di Arianna Bordi

Le sitcom statunitensi, che tu sia un appassionato o meno, rappresentano un genere televisivo che non tramonterà mai.

Jerry e George, "Seinfeld"

Jerry e George, “Seinfeld” (“Siamo amici! Se io sono a disagio, devi esserlo anche tu”) // fonte: tumblr.com

Un gruppo di amici sconclusionato, un futuro incerto e troppo incombente, un luogo di ritrovo e i classici problemi di cuore (quasi sicuramente almeno tra un paio dei due membri della cerchia). Questi gli ingredienti per una situation comedy vincente.

Chi è che non ricorda i tira e molla di Ross e Rachel? E c’è ancora qualcuno che non ha mai sentito parlare di Barney Stinson?

Se stai sudando freddo perché questi nomi non ti dicono nulla nemmeno lontanamente (in tal caso, è evidente che vivi su Saturno), probabilmente dovresti smettere di leggere l’articolo, perché i personaggi citati in seguito saranno solo dei nomi per te. Oppure – scelta più saggia – potresti finalmente iniziare a capire qualcosa di più del meraviglioso mondo dell’humor americano. Quindi, magari, resta ancora un po’.

Protagonisti di "Seinfeld" (da sinistra: Jerry, Elaine, George e Cosmo)

Protagonisti di “Seinfeld” (da sinistra: Jerry, Elaine, George e Cosmo) // fonte: collider.com

La prima della stirpe, quella serie che probabilmente ha dato il la per tutte le successive, è “Seinfeld”, serie degli anni ‘90 che ruppe tutte le convenzioni del periodo; politicamente scorretta, non incentrata sulle vicende di una famiglia, contro ogni tipo di buonismo e moralismo ed estremamente divertente. I suoi personaggi sono fedeli a una realtà plausibile e non idealizzata: dei poco più che trentenni frustrati sempre da un motivo differente, nichilisti e schietti. Fu un vero e proprio successo proprio per la sua anti-convenzionalità: spesso negli episodi la trama è praticamente inesistente ed è semplicemente la vita di tutti i giorni dei personaggi stessi. Tutto questo, però, non a discapito della credibilità della serie, la quale è stata sempre apprezzata per la sua forte coerenza di fondo.

baby-talk-is-cheap-1024

Le ragazze di “Sex and the City” (da sinistra: Miranda, Samantha, Charlotte e Carrie) // fonte: babble.com

Si potrebbero citare tante serie televisive più o meno vicine cronologicamente, per esempio anche la stessa “Sex and the City” riprende lo stesso filone: quattro amiche a Manhattan che, tra situazioni rocambolesche e appuntamenti disastrosi, cercano il loro posto nel mondo cercando di non farsi troppo male.

24-friends-cover-story-1-w1024

Il gruppo di amici in “Friends” (da sinistra: Joey, Chandler, Rachel, Monica, Ross e Phoebe) // fonte: vulture.com

Ma una delle più famose, nell’enorme hall of fame delle serie tv umoristiche, è “Friends”. È di nuovo Manhattan lo sfondo delle vicende di questi sei amici, ognuno con una personalità ben definita. Monica, sorella di Ross, è precisa, determinata, ambiziosa, con un sogno nel cassetto da realizzare (probabilmente la più “inquadrata” del gruppo); Joey, attore squattrinato ma latin-lover di successo, è il classico belloccio e per il suo lato più ingenuo è molto simile a Phoebe (rimane però Chandler, suo coinquilino, quello a cui è più legato); Rachel, bella ragazza dall’aria un po’ snob, inizialmente cameriera al Central Perk, viene spesso presa in giro per la sua “lacrima facile”; Ross, alto, carino, ma molto poco sicuro di sé, è un paleontologo nerd sempre disponibile per il gruppo e personaggio che s’impegna per far ragionare tutti; Phoebe, svampita e naïf, ancora molto spontanea e “bambina” per sopperire alla sua infanzia difficile, è l’anima pura nel gruppo e, infine, Chandler, un analista contabile che cerca sempre di rimorchiare qualcuna (fallendo spesso) ed elemento comico più acuto.

Una piantina dei due appartamenti (uno di fronte all'altro) in cui il gruppo di amici convive

Una piantina dei due appartamenti (uno di fronte all’altro) in cui il gruppo di amici convive // fonte: fastcocreate.com

Le loro battute ormai diventate citazioni, il modo di scherzare con quel tocco di nonsense e l’incastro del modo di rapportarsi sono stati la formula di successo per questa serie tv.

Tra le più recenti, simili ma allo stesso tempo sviluppate in maniera differente rispetto alle loro “antenate”, sono “How I Met Your Mother”, “The Big Bang Theory”, “New Girl”.

Locandina di "HIMYM"

Locandina di “HIMYM” (da sinistra: Robin, Ted, Barney, Marshall, Lily) // fonte: 111tv.com

Il fil rouge tra queste sitcom è una coralità di fondo ben definita: gli incontri al MacLaren (bar di ritrovo del gruppo) non sarebbero gli stessi se venisse a mancare il racconto folle di Barney o la battuta auto-ironica di Ted, come non c’è Jess senza la controparte dell’amica Cece.

newgirl-fi

Locandina di “New Girl” (da sinistra: Winston, Nick, Jess, Schmidt, Cece) // fonte: ew.com

Insomma, gli scenari possono variare, le personalità avere delle sfumature diverse, le vicende amorose svilupparsi più o meno a lungo, ma di base è solo uno il motivo per cui ne siamo affascinati: ci mostrano situazioni molto attinenti alla realtà, simili a una quotidianità come tante altre e, spesso e volentieri, ci aiutano a vedere in maniera ironica sia noi stessi che le situazioni che ci rovinano le giornate e ci affollano la mente di pensieri.

A volte lo humor è scontato, a volte più sottile e inaspettato perché viene a crearsi in un contesto improbabile, ma è il collante per ogni gag, più o meno ricorrente, che viene a crearsi.

È sempre così, stai vedendo un paio di episodi, hai appena iniziato a capire che è tutta questione di sguardi, d’intesa tra i protagonisti, quando, senza neanche accorgertene, ti hanno già conquistato irrimediabilmente e si sono fatte le cinque del mattino.

© riproduzione riservata