Sarrasine è un racconto di Honoré de Balzac che non viene letto o studiato nelle scuole come il celebre romanzo Papà Goriot: si tratta tuttavia di un testo eccellente e didattico, di un caso particolare in mezzo alle tante opere che il grande rappresentante del naturalismo francese ha collazionato per erigere il suo capolavoro narrativo intitolato Comédie Humaine (La Commedia Umana), ovvero quella raccolta di scritti di costume alla quale egli ha dedicato quasi tutta la sua vita.

La Comédie è un affresco esemplare di umanità. Si tratta di uno spaccato di vita composto da 137 storie differenti e volto ad indagare la più profonda natura della società francese del diciannovesimo secolo e anche di un’opera-simbolo del Naturalismo, quel movimento letterario che nell’Ottocento conosce un indiscutibile successo affermandosi su tutti gli altri stili coevi.

La prima pubblicazione di Sarrasine risale al novembre del 1830, quando il breve racconto compare ripartito in due puntate sulla Revue de Paris: l’epoca è quella dei romanzi a puntate, i famosi feuilletons che riuscivano perfettamente nella fidelizzazione dei lettori grazie alle trame curiose e avvincenti.

Il racconto di Sarrasine inizia nel torbido inverno del 1830, a Parigi, presso la Villa dei conti di Lanty, in occasione di una festa sfarzosa dove l’alta società francese è riunita in vivaci festeggiamenti. Una figura decrepita fa ingresso nella villa, suscitando lo sgomento degli invitati con la sua presenza inquietante: quando Béatrix de Rochefide, atterrita, chiede informazioni sull’identità del misterioso invitato, il narratore si offre di raccontare la storia di quel personaggio così bizzarro, e dà avvio al racconto nel racconto

Ernest-Jean Sarrasine è un giovane artista vissuto nella metà del diciottesimo secolo, il quale decide di rinunciare agli studi giuridici per dedicarsi alla sua più grande passione, la scultura. Con una borsa di studio e con il suo oneroso bagaglio di sogni, si trasferisce così nella città di Roma, per studiare e coltivare il suo talento artistico: qui viene a conoscenza della cantante d’opera Zambinella, della quale si innamora follemente.

Sarrasine perde il lume della ragione e, sullo sfondo del Teatro Argentina, impazzisce d’amore e si sforza di replicare per mezzo della sua arte la bellezza dell’amata. Il sentimento del giovane scultore, così potente e totalizzante, è destinato però ad avere una vita breve: svanisce difatti, lasciandolo a bocca aperta, nel momento in cui Zambinella gli confessa di essere un uomo castrato. La rabbia di Sarrasine esplode e il racconto si dispiega in maniera tristemente vivace sotto la penna grandiosa di Honoré de Balzac.

L’uomo-spettro spuntato alla festa dei Lanty, dopo mezzo secolo, è proprio Zambinella. 

Sarrasine è un racconto che racchiude nella sua brevità un’importante gamma di temi. Per mezzo della vicenda dello scultore innamorato, Honoré de Balzac illustra la potenza generatrice del sentimento amoroso: il protagonista si serve della folle infatuazione per alimentare la propria ispirazione artistica. L’amore e l’arte vengono presentati come due elementi sinergici e complementari nella vita del giovane Sarrasine, elementi amplificati, tra l’altro, dallo sfondo operistico (e dal carattere teatrale) sul quale l’autore innesta la narrazione. Durante la lettura del testo è possibile rintracciare a più riprese varie riflessioni sulla fenomenologia della passione nelle sue diverse sfaccettature.

La parabola che risiede in quest’avventura stravagante della Comédie Humaine coincide con il tema dell’ambiguità. La componente dominante della breve storia è proprio la doppiezza della natura umana, la sua mutevolezza. La castrazione di Zambinella determina il suo travestimento: è, dunque, in un primo momento un motivo di fascino incondizionato su Sarrasine, d’ispirazione e d’arte, ma è anche poi il motivo per cui Sarrasine rinnegherà infine il suo amore.

Ed ecco che Balzac ci fa riflettere con la sua imponente scrittura e ci insegna che l’univocità della realtà è fittizia, e che dietro all’apparenza c’è un mondo plurilaterale e vario, che può, talora, rivelarsi fatale.