Ad ottenere il Premio Strega con 228 voti è stato lo scrittore e accademico partenopeo Antonio Scurati con il suo romanzo M. Il figlio del secolo, edito da Bompiani e proposto da Francesco Piccolo. Già in due edizioni precedenti dello stesso premio Scurati era arrivato tra i finalisti, senza tuttavia ottenere il riconoscimento letterario: la vittoria di quest’anno, invece, conferma tutti i pronostici e non sorprende quindi il mondo dei lettori, che già da tempo aveva accolto M. Il figlio del secolo con entusiasmo e curiosità. Il narratore è Benito Mussolini, in prima persona, il risultato è straordinario.

Antonio Scurati. Fonte: www.tpi.it

Pubblicare un romanzo di ottocento pagine che fa luce sul momento originario della dittatura fascista è una scelta decisiva, sicuramente ambiziosa, vista la mole di materiale che dalla metà del 1900 ai nostri giorni ha preso vita intorno all’argomento.

Scurati, che ha dichiarato subito dopo la proclamazione del 4 luglio scorso di credere nella letteratura come forma di conoscenza, ci lascia immergere in un testo profondamente storiografico, affidato ai piccoli dettagli, improntato sulla velocità e sulla precisione della cronaca. Lo stile documentaristico e minuzioso contraddistingue questo romanzo voluminoso, il primo di un’annunciata trilogia:

«Alle 11.05 del 30 ottobre millenovecentoventidue, nel momento in cui aveva salito le scale del Quirinale per ricevere dal Re d’Italia l’incarico di governarla, Benito Mussolini, di origine plebea, zingaro della politica, autodidatta del potere, a soli trentanove anni era il più giovane primo ministro del suo Paese, il più giovane dei governanti di tutto il mondo al momento dell’ascesa, non aveva nessuna esperienza di governo né di amministrazione pubblica, era entrato alla Camera dei deputati soltanto sedici mesi prima e indossava la camicia nera, la divisa di un partito armato senza precedenti nella storia. Con tutto ciò, il figlio del fabbro – figlio del secolo – aveva salito le scale del potere. In quel momento, il nuovo secolo si era aperto e, al tempo stesso, si era richiuso sui suoi passi.»

È lui, M., il comandante salvatore del popolo, il demagogo, l’oratore, il faccione gigante della propaganda, che ci racconta il periodo del suo indiscusso protagonismo e il passaggio del totalitarismo fascista da una fase embrionale alla sua acme smodatamente violenta, quella del discorso celeberrimo sul delitto Matteotti del 3 gennaio 1925.

Siamo nel 2019, sono passati cento anni esatti da allora. Il figlio del secolo, proveniente dalle fila del partito socialista e arrivato a istituire un regime dittatoriale sui generis, è un personaggio paradigmatico che ha irreversibilmente segnato coscienza collettiva italiana e ancora oggi, quotidianamente, continua a essere sulla bocca di molti.

Scurati ci permette, con il suo romanzo vincitore, di rivivere, di scoprire, di entrare nella vita di Benito Mussolini. E di capire. Avere M. Il figlio del secolo tra le mani significa usare la letteratura per aprire gli occhi sul nostro presente.

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