Dark la serie TV di Netflix diventata cult tra gli appassionati

Dark la serie TV di Netflix conclusa dopo 3 stagioni, è una delle delle serie TV che ha riscosso più successo tra gli amanti dello streaming online.

Che cos’è Dark di Netflix? È un’esplosione neurale che percuote la nostra mente ed elettrizza il nostro corpo. Non è una semplice serie TV ma un’articolata e ipnotica tela di ragno che ci cattura come un piccolo e ignaro insetto.

Il racconto ambientato nella cittadina di Winden, che vede intrecciare i rapporti e il passato di quattro famiglie (Kahnwald, Nielsen, Doppler e Tiedemann) e della misteriosa setta Sic Mundus guidata dal loro leader Adam ci trova impreparati, sprovveduti; ci mancano i mezzi per comprendere quello che di lì a poco andremo a vedere.

Quindi che cosa è Dark? È la serie TV che non ti aspetti, un prodotto che da sconosciuto, di nicchia, è diventato un fenomeno virale. Al pari di Black Mirror è entrato far parte del discorso odierno, per riferirsi o meno a qualcosa di suadente e così complicato da farci esplodere le meningi. Tutto questo era chiaro fin dai primi episodi della prima stagione, uscita nel 2017, ma l’opera ha saputo raggiungere la piena maturità con la seconda stagione del 2019 e trovare una degna conclusione con la terza stagione del 2020.

L’albero genealogico dei personaggi di Dark è alla base dei misteri della serie (fonte: netflix.com)
L’albero genealogico dei personaggi di Dark è alla base dei misteri della serie (fonte: netflix.com)

 

La serie TV Dark è una delle migliori serie del nostro tempo, e non perché è contorta, atipica e suadente, ma per la straordinaria messa in scena del racconto.

La serie TV Dark

La serie TV Dark viene inizialmente paragonata a Stranger Things, non solo per la giovane età del dark cast, ma anche per l’ambientazione sci-fi e l’incontro con gli anni ’80. Nonostante questo la serie di Baran bo Odar e Jantie Friese è riuscita ad emanciparsi da questo confronto e trovare una propria dimensione.

Dark non ha niente a che spartire con la storia raccontata da Hawkins per diversi fattori: l’estetica, il sottotesto, il messaggio, la regia e la fotografia, ma soprattutto la collocazione nazionale. Dark è una serie tedesca, ben distante, quindi, dal tipo di impronta americana.

L’essere stata premiata dagli utenti (su RottenTomatoes) come la miglior serie TV Netflix è un vanto tutto europeo.

Serie TV Dark cast

La serie TV Dark ha un cast in cui molti personaggi sono interpretati da diversi attori a secondo dell’età (bambino, ragazzo, adulto o anziano). Per rendere più semplice capire i vari membri del cast abbiamo diviso i personaggi nelle quattro famiglie principali: Famiglia Kahnwald, Famiglia Nielsen, Famiglia Doppler, Famiglia Tiedemann e gli altri personaggi che ruotano attorno alle vicende ambientate a Winden.

La setta del Sic Mundus ricopre un ruolo principale in Dark (fonte: netflix.com)
La setta del Sic Mundus ricopre un ruolo principale in Dark (fonte: netflix.com)

 

La terza stagione di Dark Serie TV Netflix

La seconda stagione di Dark si chiudeva con l’imminente apocalisse e Jonas chino sul corpo inerme di Martha, appena uccisa da Adam. Quando tutto sembra perduto, compare una Martha ben diversa pronta ad aiutare uno sbigottito Jonas che le chiede da quale epoca venga. La risposta lascia tutti perplessi: “la domanda non è da quale epoca, ma da quale mondo

A tale risposta ci rendiamo conto che i viaggi nel tempo non sono più il solo motore della storia, si aggiungono i multiversi a incrementare la complessità di un racconto già di per sé spiazzante. Ed è proprio da quel momento, da quell’incontro, che si dipanerà la marcia conclusiva della terza stagione di Dark. Non è mai stato semplice portare a compimento una serie televisiva, ce lo dimostrano Lost e How I met your mother. Ma non tutte possono avere la magnifica conclusione di Breaking Bad. Eppure, la serie tedesca di Netflix ci è riuscita, ed anche a pieni voti. Non tutto è perfetto, molto è stato trattato con frettolosità e presunzione, ciò nonostante il finale riscatta tutte queste imperfezioni.

L’inizio è la fine, tutti noi facciamo parte del tutto”, tale è il mantra che caratterizza Dark, e che ci stimola a comprendere ciò che riteniamo impossibile. Il viaggio nel tempo non è il motore che muove la storia. È la storia. Esso è il fulcro, l’origine, il tutto. Il tempo è una divinità capricciosa che gioca con le proprie marionette. I personaggi sono soltanto pedine in una scacchiera rossa come il sangue, imprigionati in un gioco senza fine; in un loop eterno. Dark coniuga filosofia e scienza, fantascienza e serialità come poche serie sono riuscite a fare negli ultimi anni.

