L’approccio sostenibile dell’architettura verso la natura ha seguito sviluppi notevoli nell’era della sensibilità sul tema ambientale, raggiungendo la condizione limite durante la costruzione di edifici, che ispirati ai processi della vita vegetale tentano di far parte della natura stessa. L’elemento chiave dell’incontro tra l’artificiosità di un edificio e la dominante natura è stata l’inserimento di porzioni o superfici tecnicamente adatte ad ospitare la crescita di arbusti o piante rampicanti lungo la facciata dell’edificio, note come Pareti Verdi. Numerosi sono gli esempi spontanei di questa tecnologia a partire dall’edera che domina i castelli medievali o le pareti esterne di costruzioni campestri isolate dall’urbanità, dove il clima umido e ricco d’acqua permette la crescita dell’elemento vegetale verso la direzione verticale, trovando un aggancio nelle porzioni di malta crollata o sporgenze nella roccia. Ma come è possibile portare la vegetazione verticale in un contesto urbano?

Venlo building in Rotterdam, Studio Kraaijvanger.
Credits © Kraaijvanger

Patrick Blanc, botanico francese e padre di questa tecnologia, a partire dagli anni ’90 inizia a sperimentare questa tecnica compositiva attraverso un incontro di conoscenze botaniche e tecniche diverse, riuscendo così ad ottenere un giardino verticale che attraverso un sistema di vasche e filtraggi d’acqua copre un’intera superficie libera di un palazzo adiacente al Caixa Forum di Madrid. La composizione prevede l’inserimento di differenti tipologie di piante con colorazione e crescita differenti che nel loro accostamento producono un sistema verde compatto rigoglioso, come un quadro dagli infiniti scenari e prospettive.

Il giardino verticale di Blanc, dopo la sua inaugurazione, produsse notevole interesse tra i progettisti e i critici che iniziarono a domandarsi quali siano gli svantaggi di questo sistema costruttivo e sulla sua effettiva sostenibilità nel campo tecnico ed energetico. Ciò nonostante l’attività di Patrick Blanc aprì le porte e numerose committenze e occasioni di sperimentazioni su questa tecnologia proclamandolo padre dei giardini verticali.

Herzog & DeMeuron, CAIXA FORUM con parete verde di Patrick Blanc
Madrid, Spain Credits @Herzog&DeMeuron

Le pareti verdi sono un sistema tecnico di inverdimento verticale utilizzato nell’architettura contemporanea per migliorare l’estetica degli edifici e aumentare la coibentazione delle pareti riducendo in questo modo la dispersione del calore.

Il sistema costruttivo prevede l’ancoraggio alle pareti di una successione di vasche e supporti dove la vegetazione possa crescere ed essere alimentata da un impianto di irrigazione distanziato dalle pareti per evitare infiltrazioni.

Atlas Hotel Hoian. Vo Trong Nghia Architects.
Credits ©Vo Trong Nghia Architects

Il sistema dei giardini verticali è ancor oggi in via di sperimentazione ed è oggetto di analisi sotto l’aspetto tecnologico di vantaggi e  svantaggi.

I vantaggi di un sistema di verde verticale sono chiari, coibentazione del pacchetto parete che filtra il salto termico tra interno ed esterno e isolamento acustico gli spazi interni; riduzione delle polveri sottili disperse dai dispositivi inquinanti e abbassamento della CO2, migliorando la qualità dell’aria negli spazi aperti; ritenzione delle acque meteoriche con assorbimento e raccolta nei vasi delle piante, riducendo la portata d’acqua che raggiunge le fognature e gli spazi pubblici.

I vantaggi in termini di comfort degli spazi interni sono evidenziati dai risultati in termini di isolamento termico e protezione della facciata dal sole.

Conseguentemente a questi vantaggi le tecnologie dimostrano, dal punto di vista energetico, risultati inferiori rispetto all’isolamento a cappotto o ai sistemi integrati al pacchetto parete. Inoltre sono evidenti le problematiche legate alla progettazione di un buon sistema di vasche e di irrigazione e l’esigenza di una costosa manutenzione e gestione.

Le tipologie costruttive più in uso oggi prevedono differenti sistemi di assemblaggio e composizione delle facciate vegetali.

Le Green Facade sono delle superfici in cui nel sistema tecnico strutturale sono integrati dei vasi a differenti quote destinati alla crescita delle piante che andranno a salire seguendo un graticcio verticale.

I Living Walls sono tecnologie che prevedono l’assemblaggio di moduli in policarbonato che ospitano il terreno e il sistema di irrigazione. Il sistema verde viene coltivato precedentemente per poi essere montato sulla facciata dell’edificio dove avrà vita grazie ai sistemi interni.

M2 Metro Station a Losanna. Bernard Tschumi 2008. Credits ©Bernard Tschumi

M2 Metro Station a Losanna. Bernard Tschumi 2008. Credits ©Bernard Tschumi

Infine il Muro Vegetale: questo segue una tecnica artigianale dove una successione di vasche per le piante vengono sovrapposte creando una superficie unica e attiva nella crescita e nella formazione di un microclima interno.

Museo del Quai Branly Parigi. Muiro vegetale di Patrick BlancCredits ©dailystorm.it

Le pareti verdi sono in questo modo divenute un’innovazione volta a coniugare sostenibilità ed estetica sostenibile, due entità diverse che negli ultimi anni trovano incontro nella pubblicizzazione e nel business dell’edilizia.

La sostenibilità intesa come soddisfacimento del bisogno energetico di un edificio con una produzione energetica autonoma e con sistema di protezione contro la dispersione di quest’energia. L’estetica sostenibile è messaggio mediatico di architettura attenta all’ambiente che riduce la produzione di materiale nocivo e il disboscamento, idea irreale per la condizione dell’architettura stessa come prodotto dell’uomo che interviene su un territorio naturale. Bisognerebbe invece considerare il fare architettura come una pratica artificiale che, tramite un’attenzione particolare nella scelta dei materiali costruttivi e nelle tecnologie costruttive, possa realmente ridurre il consumo di energia esterna e possa sostenersi in modo autonomo attraverso sistemi sostenibili di protezione e produzione dell’energia.

© riproduzione riservata