Nel nord Europa è ormai abitudine imbattersi in progetti o studi di architettura impegnati attivamente nel tema della sostenibilità ambientale, un tema che sta gradualmente diffondendosi nel credo collettivo della popolazione mondiale. In particolare, uno studio molto attivo in tale scopo risulta essere senz’altro lo studio danese COBE, che ha presentato la prima di una serie di stazioni di ricarica ultraveloci in Scandinavia: segnando l’inizio di un nuovo modo di ricaricare veicoli sulla strada.

Ultra Fast Charging Station, COBE, Fredericia, Danimarca. Fonte: http://www.cobe.dk

La stazione, situata nella città danese di Fredericia, fa parte di una rete più ampia lungo le autostrade della Danimarca, della Svezia e della Norvegia. Il colosso energetico tedesco E-ON e il fornitore di servizi di e-mobility danese Clever si sono imbarcati nella joint venture per costruire e gestire questa rete con l’obiettivo di passare definitivamente interamente all’utilizzo di veicoli elettrici. Mentre l’attuale processo di ricarica standard richiede molto tempo, le nuove stazioni ultraveloci saranno in grado di ricaricare una tipica batteria EV nell’arco di 15-20 minuti. Le stazioni di sosta progettate da COBE reinterpretano in chiave green e contemporanea i distributori di gas tradizionali, integrando alle aree dedicate al passaggio e la sosta dei veicoli altri spazi verdi e per la permanenza delle persone, in modo da offrire un’area dedicata totalmente al rilassamento dei sensi, come fosse un’interruzione mentale in un’oasi verde lontana spiritualmente da qualsiasi aspetto logorante della vita moderna: pubblicità, traffico, inquinamento onomatopeico e quant’altro.

Ultra Fast Charging Station, COBE, Fredericia, Danimarca © COBE

Lo studio ha inoltre collaborato con la ONG Danish Society for Nature Conservation per piantumare gli spazi attorno alle stazioni e per la conservazione della natura con l’obiettivo di migliorare la biodiversità intorno alla stazione. Concepita come un bosco, con “alberi” di legno e tetti fotovoltaici, la copertura modulare si adatta a lotti di forme e dimensioni differenti; infatti, un singolo componente “albero” può essere moltiplicato per diventare un intero “boschetto” come richiesto. Le stazioni sono costruite in legno certificato e calcestruzzo con un tetto rivestito in pannelli solari.

Tutti i componenti della costruzione possono essere suddivisi in materiali utilizzabili e riciclabili e la scelta del legno come materiale da costruzione sottolinea ulteriormente la progettazione sostenibile dell’edificio. Non è un caso, insomma, che questo genere di costruzioni vengano progettate ed edificate in luoghi dove la società vive in simbiosi con la natura. La domanda però sorge spontanea: quando davvero potremo vedere questa evoluzione culturale influenzare (positivamente) la nostra routine quotidiana?

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