Portare a teatro un film complesso e drammatico come “Il club dei 39” (in Italia meglio conosciuto come “I 39 scalini“) di Hitchcock non è un’impresa affatto semplice, trasformarlo poi in una black comedy ricca di gag esilaranti, una sfida quasi impossibile. La compagnia teatrale Cattive Compagnie è riuscita però nell’intento portando in scena uno spettacolo carico di humour british, incalzante, quasi ipnotizzante, che non lascia mai il tempo allo spettatore di staccare gli occhi dal palco e che lo tiene sempre col fiato sospeso.

La locandina dello spettacolo teatrale “39 scalini”

Non a caso lo spettacolo ha ricevuto il premio Cerami 2016 come Miglior Spettacolo, Miglior attore non protagonista Alessandro Di Somma, Miglior Scenografia e Migliori Costumi.

Noi siamo stati alla tournée romana presso il Teatro Garbatella, che si è tenuta da venerdì 11 a domenica 20 ottobre, e non possiamo che confermare i meritati riconoscimenti e il grande successo riscosso da questa versione teatrale del noir hitchcockiano.

39 scalini, firmato dalla magistrale regia di Leonardo Buttaroni e prodotto da AB Management, riprende la commedia teatrale scritta da da Patrick Barlow, adattamento del romanzo dallo stesso titolo di John Buchan e soprattutto del celebre film di Alfred Hitchcock. L’opera è stata pensata dal commediografo inglese per solo quattro elementi che sono chiamati a interpretare ben 39 personaggi diversi.

Una scena della commedia teatrale. Courtesy of CGP Srl

Il protagonista dell’opera, Richard Hannay, uomo d’affari intrappolato in un giallo apparentemente senza uscita, è interpretato come da copione da un solo attore (Marco Zordan), mentre agli restanti tre (Alessandro Di Somma, Diego Migeni, Matteo Cirillo) spetta l’interpretazione vorticosa degli altri 38 personaggi, in un susseguirsi di gag esilaranti, intrighi, colpi di scena e citazioni cinematografiche che rendono lo spettacolo estremamente coinvolgente e dinamico.

Gli attori, messi a dura prova dai continui cambi di ruoli e di scena, danno prova di un talento eccezionale e di una versatilità fuori dal comune. I travestimenti, infatti, secondo una dinamica tipica del metateatro, si svolgono quasi sempre sul palco di fronte agli spettatori, permettendo così di coinvolgere l’intera platea già dalla prima battuta. Le battute e le scene dissacranti, a volte al limite del grottesco, sono studiate nel minimo dettaglio, tanto che spesso lo spettatore non è più in grado di discernere il confine tra copione e improvvisazione.

Una scena della commedia teatrale. Courtesy of CGP Srl

Oltre all’incredibile bravura degli attori, un altro fattore determinante per il successo di questa spy story è sicuramente la scenografia, a cura di Paolo Carbone: la scena è sempre molto spoglia ed estremamente essenziale, ma il suo punto di forza risiede in un’altra caratteristica, la creatività. Grazie all’immaginazione, infatti, gli attori riescono a vedere un oggetto trasformarsi in qualcosa di completamente diverso. Bauli diventano così automobili, scale a pioli aeroplani da guerra o montagne da scalare, ombrelli ruote di una moto in corsa e così via. Questi espedienti geniali permettono di rendere la scenografia molto più interessante e duttile di quanto può apparire ad un primo sguardo, e di passare fluidamente da una scena all’altra senza lunghe interruzioni o passaggi bruschi.

La citazione della versione cinematografica del grande “maestro del brivido” è evidente, soprattutto nella ricchezza dei dettagli psicologici, nell’umorismo graffiante e acuto, nei ritmi incalzanti e serrati e nella suspense che caratterizzava la pellicola del 1935.

Una scena della commedia teatrale. Courtesy of CGP Srl

Un giallo fine e farsesco che omaggia un indiscusso maestro del cinema e che strizza l’occhio alla commedia inglese contemporanea, scandito da colpi di scena, complotti criminali e intrighi internazionali e giocato su gag, travestimenti e buffi equivoci. Risate ed azione sono assicurati!

 

Le tappe e le date del tour teatrale 2019/2020

dall’11 al 20 ottobre al Teatro Garbatella di Roma

dal 21 novembre al Teatro Troisi di San Donato Milanese (MI)

dal 13 al al 15 dicembre al Teatro Dehon di  Bologna

dal 24  al 26 aprile al Teatro Tor Bella Monaca di Roma

dal 6 al 10 maggio al Teatro Gioiello di Torino

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