Il nostro sguardo è sempre più abituato a vedere della vegetazione sui tetti delle abitazioni o dei grandi complessi pubblici come musei o biblioteche; il tetto verde non è più una novità, anzi sta iniziando ad imporsi come una delle possibili soluzioni tecniche per la copertura di edifici. Siamo quindi in un periodo storico nel quale vedere un tetto giardino non è più strano come un tempo, nasce quindi spontaneo chiedersi: siamo forse giunti al punto di rottura con questo paradigma? Non è forse giunto il momento di superare questa sperimentazione, visto che ormai non può nemmeno più ritenersi tale?

È interessante notare come negli ultimi sviluppi della tecnologia del tetto giardino il focus sia verso l’utilizzo di una cortina verde anche per le coperture inclinate. Questa tensione è sicuramente sintomo di una sempre più forte spinta al ritorno all’archetipo della casa a capanna, scomparso da Le Corbusier in poi. Un edificio con tetto a capanna verde, qualcosa di non ancora visto, o per lo meno non ancora diffuso. Certo la tecnologia ha dovuto svilupparsi poiché, mentre per un tetto piano il terreno poggia su una superficie orizzontale, nel tetto inclinato vi è il rischio che il terreno scorra e si vada a depositare alla fine del tetto stesso comportando dei carichi puntuali non previsti da progetto.

La società di materiale tecnico per l’edilizia Zinco, sull’onda dell’innovazione del tetto verde, ha proposto il sistema “tetto inclinato”, nel quale vi è la presenza di un substrato che permette al terreno di non scivolare e rimanere all’interno di incavi prestabiliti; questo ha permesso di svilupparvi al di sopra un giardino estensivo che, in quanto tale, richiede poca manodopera e una ridotta quantità di acqua per sopravvivere.

Vediamo quindi come l’innovazione tecnologica, ma anche architettonica, si stia spingendo verso forme forse più originarie, nel senso di più aderenti a quella che è stata la tradizione costruttiva italiana, ma non solo. Il territorio italiano è infatti saturo di costruzioni con tetto a falda rivestito soprattutto da tegole. Ed è appunto dalle tegole stesse che arriva l’innovazione forse più efficace sia dal punto di vista tecnologico che compositivo: Green Roofing Tile. Si tratta di un progetto sviluppato dall’atelier Roel De Boer, che combina in un unico elemento tecnico la tipica tegola con il tetto verde.  Il presupposto di partenza è la ridefinizione tecnologica di un elemento, caro alla tradizione costruttiva europea, attraverso il combinarsi di elementi conici, uniti tra loro da fasce diagonali, che presentano al loro interno il terreno necessario per lo sviluppo di vegetazione estensiva. È come se si prendessero due coppi tradizionali, li si unisse e li si riempisse di terra, questo però genererebbe una forma cilindrica, inutilizzabile per la copertura di edifici, per questo si è optato per una forma conica. Il cono infatti permette di avere un punto finale attraverso cui agganciare la nuova tegola alla sotto struttura presente.

Roel de Boer, Green Roofing Tile, 2012, ©Atelier Roel de Boer

Alzando lo sguardo, e provando a immaginare di trovarsi davanti agli occhi questo nuovo tetto verde, vedremmo come una successione di elementi puntiformi, quasi vasi, dentro i quali si sviluppa della vegetazione spontanea. Potrebbe perfino configurarsi come una sorta di giardino in cui ogni vaso presenta una coltivazione ad hoc, oppure, all’estremo opposto, potrebbe esser trattata tutta la copertura con la stessa vegetazione. Punta a diventare l’elemento che personifica e rende unica un edificio pubblico, un edificio o perfino una casa, in particolare se pensiamo alle numerose ville tutte identiche che riempiono le nostre periferie sarebbe una maniera raffinata e allo stesso tempo divertente per render le abitazioni le une diverse dalla altre. Questo nuovo tetto giardino si configura come una democratica esposizione della propria personalità, attraverso l’uso della vegetazione, sin dalla facciata del proprio edificato.  Giudicando l’edificio dal suo rivestimento, perché in fondo giudicare un libro dalla copertina forse non è poi così disdicevole, se questa è davvero realizzata con senso ed esprime veramente ciò che disvelerà all’interno.

Roel de Boer, Green Roofing Tile, 2012, ©Atelier Roel de Boer

Roel de Boer, Green Roofing Tile, 2012, ©Atelier Roel de Boer

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