di Ilaria Mulè

La vita secondo John Cusack”, pièce di Paola Moretti diretta da Pietro Dattola, in scena al teatro Trastevere dal 7 al 10 febbraio 2019, affronta le delicate problematiche esistenziali di una madre adottiva e di una figlia adottata che vivono in sofferta simbiosi, separate da una cortina di rabbia e rivendicazioni.  Si trovano in un limbo, invischiate in un legame ossessivo, che le tiene unite senza gioia. Tutto cambia quando fa irruzione nel microcosmo familiare, fermo in uno stallo senza tempo, un giovane uomo. Il maschile e il femminile si incontrano e un sogno d’amore ha inizio.

Le due donne stanno per entrare in una casa al mare. Sono appena arrivate, i bagagli sono davanti alla porta. L’azione drammatica si svolge nella zona antistante l’ingresso, luogo intermedio di transizione, spazio soglia tra gli ambienti domestici e quelli esterni. La pièce ruota attorno alla facoltà di dare o negare l’accesso a parole, sentimenti, persone.

una foto di scena

Madre e figlia, legate da un rapporto di cura e accudimento, non sembrano felici. Vivono una relazione disfunzionale, che non procura sicurezza, conforto o benessere, ma accentua dissidi e conflitti. Mentre l’una nutre con pappe e ricopre l’amata di premure favorendo la dipendenza affettiva in un rapporto che sarà definito come “una droga”, l’altra accetta passivamente, subisce le direttive altrui, vive di desideri e sogni, ma non fa scelte.

Sono accomunate da una tensione emotiva sottile, che a tratti si fa più evidente quando la minaccia, o presunta tale, si avvicina. Esplode, appunto, quando dal cancello sembra entrare qualcuno. In effetti, un sedicente John Cusack si avvicina alla ragazza seduta, lasciata sola. Vitale, affamato e curioso conquista la sua fiducia. Lei confessa la difficoltà delle sue mani a trattenere, il disagio di accogliere. Incontro romantico voluto dal destino, ispirato dalla commedia hollywoodiana “Quando l’amore è magia – Serendipity” di Peter Chelsom, il giovane vuole infondere vita alla delicata bambola di porcellana, imprimerle un movimento, darle una direzione, coronare un sogno: le promette di accompagnarla fino al Nord, terra d’origine in cui scoprire un’appartenenza.

Intorno, il fragore delle onde copre le voci. Risonante dramma intimista centrato sul tema della maternità, naturalmente intesa come liquidi e sangue ma rivelatasi anche come grembo della mente, “La vita secondo John Cusack” affronta questioni complesse.

«In discesa, in salita, ma avanti. L’importante è andare avanti»: camminare, progredire… è la grande metafora del vibrante testo di Paola Moretti.

La regia di Pietro Dattola, altamente simbolica, coordina movimenti interiori e padronanza sicura della scena. La recitazione di Flavia Germana De Lipsis, Natalìa Magni e Leonardo Santini è profondamente sentita, senza artificio, erede di grandi tradizioni, Stanislavskij e Strasberg per fare due nomi.

“La vita secondo John Cusack” di Paola Moretti
regia: Pietro Dattola
interpreti: Flavia Germana De Lipsis, Natalìa Magni, Leonardo Santini
produzione: Associazione Culturale Teatro Trastevere in collaborazione con DoveComeQuando.

Teatro Trastevere
Via Jacopa de’ Settesoli 3, 00153 Roma

Prevista tessera associativa, contatti: 065814004, info@teatrotrastevere.it
www.teatrotrastevere.it