di Nicolò Picchioni

I Clash sono giustamente ricordati tra i massimi esponenti del punk rock inglese degli anni Settanta, accanto a band come Sex Pistols e Damned, ma quando si parla della band che vede nella sua formazione più celebrata Joe Strummer, Mick Jones, Paul Simonon e Nick “Topper” Headon, è riduttivo pensare a chitarre graffianti, nichilismo, ribellione e giacche di pelle. I Clash sono infatti stati una delle band che nella storia della musica rock hanno maggiormente saputo esplorare i diversi generi e stili musicali in cerca di nuove influenze, mostrando una grande apertura mentale e un notevole coraggio nel produrre musica, anche se non sempre con risultati eccellenti. Di fatto sono solo i primi due album dei Clash a suonare come veri e propri dischi punk, ma già in questi lavori si sentono le avvisaglie della curiosità musicale che caratterizzerà in maniera sempre maggiore la loro produzione discografica, che negli anni si contaminerà con il reggae, il rockabilly, lo ska, il bluebeat, il pub-rock, la dub, l’hip-hop di primissimo pelo e la musica elettronica. In soli 10 anni di carriera, dal 1976 al 1986, i Clash hanno registrato 91 tracce, contenute in 6 album in studio, che gli sono valse il titolo di “The Only Band That Matters”.

Il libro sui Clash è disponibile qui

“The Clash: Tutti gli album – Tutte le canzoni” (Martin Popoff, Il Castello Editore), analizza in 240 pagine tutta la discografia in studio dei Clash, studiando il contesto e gli eventi che hanno condotto alla nascita di ogni brano, oltre a darne un’interpretazione. Il libro è organizzato in 6 capitoli che seguono cronologicamente la produzione discografica della band di Londra ed è impreziosito in ogni sua pagina da immagini di concerti, di backstage, di momenti in studio di registrazione, di locandine, poster e biglietti. Non c’è spazio per una vera e propria biografia della band, che è invece raccontata di sbieco, grazie alle storie che si celano dietro ad ogni brano, lasciando la musica in primo piano e tutto il resto a fare da sfondo: i litigi, le rivalità, le droghe, l’impegno politico, i cambi di formazione e le storie d’amore.

Questo libro ripercorre la carriera dei Clash, dagli esordi più punk fino al fallimentare “Cut The Crap”, che ne sancirà la fine frettolosa senza nemmeno un tour d’addio, passando per la pietra miliare “London Calling” e le sperimentazioni di “Sandinista!” e “Combat Rock”. Per ogni album vengono indicate tutte le informazioni fondamentali – la formazione della band al momento dell’incisione, la data di uscita, il produttore, la casa discografica, le certificazioni ricevute, la più alta posizione in classifica ottenuta e perfino i tecnici del suono che vi hanno lavorato – e, dopo una breve introduzione utile a contestualizzare l’ambiente e la situazione interna alla band di quel periodo, si passa all’analisi canzone per canzone, con numerosi riferimenti tecnici, biografici e sociali, oltre ad una buona dose di aneddotica che contribuisce a rendere il tutto più avvincente e appassionante.

P. Michael Putland/Getty Images

“The Clash: Tutti gli album – Tutte le canzoni”è perfetto per chi conosce già la band capitanata da Joe Strummer, che potrà trovare tra le pagine di questo libro nuove chiavi di lettura per il repertorio della band, oltre a informazioni difficili da reperire altrove e tantissimi aneddoti da fan sfegatati (ad esempio, lo sapevate che i suoni intermittenti che si possono sentire sul finale della celeberrima “London Calling” non sono altro che un segnale di SOS lanciato con un telegrafo?), ma può rivelarsi estremamente utile anche per chi vi si avvicina per la prima volta o per chi non è mai andato oltre i brani più famosi della band di Londra e vuole approfondirne la conoscenza, fornendo un’utile strumento per approcciare in modo ordinato e razionale la discografia di “The Only Band That Matters”.

 

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