di Roberto Carnevale

Avanzare il passo per prendere il proprio posto all’interno della cavea dell’Auditorium di Roma diventa un’esperienza visiva inattesa ed emozionante, i corpi si muovono in perfetta sintonia con l’architettura del luogo, inglobandola e componendo un unico paesaggio da ammirare. I danzatori sono ovunque e di volta in volta un nuovo punto di vista è assunto dallo spettatore, una vertigine dello sguardo disorientante ed estasiante che culmina con i 21 elementi architettonici che compongono la compagnia posizionati intorno al pubblico, circondato dalla bellezza. Parcour è solo la prima parte della performance inaugurativa della XXXV edizione del Romaeuropa FestivalDialoge Roma 2020 – Terra Sacra, portata in scena dalla compagnia berlinese Sasha Waltz & Guests.

 

Dialoge Roma 2020 – Terra Sacra

Architetti, artisti visivi, coreografi, film-maker, designer, musicisti, cantanti e danzatori, provenienti da 30 differenti paesi, hanno collaborato come ospiti della compagnia in oltre 80 produzioni, dialoghi e film, tra questi Dialoge 9 che nel 2009 apriva a Roma le porte del museo MAXXI.

Una serata dedicata alla danza contemporanea che prosegue con l’assolo I can’t breath, con cui la coreografa e regista intende portare sul palco le discriminazioni e le disuguaglianze sociali che la pandemia globale ha fatto riemergere e già messo sotto diversi riflettori. Un unico danzatore, un guerriero che soffre e combatte, reagisce, e che ci ricorda l’importanza dell’empatia e del sostegno e rispetto reciproci.

Segue Sacre, il nuovo adattamento de Le sacre du printempsdi Igor Stravinsky, per raccontare la storia di un rito primaverile, di sacrifici e della possibilità di un nuovo inizio. Tutti i performer danzano sul palco, ma in opposizione al contatto e la fisicità che caratterizzavano l’opera originale, i corpi questa volta non si toccano, gravitano uno intorno all’altro alimentando una continua tensione verso i compagni, tutti parte di un’unità spirituale e scenica spezzata sul finale dall’allontanamento dell’eletta, nuda destinata alla morte e al sacrificio propiziatorio. La conclusione della rappresentazione è però un inno alla vita e alla felicità sulla musica del Boléro di Maurice Gravel, in cui torna anche il contatto fisico tra una coppia di due uomini che apre la scena. I danzatori si intrecciano, si intersecano, compongono dei gruppi e disegnano figure geometriche, una costellazione di corpi precisi e imperfetti, emozionanti ed emozionati per il loro ritorno in scena dopo otto mesi.

La 35esima edizione del Romaeuropa Festival

La trentacinquesima edizione del Romaeuropa Festival Contatto, un gesto per il presente è iniziata il 18 settembre e proseguirà fino al 15 novembre 2020, in quattordici spazi della capitale e con parte della programmazione all’aperto.

Arti Visive, danza, musica e teatro sono i protagonisti dell’iniziativa che ospiterà numerosi artisti italiani e internazionali, per riavvicinare le persone alla cultura e alle arti performative dopo un periodo di lungo e forzato allontanamento.

Cinque sezioni: Anni Luce, curata da Maura Teofili e dedicata alla scena teatrale italiana, Dancing Days, sulle tendenze della danza italiana ed europea e a cura di Francesca Manica, REf Kids & Family curata da Stefania Lo Giudice, che rinnova l’attenzione alla creazione italiana per l’infanzia e Digitalive di Federica Patti, un programma dedicato al cross-over tra musica elettronica, performance, video e opere in AR e VR. Tra virtuale e reale si svolge poi EXTRACT, il nuovo progetto del REf fruibile online e interamente gratuito.

MyriamBleau, Eternity Be Kind. Ph. ©EllaRinaldo Photo

MyriamBleau, Eternity Be Kind. Ph. ©EllaRinaldo Photo

L’intero programma del festival è scaricabile qui.

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