio, dove a causa del regime Al-Shabaab non può avere una vita completa.
Il cibo per nutrirsi è al limite della sopravvivenza, la casa è piccola e fatta più che altro di fango, le strade sono quasi deserte e i palazzi distrutti. Le bombe hanno lasciato i loro segni. Inoltre esiste il coprifuoco, che se non viene rispettato la conseguenza è la morte.
Le sparatorie sono all’ordine del giorno, come una tetra colonna sonora.
Il mare è vicino eppure così lontano, tanto è rischioso l’avvicinarsi.
Eppure anche in tanta desolazione Samia ha un grande sogno: correre.
Lei vuole diventare un’atleta, vuole andare alle Olimpiadi e liberare il popolo somalo.
Per farlo, deve allenarsi con il burqa e tra le macerie. Deve sopportare l’uccisione del padre perché amico di gente che doveva essere abbandonata a se stessa per stupide questioni di razze. Deve sopportare la partenza della sorella per l’Europa nella speranza di un futuro libero. Deve sopportare l’idea di gareggiare contro altre atlete che hanno avuto sempre tutti gli agi per allenarsi, mentre lei no. Parte già svantaggiata. Eppure neanche questo la demoralizza. Ciò che le cambierà il senso della vita sarà una azione del suo amico di infanzia che per anni non aveva più visto. Tutto cambia e allora anche Samia parte.
Non può più restare a Mogadiscio.

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«Stavo sprecando tempo. Avevo già buttato via abbastanza anni e talento in un luogo che non mi voleva. E non perdeva occasione di ricordarmelo, costringendomi ogni giorno a riempirmi di vergogna e di sudore e a subire le umiliazioni peggiori, per strada, ovunque

È così che inizia il Viaggio per questa piccola guerriera. Un percorso di ottomila chilometri che dall’Etiopia porta al Sudan, poi attraverso il Sahara alla Libia per infine combattere il mare ed arrivare in Italia. Un viaggio che rappresenta tutti i sogni e le speranze che una ragazza di vent’anni può avere. Samia vuole correre e vuole farlo bene. Per questo si spinge fino allo stremo, accesa di una luce che mai più la lascerà.

La voce di Samia accompagna il lettore in queste turbolenze emotive e cerca di avvicinarlo ad un mondo troppo spesso dimenticato.
È così che Giuseppe Catozzella in Non dirmi che hai paura edito da Feltrinelli, con una scrittura limpida e pulita, fa emergere delicatamente il carattere forte di una eroina dei tempi moderni che con le sue scelte e le sue azioni ispira sentimenti solo che positivi. Perché la vera forza è nascosta dentro ognuno di noi e non bisogna avere paura di mostrarla.

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