di Adriano Benedetti

Tutti quanti abbiamo sentito parlare almeno una volta del telescopio spaziale Hubble,  lo strumento di osservazione che ha fornito immagini spettacolari dell’Universo e ha permesso di effettuare importanti scoperte nel campo dell’astronomia andando ad osservare zone mai raggiunte prima.

Tuttavia, pochi conoscono la storia di questo progetto della NASA, e tantomeno si sa della donna che per prima ha combattuto per la sua realizzazione. Stiamo parlando di Nancy Roman, astrofisica statunitense e prima donna membro della direzione amministrativa della NASA.

Nancy Grace Roman

1970, Dr. Roman al NASA Goddard Space Flight Center in Greenbelt, Maryland. Credit: ©NASA

L’approccio all’astronomia e i primi studi

Passata alla storia come “mamma di Hubble”, nacque il 16 maggio 1925 a Nashville, USA, e scomparve il 26 dicembre 2018 alleta di 93 anni. Lanno prima della sua morte, ha rilasciato una serie di interviste per la NASA sulla sua carriera in prima linea nella scienza e nell’esplorazione dello spazio, e sulla sua attività di forte sostenitrice del ruolo delle donne nella scienza.

Il suo interesse per l’astronomia risale a quando era appena una bambina e la mamma la portava a fare delle passeggiate per guardare il cielo stellato, di cui rimase affascinata. Decise quindi molto giovane che sarebbe diventata astronoma, ma certo a per motivi culturali il percorso non era affatto facile.

In una delle interviste la Roman riporta in poche essenziali parole la concezione del ruolo delle donne nella scienza all’epoca in cui stava iniziando i suoi studi:

“Quale ragazza sceglierebbe la matematica al posto del latino”

Questa è la frase che gli rivolse con tono sprezzante una sua insegnante del liceo, in risposta alla richiesta della giovane studentessa di intraprendere un corso di aritmetica invece di uno di latino.

Il primo incoraggiamento che ricevette fu invece da parte di un professore  al college, il quale la andò a trovare nel suo laboratorio e le disse che di solito non consigliava alle ragazze di studiare fisica, ma disse che forse lei avrebbe potuto farcela.

Terminò quindi gli studi in fisica all’università per poi ricevere il dottorato in astronomia all’università di Chicago nel 1949.

1965, Dr. Roman mostra all’ astronauta Buzz Aldrin un modello dell’ Advanced Orbiting Solar Observatory , Washington. Credit: ©NASA

L’impiego alla NASA

Dopo alcuni anni passati nell’ambiente accademico della ricerca, nel 1959 si presentò la NASA (National Aeronautics and Space Administration) fondata appena sei mesi prima, che le offrì un lavoro come program scientist, il cui ruolo era quello di formulare e promuovere un progetto nel campo dell’astronomia. La Roman accettò il posto con la convinzione che quell’impiego avrebbe potuto cambiare la storia dell’astronomia per diversi anni avvenire.

All’epoca gli astronomi richiedevano un grande telescopio che funzionasse al di fuori dell’atmosfera, la quale è causa di un forte disturbo sulle immagini raccolte da quelli a terra, che avrebbe permesso quindi di ottenere immagini con una risoluzione mai vista prima. Si presentò quindi la possibilità di progettare il telescopio spaziale Hubble, che prese il nome da Edwin Hubble, lastronomo che verificò lespansione dellUniverso.

 Il primo passo per la realizzazione fu quello di mettere insieme un team di astronomi e ingegneri per trovare una soluzione tra quello di cui avevano bisogno i primi, e quello che potevano effettivamente realizzare i secondi.

Nel frattempo, Roman convinse il Congresso a finanziare il progetto affermando (secondo un calcolo approssimativo) che il contributo di ogni cittadino americano equivalente di una serata al cinema, avrebbe portato 15 anni di emozionanti scoperte. E così fu per davvero.

Come capo della parte amministrativa della sezione astronomica, fu coinvolta in molti altri programmi che riguardavano satelliti, razzi e osservatori solari. Creò, inoltre, un servizio di borse di studio per creare una nuova comunità di studiosi, sia negli Stati Uniti che all’estero.

Nancy Grace Roman

1962, Dr. Nancy Grace Roman con un modello del Orbiting Solar Observatory (OSO)
Credit: ©NASA

Riconoscimenti

Risulta quindi chiaro come Nancy Roman sia diventata una vera e propria icona della Nasa grazie al suo stretto legame con la missione astronomica di maggiore successo dell’agenzia, che le ha dedicato il suo nuovo telescopio infrarosso, il Nancy Grace Roman Space Telescope.

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