A tal punto si può affermare che il gemello di Dark non è Stranger things, ma il Twin Peaks di David Lynch: nella sua struttura atipica (o meglio non conforme alla serialità mainstream americana) e nella messa in scena tutta personale. Quest’ultima è sì suggestiva, ma anche angosciante ed eterea, sfuggente da qualsiasi collocazione, come lo è appunto Winden, un non luogo dove si intrecciano spazio e tempo senza soluzione di continuità. Non esistono passato, presente e futuro, perché tutti e tre convivono insieme.

Nelle prime due stagioni veniamo a conoscenza del loop temporale custodito e protetto da Adam e dagli accoliti del “Sic Mundus”. Adam era la nemesi, colui da contrastare per spezzare il nodo, e così evitare l’apocalisse. La terza stagione di Dark aggiunge invece Eva, la controparte di Adam nel mondo parallelo, costituendo infine quella apporto biblico già presente nelle stagioni scorse. Inferno e paradiso, qui non sono plasmati da un dio, ma dal tempo/Dio, e sono una mera illusione, perché il mondo di Winden vive in un eterno purgatorio.

Gli ideatori hanno riportato la fantascienza e il viaggio nel tempo alle atmosfere letterarie degli anni ’50, ’60 e ’70, a quel noir fantascientifico che ha caratterizzato autori come Isaac Asimov, Ray Bradbury e Philip K. Dick. Non solo, Dark è nipote delle opere di inizio novecento di H. G. Wells e dell’inquietudine gotica di Edgar Allan Poe. Questo è il più grande vanto della serie, la sua bellezza intrinseca ed estrinseca. Ossia, la fantascienza non più motore di fatiscenza, di meraviglia superficiale fatta di computer grafica, ma puro spazio d’indagine, di passione per l’ignoto e sì anche per ciò che non capiamo e magari non capiremo mai.

Dark ci (re)insegna la bellezza dell’ignoranza, perché una sola pagina di Wikipedia non ci basta per comprendere le varie teorie di fisica quantistica che si celano dietro la trama. In questa sede siamo anche molto lontani dal dare tali spiegazioni, anche perché non basterebbe un altra visione per carpire i vari segreti di Winden (molti non sono stati risolti e vorremmo evitare spoiler). Ciò che possiamo fare, a caldo, è dare un giudizio estetico e qualitativo di Dark.
La serie è riuscita a rimanere fedele a sé stessa dall’inizio alla fine, dimostrando una coerenza narrativa davvero eccezionale. Ogni tassello, ogni briciola di pane è stata gettata con cognizione di causa nel puzzle infinito. La colonna sonora si è fatta cornice del racconto, e finemente ricamata nel racconto. È essa stessa Dark, è l’emozione che si fa musica e rumore, è la risata beffarda del tempo che si prende gioco di noi. Ottimo il lavoro sui personaggi, nessuno lasciato al caso e plasmato ai fini della storia. Ma ciò che ci sorprende è l’eccezionale impegno rivolto al casting, le versioni future e passate dei protagonisti non ci rendono mai difficile il compito di riconoscere i diversi personaggi nelle varie epoche.

Ma veniamo al finale di stagione, all’ottavo episodio intitolato Paradiso. Si chiude il cerchio, l’amore impossibile tra Jonas e Martha diventa il deus ex machina degli eventi. I due lottano fino all’estremo per impedire l’apocalisse e non solo. Perché la terza stagione apre e chiude un nuovo interrogativo, la verità dietro tutto quanto: il mondo di origine, il big bang del loop dei due mondi. Scopriamo la condanna dell’uomo, mosso dall’istinto di preservare ciò che ama.

Il viaggio si chiude, ci commuoviamo a vedere la coppia insieme sotto la pioggia mentre pronunciano un’ultima volta quelle parole dette così tante volte, ma che solo il finale riesce a dare pienezza: “siamo fatti per stare insieme, non credere mai che non sia così”. I due si domandano che cosa ne sarà di loro, se saranno solo un sogno, un déjà vu. Infine tutto trova la sua compiutezza, una sua risoluzione del mondo che sarebbe dovuto essere, e la domanda dei due ragazzi avrà una risposta.

Ci sarà spazio per i chiarimenti, per le analisi arzigogolate e contorte di Dark, ora non possiamo far altro che dare il nostro commiato ad una serie sublime come poche. Ottimo lavoro Baran bo Odar e Jantje Friese, complimenti e grazie di tutto.

Thomas Rossi
Editor della sezione cinema e TV
Divoro film e serie TV fin da quando me lo ricordo. Thriller e serie TV di fantascienza sono il mio passatempo preferito per un fine settimana rilassante sul divano.