Homo est faber suae quisque fortunae, diceva una celebre locuzione latina. Jerry Lundegaard (William H. Macy) è un addetto alla vendita in un salone di automobili, ed è lo stereotipato personaggio della middle-class americana che, non più contento della frustrante routine, decide di afferrare le redini della sua vita e cambiare improvvisamente il proprio destino: ingaggia così due sicari, Carl (Steve Buscemi) e il pazzoide, silenzioso Gaear (Peter Stormare) per inscenare il rapimento della propria moglie e dividere con i due il riscatto del facoltoso e antipatico suocero. Il piano cristallino di Jerry, apparentemente privo di complicazioni, si sgretola in mille pezzi, degenerando in una vicenda iconica e travolgente, impossibile da dimenticare.

Inquadrare Fargo in un preciso genere cinematografico è impossibile: i fratelli Coen si dilettano, nella fiction, a mescolare i tipici codici narrativi di riferimento, dando vita a un compiuto rovesciamento di un thriller-poliziesco. Un film che, nella sua densa carica drammatica, fa divertire: black-humor, insomma, con i dovuti richiami al cinema hitchcockiano, rigorosamente parodiati in una chiave tutta postmoderna e spiattellati in primo piano nelle scene più salienti.

In Fargo, un elemento portante è quello della giustapposizione: all’immoto e candido paesaggio innevato – che caratterizza una grande parte dell’ambientazione – si contrappone l’efferatezza dell’uomo, alienato dall’avidità di denaro e disposto a commettere gli atti più spietati pur di divincolarsi dall’opprimente insoddisfazione quotidiana; al violento svolgimento del sequestro, invece, fa da contrappunto la figura della pacifica poliziotta Marge, un personaggio pacato, cortese, in grado di apprezzare quanto di più semplice esista al mondo, nella continua incapacità di spiegarsi le brutali pulsioni insite nella natura umana. Un elemento ancora più stridente, però, è la dissomiglianza tra il mondo reale e quello idealizzato nell’immaginario dell’american dream: Jerry è un inetto, che mente in continuazione quando vende automobili, si nasconde dietro tic e sorrisi fasulli, sperando sempre di cavarsela in qualche modo, mentre gli impacciati malviventi Carl e Gaear sembrano spesso perdersi in sciocchezze, svelando il lato comico (e grottesco) della delinquenza. Tra la sfera del bene e quella del male vige una totale incomunicabilità, intelligibile solo e unicamente allo spettatore.

Come previsto dal copione postmoderno, tutti si trovano a fare i conti con il labile confine tra mensonge e vérité: i comportamenti caricaturali e goffi dei due criminali da una parte, la nevrotica e disastrosa attitudine di Jerry dall’altra. Ma c’è dell’altro. Anche lo spettatore è coinvolto in un’ambiguità di fondo. All’inizio del film viene dichiarato: «Quella che vedrete è una storia vera – I fatti esposti nel film sono accaduti nel 1987 nel Minnesota. Su richiesta dei superstiti, sono stati usati dei nomi fittizi. Per rispettare le vittime tutto il resto è stato fedelmente riportato»; alla fine, invece: «Le persone e gli eventi rappresentati in questa produzione sono fittizi. Nessuna somiglianza con persone reali, vive o decedute, è intenzionale o dovrebbe essere desunta».

La pellicola conquista tutti a Cannes, nel 1996, e viene poi insignita di numerosissimi riconoscimenti, tra cui il Premio Oscar nel 1997. Inoltre il film è stato annoverato, nel 2006, tra le pellicole culturalmente, storicamente e esteticamente più rappresentative del cinema, e quindi conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Nel 2014 i fratelli Coen hanno iniziato a dirigere l’omonima serie ispirata al film.

Il messaggio di cui Fargo si fa foriero è semplice: non esiste il “delitto perfetto” perché gli uomini sono esseri del tutto imperfetti, pertanto quel che è consegnato all’azione umana si dimostrerà essere sempre fallimentare ed effimero di fronte alla veemenza del fato.

Quando tutto sembra quadrare nel logos meticolosamente calcolato dall’uomo, allora tutto è destinato ad andare diversamente: dopotutto, a lot can happen in the middle of nowhere.

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