Iperione é un capolavoro di poesia. Scritto tra il 1792 e il 1799, più volte rimaneggiato, accolto freddamente dalla critica, mi é arrivato nell’Edizione curata e da Giovanni Amoretti, che si é anche occupato della traduzione.

Il libro tratta la storia di Iperione attraverso la successione epistolare che egli intrattiene con Bellarmino, caro amico di un periodo di auto-esilio in Germania, e Diotima, donna ideale con cui egli intrattiene un rapporto reciproco di sensibilità artistica, morale ed amorosa tipico dell’era romantica. Il romanzo interò è ricco di metafore, in una sequela di comparazioni tra la natura e l’umano che vuole già dare l’idea del senso ultimo del cammino del protagonista. Giovane Greco, tornato in patria dopo un esilio politico seguito al fallimento dei moti del 1770, Iperione parla a Bellarmino della Grecia attuale, e della sua differenza con la trascorsa.

Dalla velata critica ai contemporanei (in verita quelli tedeschi dell’autore) Iperione muove però poi verso l’amore, avendo incontrato Diotima. Questa, giovane di uguale caratura morale e altrettanta sensibilità, ne ricambia i sentimenti ed é da lui amata in maniera totale e platonica. Quando una malattia strappa però Diotima alla terra, Iperione si trova nuovamente solo, con le delusioni politiche ora accompagnate dal dramma amoroso. Solo la natura, col suo potere escatologico e benefico, riesce a rendere la calma e far trovare pace al protagonista, che comprende l’esistenza di un circolo eterno nell’essere dell’uomo come in quello del mondo.

kos grecia iperione

La Grecia è fulcro dello svolgimento, sia come luogo sia come ideale rappresentazione di valore morale

Con la promessa di nuove notizie si chiude il libro, come ad anticipare una nuova vita di cui non ci è dato conoscere la natura, e che possiamo solo intuire; un libro che é anche trasposizione letteraria unica e poetica della vita dell’autore.

Nato nel 1770, Friedrich Holderlin trascorre la giovinezza in ambiente protestante, a stretto contatto con grandi filosofi del tempo quali Hegel e Schiller. Una volta conosciuta la rivoluzione francese, se ne appassiona vivamente, e questo empito politico non lo lascerà per tutta la vita, accompagnando anche nell’Iperione la tematica amorosa. Convinto del valore degli ideali promulgati dai moti del 1789, e influenzato dal classicismo che vedeva nell’antica Grecia l’emblema di valori e una morale di altra caratura rispetto alla contemporanea, Holderlin si distanzia dai propri coevi in quanto rappresentazione di un’umanità troppo pragmatica e calata nella miseria di una quotidianità priva di etica. Il tema dell’escapismo è in effetti molto chiaro anche nella trama del libro, e rappresenta forse la conclusione di un percorso spirituale ed umano che, prima di essere di Iperione, era dell’autore stesso.

La stessa storia con Diotima prende le mosse da fatti realmente accaduti: divenuto precettore dei figli di tale Susette Gontard, Holderlin sviluppo con lei un affinità elettiva che, pur non destinata a chiudersi tragicamente, si concluse dopo tensioni concernenti il marito di lei e i rapporti con l’ intera famiglia. L’ amore e la morale si legano dunque fortemente nel romanzo, e Diotima è rappresentazione migliore di questa unione cosi come il mondo naturale lo è di quella tra la stessa morale e gli ideali (unione che, evidentemente, non riesce più a trovare degno rappresentante nella stirpe umana). Lo stesso nome richiama colei che rivelò a Socrate il mito di Eros, e dunque una intermediaria tra umano e divino.

Nell’Iperione la ricerca del protagonista si conclude tragicamente in ambito politico così come amoroso, ma è il percorso stesso che rende degna la lettura: diverso da un romanzo di formazione qualsiasi, mancante di un processo in effetti lineare che rende il protagonista consapevole in senso positivo, l’Iperione resta dunque un’opera struggente che vale la pena leggere per penetrare nel mondo ottocentesco così come nelle nostre peregrinazioni mentali, siano esse terrene o attinenti al mondo delle idee.

Iperione è il nome di uno dei dodici Titani, il primo a questionare e comprendere i movimenti del cielo e delle stagioni. Nel libro, la ricerca intellettuale occupa il primo piano