Appena si stringe tra le mani “Grand Tour d’Italia a piccoli passi”, il nuovo libro del celebre critico d’arte Philippe Daverio, ci si rende subito conto della sua poderosa presenza. La copertina in cartonato rigido e le oltre 400 pagine che complessivamente pesano quasi 1 kg e mezzo rendono la lettura fisicamente poco maneggevole. Non si vuole certo (e giustamente) facilitare l’avventore appassionato d’arte e del Bel Paese in una lettura frettolosa e distratta. Pertanto levatevi dalla testa l’idea di portare con voi questo libro nello zaino o in borsa e di poterlo leggere in autobus o in metropolitana, la vostra schiena vi ringrazierà. Infatti, il proposito di questo tomo – e lo si comprenderà bene scoprendo pagina per pagina ma anche il titolo ci anticipa già, in qualche modo, il senso – è quello di prenderci tutto il nostro tempo, tra le comodità di casa, e di assaporare a piccoli passi, appunto, le bellezze artistiche del nostro Paese.

La prima di copertina del libro “Grand Tour d’Italia a piccoli passi” di Philippe Daverio, Rizzoli

Il libro, pubblicato dalla casa editrice Rizzoli, per fortuna non è una monotona guida turistica. È stato concepito con un taglio diverso. Si tratta piuttosto di un lungo e caloroso invito a preparare la valigia e a partire per mettersi in viaggio alla scoperta di una terra bellissima: l’Italia, dopo un breve e scanzonato “rimprovero” sul fatto che gli italiani si siano dimenticati «di girare l’Italia». Perché diciamocelo: siamo troppo presi da una frenetica smania “esterofila”, nel senso che tendiamo spesso e volentieri a sottovalutare gli splendori di casa nostra per visitare posti lontanissimi. L’autore dunque ci chiama, si siede idealmente accanto a noi e, dopo averci invitato appunto a viaggiare, ci invita altresì a fermarci e a riconsiderare il nostro modo di viaggiare. Quindi, con la sua solita eclettica dialettica, finalmente ci prende per mano e senza metterci fretta ci accompagna, come lo definisce lui stesso, in uno “Slow Tour”.

L’imperativo è quello di riappropriarci del nostro stesso tempo e dell’amore per la nostra Italia. Andando a scoprire quei luoghi bellissimi ma poco noti, dove si celano le meraviglie più sorprendenti, anche a pochi passi dalle mete più conosciute e inflazionate dal turismo di massa. Si potranno così scoprire tutti quei luoghi che costellano quell’affascinante “Museo diffuso” che abbiamo la fortuna di vivere ogni giorno: composto da chiese, palazzi, musei, aree archeologiche, teatri, biblioteche e archivi, torri, monasteri, cimiteri, castelli e ville.

“Trasporto di animali esotici”, 320 – 330 d.C., mosaico romano di Villa del Casale presso Piazza Armerina (Enna).

« Queste pagine potrebbero servire agli italiani per godere dell’essere ciò che sono, per amare ciò che hanno ereditato e per preservarlo, e potrebbero servire a chi vien da fuori per scoprire la culla di gran parte di ciò che ha reso il mondo più bello.»

È vero, gli italiani, con i loro artisti e poeti, hanno contribuito a rendere il mondo un posto un po’ più bello in cui vivere e questo volume ce ne vuole far assaporare un piccolo assaggio. Ovviamente non ha la pretesa di essere esaustivo e di descrivere ogni singolo particolare. D’altronde sarebbe un’impresa impossibile e con schiettezza lo afferma l’autore stesso: «Questo è il primo volume di una collana di 123 volumi che non verranno mai pubblicati; è quindi ovvio che non intende essere esauriente. Non è il risultato di uno studio approfondito ma la conseguenza d’una patologia della curiosità».

Il libro ricco di bellissime fotografie e corredato di testi che invogliano a proseguire la lettura, per scoprire sempre nuovi aneddoti e curiosità, è suddiviso in tre macro capitoli che raggruppano le bellezze del nord, del centro e del sud Italia. Quindi con spensierata irriverenza partiamo alla volta di un eterogeneo Giro artistico d’Italia per “Il Meridione dell’Europa”, “L’ombelico del Bel Paese” e “La punta dello Stivale”.

Il numero alto di pagine, le numerose immagini a colori e la cura nei minimi dettagli per produrre un libro, oltre che bello da leggere, anche bello da vedere, giustificano e mettono in secondo piano l’alto prezzo di copertina. Regalatelo a chi più volete bene o concedetevi un meritato premio per voi stessi.

Immagine di copertina: Carta geografica dell’Italia vista da nord di F. Corbetta, 1853