Il foyer è illuminato, c’è brusio per strada, si respira un’aria più viva. Poter tornare a teatro quasi non sembra vero, eppure è finalmente realtà. Lo scorso fine settimana ha preso il via a Ferrara l’ottava edizione di A Summer Musical Festival, l’unica rassegna dedicata al genere del Musical in Italia. Che adesso gode di un doppio primato: i titoli in programma rappresentano di fatto i primi spettacoli di teatro musicale ad andare in scena dopo il lockdown degli ultimi mesi. La BSMTBernstein School of Musical Theater, ideatrice dell’iniziativa e diretta da Shawna Farrell– ha deciso di non fermarsi, nonostante le misure restrittive ancora in vigore nell’universo teatrale.

“Jekyll & Hyde”, il primo spettacolo della rassegna, ha debuttato il 10 e l’11 luglio al Teatro Comunale di Ferrara in tre repliche. Nessun altro titolo poteva essere più adatto al periodo che stiamo vivendo. Per la regia di Mauro Simone, le coreografie di Giorgio Camandona e la direzione musicale di Stefania Seculin, abbiamo assistito ad un’efficace e delicata rappresentazione di un mondo tendente alla distopia. I cui confini con la realtà sono, a ben vedere, piuttosto sottili. La storia è ispirata al romanzo “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” di Stevenson e indaga i limiti, le possibilità e il dualismo della mente umana

Jekyll & Hyde

“Jekyll & Hyde” in scena a Ferrara. Fonte: BSMT Productions

Il contesto in cui ha luogo la narrazione è inedito. Mascherine, guanti, visiere diventano simboli del tempo presente (seppur ben calati, fedelmente al libro, in un’atmosfera da “laboratorio”). Viene spontaneo chiedersi, allora, se la corsa intrapresa da Jekyll a caccia di un antidoto non sia un po’ anche la nostra. Ora più che mai, con una pandemia in atto, fino a che punto si spingerebbe la nostra ricerca?

Anche l’allestimento risponde a queste esigenze. Ricordiamo, infatti, che lo spettacolo ha avuto luogo nel pieno rispetto delle norme di igiene e sicurezza. Poco male, se l’intera platea diventa spazio d’azione per i performer, a loro uso esclusivo. Attraverso l’utilizzo di oggetti di scena e praticabili, sono rese chiare al pubblico le tre “stanze” in cui il racconto si dipana. Ci sono il laboratorio di Jekyll, il salotto e uno spazio neutro che assume una connotazione diversa a seconda dei momenti della storia.

Jekyll & Hyde

“Jekyll & Hyde” in scena a Ferrara
Fonte: BSMT Productions / Pagina Facebook

Pensare ad un teatro che prescinda dal contatto fisico risulta difficile. Funziona, però, nel caso di una macchina perfetta come quella avviata dalla BSMT. In “Jekyll & Hyde” ogni cosa è al suo posto, nonostante i limiti e le difficoltà della messinscena. Le battute, le sonorità, i passi di danza sopperiscono come per magia all’assenza di contatto. E danno al pubblico in sala – con lo sguardo dall’alto a 360° sulla performance – l’impressione che la nuova normalità, tutto sommato, non riservi solo cattive sorprese. 

Come la coinvolgente e suggestiva rielaborazione del brano originale “Murder”, in un’esibizione corale che non smette di emozionare. All’interno della cornice vittoriana che fa da sfondo alla storia di Stevenson, una nuova risposta agli abusi di potere nei confronti delle minoranze. Piedi che scalpitano, pugni al cielo, un unico grido. Sul palco, cartelli che recitano slogan tremendamente attuali. “Black Lives Matter”, “Stop racism”, “I have a name” sono solo alcuni dei messaggi che leggiamo in platea, con un nodo alla gola. Mentre la melodia incalza tornano alla mente le migliaia di vittime di soprusi: primo fra tutti George Floyd, con un lungo salto di nuovo al tempo presente.

Jekyll & Hyde

“Jekyll & Hyde” in scena a Ferrara
Fonte: BSMT Productions

La parte musicale dello spettacolo è quindi estremamente funzionale all’espressione della storia e dei personaggi. Ne sono un ottimo esempio i brani cantati da Jekyll e Hyde. Entrambe le “facce” sono interpretate dalla giovane promessa Andrea Meli che, senza cambi d’abito, fornisce una precisissima connotazione delle “sue” due nature. Ancora, pensiamo alla rappresentazione di due forme diverse di amore. Quella di Lucy, cui hanno prestato la voce e il corpo l’esplosiva Valeria Cozzolino e Giada Kodra e di Emma, interpretata da Martina Fornasaro e Sara SlavieroSenza dubbio, le musiche dal vivo eseguite dall’Orchestra della Città di Ferrara e del Conservatorio di Ferrara (diretta dal Maestro Valentino Corvino) contribuiscono ad arricchire la storia e i personaggi di sfumature e tonalità sempre nuove.

Ci piace vederla così: in 110 minuti, “Jekyll & Hyde” rappresenta uno spazio di evasione e consapevolezza al contempo, alla ricerca di un significato più profondo della realtà in cui ci troviamo. Che non è poi il senso stesso del teatro? E per fortuna l’esplorazione non finisce qui: A Summer Musical Festival prosegue a Bologna. Il 16, 17 e 18 luglio andrà in scena City of Angels, diretto e coreografato da Fabrizio Angelini; il 6, 7 e 8 agosto sarà la volta di Oklahoma!, regia di Saverio Marconi. Per ricominciare con il piede giusto, a ritmo di musica.

Immagine di copertina e a corredo dell’articolo: courtesy of BSMT Productions.
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