Correva l’anno 1876. La carriera era all’apice, ma la salute in declino. La migliore medicina era trasferirsi in una città la cui bellezza e il cui clima avrebbero giovato sia al corpo che allo spirito. E Richard Wagner scelse Napoli. La moglie Cosima annotò sul proprio diario: “Napoli è la città più viva che si possa immaginare. Richard ora sta veramente bene”.

L’inizio del soggiorno, in verità, non fu idilliaco. Il chiassoso trambusto che invadeva i vicoli di Napoli, brulicanti di voci e di frenetica attività, turbò il compositore e direttore d’orchestra, abituato alla compassata quiete di Lipsia. Ma in breve tempo il disagio si trasformò in tenero affetto per un luogo capace di toccargli il cuore, per poi conquistarlo. Si commuove, Wagner, alla vista di un ragazzo, vestito di cenci e seduto su un muretto, con le gambe ciondolanti, che suona “magnificamente” un violino ammaccato; sorride, Wagner, quando assiste al galante corteggiamento di un giovane che, in ginocchio, offre, deferente, un mazzo di fiori a una fanciulla, ritrosa, ma solo in apparenza.  Il compositore, per improrogabili impegni di lavoro (premevano le scadenze per la consegna di alcune opere commissionategli) dovette fare ritorno a Lipsia, dove la sua salute – migliorata a Napoli – peggiorò. Nel 1880 Wagner potè di nuovo fare ritorno nel capoluogo partenopeo. Anche in questo caso l’inizio del soggiorno risultò problematico: fu infatti colpito da una malattia della pelle, probabilmente dovuta a un esaurimento nervoso. Poi si riprese: a fargli compagnia, nelle sue lunghe passeggiate, i tanti cani – lui che per essi aveva una spiccata predilezione – scodinzolanti per i vicoli. A Lipsia gli era capitato di accarezzare un cane che, ingrato, gli aveva inflitto un inclemente morso alla mano destra, costringendolo all’inattività, come direttore d’orchestra, per due mesi. Anche in occasione del secondo soggiorno Napoli rivelò poteri taumaturgici a beneficio di Wagner, la cui pelle guarì. Grato per i tanti doni a lui elargiti dalla città del sole, il compositore, all’atto di congedarsi, dichiarerà: ”Napoli è la mia città, qui tutto è vita”.

Immagine di copertina: ritratto di Richard Wagner, fonte www.audemac.org.
© riproduzione riservata