Oggi facciamo un passo indietro rispetto agli scrittori precedenti, e torniamo alla seconda metà del 1800. Il libro di questo mese è Malombra, scritto da Antonio Fogazzaro e pubblicato nel 1881.

Perché leggere questo libro? Per la tormentosa storia che lascia presagire la fine ma vi conduce il lettore con ritmo spasmodicamente lento, chiamando alle ultime pagine nonostante queste siano anche le più temute. Perché, pur essendo un’opera prima, vi sono già gli elementi costitutivi della scrittura dell’artista, che culminerà con “piccolo mondo antico” (anche questo degno di lettura) e che è caratterizzata da un tono ancora romantico e da una nuova ricerca dell’inconscio, che in quegli anni si andava appena definendo. Legato a questo è il terzo e ultimo motivo: è un libro da leggere perché la prosa di Fogazzaro dà il piacere della lettura e del dettaglio curato ma non eccessivo, e i personaggi, pur ricalcando il romanticismo, lasciano trasparire una decadenza che pare aprire la strada ai movimenti letterari seguenti.

L’edizione Feltrinelli del libro

La trama di Malombra ruota attorno a Corrado Silla, giovane scrittore che viene chiamato nella campagna lombarda per svolgere mansioni di ricerca storico-letteraria per conto di un personaggio nobile quanto sconosciuto, Cesare d’Ormengo. Il giovane scopre qui di essere più conosciuto di quanto non sospettasse, a causa di rapporti intrattenuti dalla madre col suddetto conte e, in breve tempo, entra nelle grazie della maggior parte degli inquilini della villa in cui è ospite. Vi è però un’eccezione: Marina Crusnelli di Malombra, fatidica giovane dalle velleità sociali troncate a causa della morte dei genitori e dell’attuale, forzosa convivenza con il conte e zio; lei e Corrado, attratti l’uno dall’altro, stizziti dell’altrui orgoglio, si scontrano a più riprese e riavvicinano altrettanto spesso.
Marina scopre poi casualmente le reliquie di una precedente inquilina della villa, che come lei aveva trascorso in isolamento in quelle stanze grande parte della propria vita, e di cui la giovane era l’ultima discendente; provata già dalla propria condizione si convince vi sia un legame trascendentale tra la propria esistenza e quella di costei, che auspica una vendetta eterna contro i responsabili della propria reclusione. Marina si carica dunque del peso di tale vendetta e individua nel conte Cesare, parente degli stessi responsabili, il proprio obbiettivo. I successivi avvenimenti rafforzano le credenze mistiche di Marina, che gradualmente smette di adottare il proprio nome e utilizza quello dell’antenata morta, Cecilia. Coinvolto suo malgrado in queste macchinazioni, inconsapevole del senso di alcune azioni e affermazioni di Marina, ma attratto da lei ferocemente, Corrado Silla ne diviene l’amante platonico e il complice. Dopo alcuni tentativi di allontanarsi dall’intero contesto, lo scrittore si ritrova infatti a ritornarvi come spinto da una forza interna e oscura, che vince una pulsione ad amori più puri ed onorevoli, e altre sincere amicizie.
In una notte fatidica, Marina appare al Conte sotto le spoglie della morta Cecilia; lo spavento lo fa ammalare, e una seconda, pubblica scena della giovane, ormai pazza, ne causa infine la dipartita. Subito dopo, avendo esaurito il proprio compito, e volendo forse addossarsi una definitiva, mortale colpa, Marina uccide Corrado con un colpo di pistola, e fugge per le montagne, dove verosimilmente (ma non è certo) si suiciderà gettandosi nello stesso pozzo in cui l’ascendente aveva trovato la morte decenni prima.

Il lago e la natura fanno da sfondo indomabile e onnipresente alla trama del libro

La complessità della trama è tutta psicologica: gli eventi sono funzionali all’evoluzione mentale dei protagonisti, al loro avanzamento o regresso all’interno della logica di vendetta che muove l’intero romanzo. Con grande proprietà Fogazzaro dipinge i caratteri umani e ne lascia intuire alcune sfumature attraverso gli occhi di altri attori, o anche semplici accenni. Malombra, personaggio portante della vicenda, è unione di tendenze confliggenti e opposte, che mai si conciliano e pure convivono in una giovane che viene dunque rappresentata in tutta la sua complessità, e la cui follia è sofferta dal lettore in ogni sua espressione.
I temi del romanzo gotico riecheggiano poi in vari punti: flora e fauna selvagge, ombre invincibili, spiritismo e una natura ancora romantica nelle sue espressioni più forti, nel suo sublime. Per concludere, Fogazzaro dà particolare importanza alla tematica religiosa, e apre in più punti un discorso sulla Fede che ne caratterizza, in verità, l’intera opera, e si può ritrovare anche in “piccolo mondo antico”. Il contrasto tra Fede e quotidianità, tra volontà di credere e impossibilità di riuscirvi, l’invincibile fatalismo di alcuni personaggi sono le composite rappresentazione di un solo, grande argomento che racchiude probabilmente la domanda più importante cui l’autore provava a rispondere attraverso la propria arte.

Per concludere, Malombra è un libro sfaccettato e inquietante e il suo inedito, decadente romanticismo vi attireranno in un vortice di sentimenti e tragedia in cui vale la pena annegare per il prossimo mese.