di Flavia Giordano

Lo scorso 7 aprile lo storico teatro “Valle” di Roma ha riaperto i battenti dopo quattro lunghi anni di silenzio e lavori di ristrutturazione.

Situato nel Rione Sant’Eustachio è il più antico teatro moderno della capitale e con la sua storia dai tratti travagliati ma allo stesso tempo epici è pronto a tornare alla ribalta, anche se in via straordinaria e provvisoria sperando in una riapertura definitiva a breve.

Inaugurato nel 1727 e con i suoi quasi trecento anni è motivo di vanto per la città che lo ospita. Costruito dagli architetti Mauro Fontana e Tommaso Morelli subì nel corso del tempo numerose ristrutturazioni, sia per migliorie strutturali sia per il perfezionamento delle decorazioni interne, fino ad arrivare a quella dell’ ‘800 affidata a Valadier, che disegnò la famosa ed elegante facciata in stile neoclassico, caratteristica e distintiva del teatro.

Per molto tempo nelle avide mani di privati il teatro divenne poi proprietà statale, affidato e gestito dall’Eti. Ente che chiuse nel 2010, quando venne presa la decisione di mettere il teatro in vendita. Tale decisione non fu propizia, non venne vista in modo benevolo e pacifico tanto che il 14 giugno del 2011 il teatro venne occupato da un gruppo di attori attivisti e liberi cittadini. Gli occupanti avevano lo scopo e il desiderio di rivendicare il teatro ed affidarlo nelle mani forti e sicure della partecipazione e gestione popolare, mantenendo lo stabile pubblico.

Con lo slogan «Come l’acqua e l’aria, ora ci riprendiamo anche la cultura» gli attori autogestirono il teatro Valle per i tre anni successici. Elaborando nuove proposte per gestire i vari teatri pubblici, organizzando spettacoli ed eventi volevano rielaborare, partendo dal basso, i modelli delle politiche culturali troppo rigidi e spesso chiusi alla creatività. Vincendo vari premi e con un obiettivo ben chiaro, gli attori cercavano pian piano di prendere e conquistare il legittimo possesso del teatro “Valle”, creando con il sostegno di gran parte del teatro italiano la fondazione “Teatro Valle Bene Comune”.

Una foto del teatro Valle Occupato – Fonte: artribune.com

I piani non andarono come previsto e, a causa di degenerazioni e disguidi nella qualità dell’autogestione collettiva, gli attori occupanti dovettero, con tristezza e delusione, pian piano arrendersi e sgombrare la struttura pacificamente l’11 agosto 2014, restituendo il teatro alle autorità comunali.

Bisognoso di importanti restauri strutturali e affidato ora al Teatro di Roma, il “Valle” sta riconquistando la sua storica fama.

Con un’istallazione di Mimmo Paladino, intitolata “Paladino al Teatro Valle”, ed altre che ricordano la straordinaria storia del teatro è stato riaperto in via temporaneamente, in attesa dell’imminente riapertura definitiva.

«Fatemi esprimere il piacere di una difficile promessa mantenuta nonostante la difficoltà dei lavori che, fatte salve le mille difficoltà tecnico-giuridiche e i mille imprevisti e sorprese che riserva questo tipo di interventi in una struttura storica e di cui non si hanno documentazioni tecniche, vorremmo riuscire a concludere entro il mandato di questa giunta»

spiega Luca Bergamo, vice sindaco e assessore alla cultura

Fonte: teatrovalleoccupato.it

Il “Valle” deve e vuole essere restituito ai cittadini, motivo per il quale è stato organizzato un programma, intitolato “Preludio Valle”, ad ingresso libero fatto di mostre, visite guidate, sorprese ed istallazioni. Nei prossimi mesi sono previste una mostra interamente dedicata ai famosissimi “sei personaggi” pirandelliani, che debuttarono per la primissima vota al Valle nel 1921; la mostra multimediale “Paolo Poli è”, caratterizzata dalla presenza di più di quaranta monitor attraverso cui rivivere l’immensa creatività di questo artista che lavorò numerose volte nello storico teatro. A queste importanti e innovative mostre si aggiungeranno visite guidate animate con attori, incontri-spettacolo sui grandi attoriche hanno varcato e lavorato su quel palcoscenico, appuntamenti e laboratori musicali e, infine, in condivisione con il Teatro India, il festival multidisciplinare «Dominio pubblico-under 25».

La speranza resta quella di restituire la dovuta gloria e meritata luce al teatro “Valle”, che in trecento anni ha segnato la storia ed è stato la culla del teatro moderno italiano.